L’Acido Signore mi perdonerà se Haramlik aderisce alla sua benemerita iniziativa di intortamento (“Intortiam, intortiam, i pomposi pisquan!“) mantenendosi a igienica e schizzinosa distanza dal suo Premiato fino al punto di non riuscire nemmeno a pronunciarne il nome, giacché l’ultima volta che ho scritto la parola Pal… Palm… Palmghhh… (niente, non ce la faccio) ho poi perso il borsellino con dentro 150 euro e la Visa e, no, nulla potrà convincermi che non ci sia una relazione diretta, tra le due cose.
Scrat.

Mi pregio, comunque, di intortare il Pisquano per eccellenza, l’uomo più Pisquano della blogosfera, la pisquanaggine stessa distillata e fatta post.
E, se qualcuno avesse ancora dubbi sull’identità del mio Premiato, non ha che da andare su Google e digitare: Pisquano.

Ecco, dunque:

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Il premio è da intendersi alla carriera, ovviamente, ma qui abbiamo una predilezione per questo post:

Il momento in cui mi guardo davvero è la mattina, in bagno appena sveglio, nudo.
Non solo mi guardo, ma qualche volta mi fisso, non spesso, ma non raramente.
Dal lungo sguardo che mi rivolgo mi sembra di vedere chi credo di essere, questo mi fa un po’ ridere: l’attimo dopo un lampo, e mi vedo.
Ecco, quel poco che so è tutto qui, e sono nudo.
[…] I primi tentativi sono stati un’impresa intellettuale colossale, immaginarmi nudo, fare l’inquadratura, premere l’autoscatto e correre nudo…

(Il motivo decorativo della torta che abbiamo scelto, a base di nudi vermetti gommosi di zucchero colorato, richiama affettuosamente l’autoscatto sopra descritto.)