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Bizzarro.

C’è questo blog a me ignoto (di tale Vittorio Zambardino che, apprendo da altri blog, è un signore conosciuto nel suo campo ma la cui fama non mi ha raggiunto in Egitto, dove risiedo) che risponde a un post scritto da un altro blogger (che invece conosco anche se sono in Egitto, visto che ho a mia volta un blog e non potrei non conoscere almeno i più seri tra i blog di riferimento – non saprei come definirli altrimenti – scritti nella mia lingua) omettendone, chissà perché, il link.

“Chissà perché” lo penso io.
Zambardino, invece, scrive: “I link non li ho dimenticati, li ho omessi. Perche’ non erano necessari.”

Bah.
La cosa ha ispirato a Granieri un breve corso di comunicazione in rete esauriente quanto pacato che ho letto con vivo piacere: per me, che insegno, è sempre un esercizio salutare osservare la pratica della disponibile pazienza in chi si assume il compito di spiegare ciò che è ovvio ai più.

Dal canto mio, posso solo aggiungere che se anche i blog che abitualmente leggo considerassero innecessario linkare i post di cui si parla, io continuerei a non sapere chi è Vittorio Zambardino.
Ma vabbe’.