
Me ne stavo giustappunto qui col mal di denti a chiedermi oziosamente cosa ne sarà della mia vita futura quando è arrivato un commentatore (in stato di grazia, devo dire) a trarmi d’impaccio.
Devo ammetterlo: tra i tanti scenari che mi venivano alla mente, il suo è di gran lunga il più realistico.
Mi pare corretto pubblicarlo dandogli la giusta evidenza, quindi.
E spero anche che mi porti bene: tra le mille previsioni su me stessa che mi vengono alla mente oggi, quella che K mi regala è di gran lunga la più rassicurante, la più intima e la più invogliante.
Allora: succede che Lia, per ragioni di lavoro, deve prendere una di quelle navi che vanno sul Nilo.
Una grossa, diciamo di quelle tipo da crociera, con le discoteche, le rifiniture in finto mogano e i turisti annoiati.
Lia la prende per lavoro, mica per divertimento. La sera però c?è confusione, la cabina comunica con la sala da ballo, Lia dovrebbe dormire, Lia dovrebbe studiare ma la confusione è troppa. Così, stufata, si mette le scarpe col tacco e decide di farsi un giro. Presto annoiata da quella gente alticcia va in coperta dove non c?è nessuno e, appoggiata al parapetto, si mette ad osservare la notte.
Incantata.
Ah! se solo il Cide Hamete Belingeli mi desse la forza di descrivere Lia col tacco alto appoggiata al parapetto nella calda notte egiziana, sotto il cielo spettinato come i suoi capelli mossi dalla brezza profumata!
Andiamo avanti, abbiamo immaginato la scena.
Avete già immaginato il seguito.
Eccolo: attirato dalla figura sensuale appoggiata al parapetto, ecco avvicinarsi il giovane capitano con l?uniforma candida come il suo sorriso.
Con il poco d?inglese che sa, riesce appena a dare la buonasera. E’ Arabo, è gentile e odora di sandalo. Cosa fa il Capitano arabo gentile e profumato di sandalo ? Beh diciamolo, quello che avrebbero fatto in molti: dopo qualche silenzio imbarazzato, ti piazza la mano sul venerato culo di Lia.
Lia non ci sta a pensare due volte e gli tira una cilacca sul suo generoso nappone. Il poveretto cade a terra, batte la testa. E’ semisvenuto.
Lia è disperata, non voleva, è colpa del suo solito caratteraccio; anzi a vederlo così, con gli occhi semichiusi, gli fa tenerezza: gli prende la testa tra le mani e…
Per fortuna in quel momento l?arabo gentile si riprende, apre gli occhi, acchiappa Lia per le trombe del culo e la traventa nel Nilo.
Oh povera Lia, se solo avesse imparato a nuotare.
Le acque del Nilo sono dense e lei è presto inghiottita. Sta scivolando dentro, dentro le fauci di un immenso alligatore.(…)
Giunta infine nella pancia dell?alligatore, Lia scopre che il posto non è malaccio, di certo migliore della cabina che aveva sulla nave. Certo da qui non si può uscire, ma ci sono tutte le comodità: c?è una specie di letto, c?è un frigorifero, c?è una vecchia cyclette, ci sono molti libri ma, orrore! Manca il computer.
Il dramma dura poco: il capitano gentile e profumato, e adesso in preda al panico, non sapendo come uscire da quella situazione era andato in sala, aveva cancellato il nome di Lia dalla carta d?imbarco e, raggiunta la di lei cabina, aveva preso valige e tutti gli effetti e li aveva gettati in acqua.
Tutto a posto.
Ecco spiegata la gioia di Lia che, pochi minuti dopo, si era vista recapitare tutta la sua roba, e pure il suo portatile, all?interno del suo nuovo appartamento.
La devo finire qua.
Lascio tutti voi a meditare sulla nostra eroina rinchiusa nella pancia dell?alligatore, (dove, mi ero dimenticato, c?era pure la corrente elettrica che il rettilone genera mettendosi fermo contro la corrente dell Nilo) e da lì, grazie alle magie di internet, Lia continuerà a scrivere, e saranno traduzioni, riflessioni, grandi approfondimenti, il tutto esposto in una prosa fresca ed originale che, invece di essere scritta dalle viscere di un rettile, sembra soffiata da un vento boreale.
Ecco, questo è uno spunto.
Direi che il post dove Lia narra queste gesta dovrebbe cominciare con : ” E? giusto che si sappia che sto scrivendo dall?interno della pancia di un alligatore a corrente elettrica immerso nel Nilo…” etc etc.
Inshallah, K.

c’? stato un nuovo attentato al cairo.
c’? di mezzo una ferita italiana.
non sei tu spero!
noi ti si vuole bene e ci si preoccupa per te!
:-)
Superato dagli eventi, come spesso capita, e comunque non meritavo la prima pagina.
A presto, con una nuova avventura di Lia in cui la nostra ricever? le stimmate mentre i lettori temeranno di vederla scomparire per sempre, sprofondata nel buio o forse ascesa in cielo, anima e curve.
ciaok.