7 Comments

  1. katia

    Grazie, 1000 volte grazie per le cose che ci racconti…. e non mi vengono le parole per dirti quanto ti sono riconoscente per essere una voce in più in mezzo a tutte le altre, piccola ma tanto, tanto importante.

  2. Pedro Almaviva

    i deliri sui piani di attacco alla nostra “cultura occidentale” (ma quale, quella di Calderoli???) ormai si sprecano.
    E siccome da quelle parti si usa spesso lo zainetto o la macchina imbottita di tritolo, si fa confusione tra il mezzo e il fine mentre spesso non ci sono collegamenti.

    Ah Lia, ci mancherà la tua voce dall’Egitto, ma egoisticamente non vedo l’ora di averti qui in Italia e di leggere la rubrica sulle “inciviltà che neanche in Egitto”.

    Un bacio grande.
    :-)

  3. ErMejo

    Complimenti per l’articolo! Una analisi seria e plausibile. Lo scenario e’ presentato in modo molto piu’ dettagliato e motivato di qualunque altra discussione sull’argomento che io abbia letto.

    Giusto ieri parlavo con un mio amico, col quale sono stato a Sharm qualche anno fa.
    Ragionando sulle bombe, la cosa che non quadrava era il “basso” numero di italiani e l’alto numero di egiziani coinvolti. Anniversari di Nasser, ponti festivi per gli egiziani, situazione interna. Tutte cose che i media tradizionali ignorano bellamente. Continuino a proporre spiegazioni che assomigliano tanto ad un fast food.

    Se, una volta tornata in Italia, riuscirai ad analizzare la realta’ locale con altrettanta lucidita’, chissa’ che articolini salteranno fuori!

  4. Vassilis

    Eccola qui, questa piccola acrobata che si districa in un esistenza “assoluta”.Leggere le sue pagine è come gustare un piccolo frutto esotico,maturo, senza retrogusti artificiali.
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    Io spero che tu abba ragione, che siano beduini, che sia una questione interna,che esista una spiegazione più razionale e ragionevole. Devo andare in Egitto a fine agosto; in tutti i posti dove sono stato mi va di parlare con la gente, immergermi nella atmosfera del posto,capire usi e culture diverse. Oggi pero’ non riesco a togliermi di dosso un pezzettino di diffidenza. In qualche modo quindi questa bomba ha anche effetti collaterali… nella mia testa..
    Un afoso saluto da Milano.

  5. charlie

    Oggi un amico mi ha raccontato di aver sentito un’intervista ad una turista abituale di Sharm che ha dichiarato che il tassista che abitualmente la portava in quella zona della città si è rifiutato di farlo nella sera dell’attentato.

    E che non si trovava un tassista a pagarlo oro.

    Mi son ricordato di questo tuo post: mi pare che collimi con il racconto della signora.

  6. lia

    Uhm, direi che si tratta di una leggenda metropolitana che sta imperversando. Ne parla Paniscus qui:
    http://paniscus.splinder.com/1122338213#5367017

    E’ vero, io penso che sia probabile che siano stati dei beduini. Però i beduini non sono una massa compatta, sono divisi in clan, in famiglie, in nord e sud, in gente che vive nella legalità e gente che fa i traffici sulla montagna etc. etc. Mi pare improbabile che quelli che ci lavorano, a Sharm, potessero essere complici dell’impresa: questa è una rovina anche per loro.

  7. Vidyaraja

    A proposito di cavolate dei telegiornali, non c’entra direttamente, ma vale la pena di citarlo: al TG3 delle 19, a proposito di una suora che in Inghilterra protesta per l’uso dell’immagine della chiesa utilizzata per “Il codice da Vinci”, il giornalista parla di “Un’ex carmelitana, ora religiosa cattolica” (perchè le carmelitane forse saranno protestanti, ortodosse, musulmane, buddhiste o chissà…). Non parliamo poi del vizio di utilizzare denominazioni eufemistiche per gli zingari: nomadi, rom, slavi, e chi più ne ha più ne metta: ma se loro per primi si denominano zingari e ne sono fieri (e condivido: fanno bene) perchè debbono i “gagiò” cambiar loro nome, ingenerando anche confusione? La denominazione “slavi”, più di altri, visto che gli “Slavi” sono un insieme etnico/linguistico che comprende russi, ucraini, bielorussi, serbo-croati, sloveni, macedoni, bulgari, polacchi, cechi slovacchi e serbo-lusaziani o sorabi; credo di averli detti tutti e gli zingari non vi rientrano, neppure se, per il fatto di essersi insediati nei rispettivi territori, ne hanno adottato la lingua, mantenendo ovviamente la loro specifica, il rromanì. Espressioni come “Slavi romeni, slavi turchi e via dicendo, sono, oltre che imprecise, ridicole. tornando ai nostri beneamati telegiornalisti, è incredibile come riescano a crear confusione e disinformazione, per non parlare dello scempio che stanno facendo della lingua italiana, ma anche dei barbarismi abbondantemente e gratuitamente utilizzati, spesso a sproposito, sbagliando le pronunce, anche quelle ormai consolidate da decenni, il più delle volte anglicizzando la lettura di termini francesi e tedeschi; nel caso di termini inglesi, spesso finiscono col leggerli come sono scritti; quest’ultima abitudine crea gli effetti più singolari allorchè, leggendo il nome di una località, per esempio afghana, utilizzando la trascrizione ad uso degli anglofoni, Mazar-i-sharif diventa Mazar e Sharif: a completamento dell’amenità, più di una volta ha detto “A Mazar e a Sharif” facendo due località di una. Di perle perle di questo genere, ormai, ce ne sono un’infinità e non è il caso di attardarci in questa sede, ma tanto vale per porci una domanda: Da un simile modo di trasmettere notizie, cosa possiamo aspettarci?