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Siccome sta per arrivare il webmaster da Bolzano, qui siamo drammaticamente passati dai 30 gradi della settimana scorsa a un misero min. 7 max. 20 che domani promette di scendere fino a 4 di minima, mi auguro di notte.
Quel che è peggio, le previsioni dicono che il mio webmaster scenderà dall’aereo e si vedrà piovere in testa. Dimmi tu se è modo di arrivare da Bolzano, essere accolto da un acquazzone in Egitto.

Come chiunque può arguire dal fatto che abbiamo un deserto a destra e un altro a sinistra, qui piove assai poco.
Pepe mi ha detto che lui, per anni, la pioggia non l’ha vista proprio. E io non ho mai visto un ombrello e sospetto che non li vendano affatto.
Quest’anno ha già piovuto tre o quattro volte, invece, e ieri per 15 minuti c’è stato un diluvio. Pepe ed io, affacciati alla finestra, guardavamo e dicevamo: “Ohhhhh!” e in strada era tutto uno svolazzare di gallabiye in fuga e di passanti, tutti rigorosamente senza ombrello, che si proteggevano con borsette e giornali. Io l’altro giorno sfoggiavo la Kway comprata a Natale a Bolzano e in strada mi guardavano tutti ammiratissimi, e coglievo al volo che si scambiavano commenti tipo: “Ah, pero! Che bella idea, una giacca impermeabile col cappuccio! Guarda che bella!” E io lì che mi pavoneggiavo.

I 15 minuti di pioggia di ieri, poi, mi hanno distratto, e mi sono accorta solo nel pomeriggio che l’imprescindibile Sahar, signora delle pulizie nonché raggio di sole nella mia vita, non era venuta.
Mi ha preso un colpo, mi ha preso. “Vuoi vedere che mi ha mollato?” ho pensato, e l’idea mi immalinconiva parecchio.
E sbucata stamattina assieme al sole, appunto, e l’ho accolta con un accorato: “Ma perché ieri non sei venuta?”
E lei, stupita: “Ma come, non ha visto la pioggia??”

(Da segnare sul quadernetto: “Istruzioni per vivere in Egitto”: se piove, la signora delle pulizie non viene.)