Qualcuno mi ha chiesto la foto dei cuoricini che comprai tempo fa al Khan al Khalili facendo un pelo di slalom tra bombe che scoppiavano qua e là, ché il Cairo ha avuto un attimo di nervosismo a inizio estate ma dicono che adesso dovremmo essere in fase di calma, ché poi ci saranno le elezioni e bisogna risparmiare l’esplosivo, dicono, ché sennò rimangono senza giusto quando serve.
I cuoricini sono felicemente arrivati in Spagna, comunque, assieme ai braccialetti con lo scarabeo, e fanno ‘Ciao!’ dalla foto qui sotto:

La soave fanciulla che ho per figlia se li sta rivendendo esattamente a 50 volte il prezzo che li ho pagati, ed è che qualcuno dotato di senso pratico, in famiglia, ci voleva, ed io la contemplo ammiratissima e già me la vedo, bastone della mia vecchiaia, quando io sarò una profuga dall’Africa e lei una sbrigativa imprenditrice di successo che, sui cuoricini, avrà costruito un impero.
Più che altro, però, volevo dire che sto di nuovo aggiustando i feed e che questo post serve per vedere se la riparazione ha funzionato.
E’ un periodo che ricevo un mucchio di cazziatoni sul pessimo funzionamento del blog e, del resto, lo vedo anch’io che sta andando a pedali.
Se non scrivo, un motivo ci sarà pure.
Oltre al fatto che c’è qui il mio webmaster.
E oltre al fatto che (sarà il fato, non ho altre spiegazioni) pare che la mia poltrona per scrivere al pc abbia preso le pulci (non c’è niente di strano: è estate e siamo in Africa, sono cose che succedono e non è il caso di fare ‘ste smorfie schifate) e quindi ora è sul tetto in fase di disinfestazione e io sto scomoda, a scrivere da una dura sedia.
Scrivo poco, sì.
Una non può nemmeno ripetersi all’infinito, d’altra parte, ed è che raccontare le cose di qui, invece, implica il ripetersi all’infinito, e forse è per questo che il Medio Oriente rende poco, sui media: che dovrei scrivere, del resto? Che sarebbe bello se i soldati americani in Iraq la smettessero di attirare i bambini attorno a sé con le caramelle, per esempio. Non è che ci sia molto altro da dire.
O che qui le bombe fanno un effetto diverso, rispetto all’Europa, e quindi non c’è stato granché modo di condividere l’emozione del vostro continente per i fatti di Londra. Solo oggi, l’Iraq batte Londra per goleada, e fa uno strano effetto.
O che ieri sera eravamo a cena a 100 metri dagli uffici della Palestinian Airlines e, certo, una ripensa a quando a Gaza c’era l’aeroporto e si rende conto di detestare la politica di Israele perché, fondamentalmente, la considera malvagia.
Malvagia, proprio, e credo che questo termine riassuma tutto il mio punto di vista sull’intera questione.
E che una, al momento, preferisce fare l’amore piuttosto che pensare alle guerre e che quindi, se non sto qui a scrivere, è perché me ne vado in piscina e ai feed e ai caratteri ci pensa dopo, il webmaster.
(Dai, andiamo.)

solo per dire che, te ne sarai accorta anche tu, il feed di questo post è una versione ridotta ai soli due primi righi. è una cosa voluta?
Solo momentanea.
Grazie mille, e ‘colgo l’occasione’ per dire che se ci fossero magagne che mi sfuggono è il momento giusto per dirmelo.