¡Viva Israel!

grazieis.jpg

(No, che avete capito. Non il paese!)

Un grazie a Isra che, per amor di Pupina, si è messo lì e ha tolto quelle orribili righe di codice che campeggiavano, ormai da giorni, sulla testata del blog della qui presente suocera.

E una deve essere quanto meno commossa, per mettere tanto titolo a un suo post. ;)

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Comments Closed

9 Commenti

  1. Pubblicato 19 dicembre 2005 alle 00:20 | Link Permanente

    uhm…mi sa che non le ha mica rimosse tutte, a me le pop-up si aprono ancora…
    CV

  2. lia
    Pubblicato 19 dicembre 2005 alle 08:39 | Link Permanente

    Sì, i pop-up li abbiamo rimandati.
    Quelle righe erano proprio urgenti, però.

  3. paolo27
    Pubblicato 19 dicembre 2005 alle 08:54 | Link Permanente

    Le righe non le ho mai viste, pensa un po’. E i pop-up… basta impostare il browser per non farli aprire, oppure avere Mozilla Firefox che lo fa di default. Insomma, aiutiamoli un po’ ‘sti blogger, ecchec@##o! Mica dovranno fare tutto loro, no?!?

    =D

  4. Pubblicato 19 dicembre 2005 alle 12:21 | Link Permanente

    ma mica userete ancora internet explorer?!?!?

    ;)
    davide

  5. Isra
    Pubblicato 19 dicembre 2005 alle 15:41 | Link Permanente

    Oh! Muchas gracias por tu reconocimiento público querida suegra, es un placer ayudarte y además mejorar mi puntuación ;)

  6. old
    Pubblicato 19 dicembre 2005 alle 23:12 | Link Permanente

    Eccolo!
    Per la prima volta si manifesta anche se in forma scritta.
    Isra,il paziente Isra.
    Perfetto anche nel “querida suegra”.
    Le ha fatte innamorare tutte e due,madre e figlia.
    Tremendo.
    Ciao stai bene.

    old

  7. Pubblicato 20 dicembre 2005 alle 07:24 | Link Permanente

    Cara Lia,
    nel caso dovessi viaggiare in treno potrai soffrire. Non andare dallo psichiatra.
    La sofferenza non é disadattamento, é dovuta.
    Ecco l’ultima pagina del mio diariealtro.splinder.com
    Buone vacanze augusta

    Venerdì 16 dicembre, tarda mattina. Sono alla stazione ferroviaria di Mestre e il treno che devo prendere arriverà dopo un’ora.
    Vado al bagno della stazione. Fila lunghissima di signore che procedono lentamente: su quattro gabinetti due sono chiusi ed è chiuso anche quello dei disabili.
    Ricordo le battaglie di un tempo per l’abbattimento delle barriere architettoniche e comincio ad irritarmi. Non c’è nessuno cui io possa segnalare il fatto e non posso lasciare la fila che, ancora lunga davanti a me, si è allungata mostruosamente dopo di me. Perciò ricorro al cellulare e chiamo la polizia al 113. Risposta: Vada alla Polfer.
    Preciso che non sto lamentando un disservizio ma qualche cosa di molto più grave: la violazione di un diritto che potrebbe anche richiedere un intervento d’urgenza.
    La poliziotta al telefono, pensando probabilmente di aver a che fare con una suddita cretina (e non con una cittadina che si ritiene normale), ripete l’indicazione della Polfer… e alla Polfer vado. Il poliziotto di turno mi dice che nulla può fare se prima non passo all’Ufficio clienti e il medesimo non segnala la mia segnalazione….
    Ripeto le mie contestazioni: niente da fare.
    Questa sarebbe la procedura e contro le procedure non c’è emergenza fisiologica che tenga.
    Vado all’Ufficio clienti (ovviamente all’altro capo del marciapiede).
    Lo trovo affollato da gente furibonda per i ritardi che per quanto normali (sono una che viaggia in treno e ben li conosco) provocano danni e fastidi.
    Altra coda … altra segnalazione … finché l’impiegato risponde al mio racconto comunicandomi che al bagno ci dev’essere un custode con la chiave del custodito gabinetto dei disabili. Gli spiego che non c’è nessuno e che quindi il locale è inaccessibile. Mi guarda un po’ schifato e mi dice: “ma io le ho spiegato la situazione come dovrebbe essere”. Rispondo: “e io le ho raccontato com’è”.
    Esco, schiacciata dalla spietata dialettica fra essere e dover essere … per me è l’ora di prendere il treno. Se mi servissero in treno ci sono le toilettes (parecchie bloccate e di regola sporche), ma chi avesse stampelle o carrozzella non potrebbe entrarci, così come non sarebbe potuto entrare al bagno chiuso della stazione e, impedito dalle difficoltà motorie, forse non avrebbe neppure raggiunto il conforto della spiegazione sul dover essere all’Ufficio clienti.
    augusta

  8. Pubblicato 23 dicembre 2005 alle 12:01 | Link Permanente

    Che teneroni tutti e tre.
    Ma chi è il sospettato del pop-up? Ho provato a dare un occhio ai vari js concentrando l’occhio sui cosi delle statistiche (le varie intifada spero siano fuori questione), ma non ci ho cavato nulla.
    O l’hai già risolta?

    ciao

  9. lia
    Pubblicato 23 dicembre 2005 alle 12:58 | Link Permanente

    Io sospetto Webstats4.
    Appena rispunta il banner lo tolgo e vedo cosa succede.

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