
Mo’ vi dico quello che so io della bomba di ieri, ché vedo che i giornali italiani online non danno ancora notizie fresche. (Al Jazeera sì, invece.)
Dunque: avete presente la bomba al Khan al Kalili di 3 settimane fa? Il bombarolo era uno studente di ingegneria della Cairo University, alla fine.
La polizia è stata pesante con la famiglia, ecco, e uno dei cugini è poi morto sotto le torture.
Mentre lo torturavano, però, aveva fatto il nome di un altro cugino ancora, ovvero il bombarolo di ieri.
Insomma: abbiamo ‘sto tizio che sa di essere ricercato e che sa anche che, nel momento in cui lo prenderanno, è destinato ad essere torturato e così via, magari pure a morte. Come suo cugino, appunto.
E allora, visto che morire si deve, si è buttato in mezzo alla gente dal ponte, con una bomba in mano.
Poi la vita è strana e il tizio, a modo suo, è stato pure fortunato; è riuscito a finire in testa giusto a due turisti israeliani, e guardate che non è facile: non è che siano poi tanti, i turisti israeliani al Cairo.
Mah.
Le due donne, idem: in qualità di parenti strette del ricercato, erano in fuga pure loro. Ammazzare qualche turista deve avere avuto il sapore dell’ultimo desiderio del condannato a morte, insomma.
Ci dovremo abituare, comunque. Temo che questo sia solo l’inizio.
Ieri mi dicevano che le organizzazioni terroristiche “storiche” hanno perso il controllo della situazione: la nuova generazione di bombaroli è fatta di microgruppi, disperati singoli e così via.
Non ce n’è manco molto da stupirsene.
La stradina che portava al cinema era chiusa da transenne, ieri sera, e non lasciavano passare le macchine.
Il mio taxi è passato, invece, perché il taxista ha detto alla polizia che portava una straniera e i poliziotti si sono precipitati ad aprire. Meglio farmi passare in macchina che a piedi, avranno pensato.
Poi il taxista, ridendo, mi ha ringraziato: “Siamo passati grazie a lei, madame!”
E c’era di tutto, schierato nella zona. Pure i carroarmati.
Ci cammini davanti e i soldati ti guardano. Tutti là, ficcati sotto i loro elmetti, con i loro mitra in mano, a proteggere la passeggiata di ‘sti stranieri. Ci si sente un po’ in imbarazzo.
Unabomber in salsa islamica, dunque. (Una, poi. Anche dieci. Anche mille.)
Ce ne faremo una ragione.

Torture, bombe, gente che si suicida tentando una strage… Non sar? colpa del caldo?
No succede anche con il fresco. con il freddo, con l umido, con il secco…
Mi scuso per l assenza di accenti e apostrofi, ma sono in un Internet Cafe di Jerusalem e su questa tastiera non li trovo.
Lia … farsene una ragione, no … continuare a vivere in un mondo pazzo come se fosse saggio .. si. Questa mattina stavo seduta sul bordo di una strada vicino al lago di Tiberiade e aspettavo la coincidenza di un autobus… Mi e capitato di pensarti… E poi ho pensato alla strizza che avrebbe avuto al mio\tuo posto Oriana Fallaci (ci sono anche gli arabi israeliani, accidenti … tanto per non pensare ai coloni …) e mi e venuto da ridere,
Cosi ho riso anche della faccia del patriarca ortodosso (visto ieri sera a una TV locale) che andava nella chiesa del S.Sepolcro (era la Pasqua ortodossa oltre che la conclusione della settimana della Pasqua ebraica), minacciato dalla folla perche ha venduto ad israeliani grossi edifici nella vecchia Jerusalem …
E andava a celebrare il ricordo di uno che si e fatto ammazzare, circondato dalla polizia di Israele. Mah! Contento lui!
Piccola annotazione : i bravi cristiani si dividono persino sul calendario .. e nemmeno questo e effetto del caldo.
augusta
Attenta… qualcuno potrebbe insinuare il sospetto che tu li giustifichi… :))
Per? penso anch’io che non ? cosa saggia regalare tutta questa determinazione a gente che finisce per non aver pi? nulla da perdere.
In fondo li si rende disperatamente forti. E la storia dovrebbe insegnare quanto la cosa potrebbe essere insidiosa.
Torno sempre su una mia vecchia costante ultimamente quando mi si parla di medio oriente… Emancipiamogli le donne! Sarebbe peggio e pi? fruttuoso che irrorare ogni granello di quella polvere e quelle pietre di Napalm. Rimango convinto di questa strategia d’azione… il dubbio ?, ma una volta piegati alle nostre debolezze occidentali cosa sarebbe di noi e di loro?
Lia, il commento non ha nulla a che fare con l’articolo. Mi sono permessa di leggere il tuo shinystat, per la precisione le chiavi di ricerca per accedere al tuo blog; stavo cadendo dalla sedia in preda a risate isteriche… La stupid? umana non ha confini, n? lingua, n? religione. Date poi un’occhiata.
Ps: Ho vissuto moltissimi anni in Egitto; non posso dire di avere dei bei ricordi in proposito (nulla a che vedere con giovanotti scaltri!) e neppure che concordo con i tuoi pensieri, ma ? comunque piacevole leggerti. Confrontandosi con chi ha opinioni diverse, senza insultare per questo, aiuta a crescere.
un caro saluto