Poche parole

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Double-Faced, Double-Standard West:

Anti-Semitism is a crime punished by law

Anti-Islamic cartoons and articles are freedom of expression

(Nihad Awartani, Ad Dustour, 2/2/06)

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Comments Closed

20 Commenti

  1. Michele
    Pubblicato 4 febbraio 2006 alle 00:03 | Link Permanente

    Mi sembra un po’ deboluccia come difesa. Stavolta non posso fare a meno di provare un certo fastidio per la reazione del “mondo islamico” :-\

  2. Pubblicato 4 febbraio 2006 alle 00:23 | Link Permanente

    E io ti “lascio” un’altra vignetta: http://maurobiani.splinder.com/post/7062727
    Buon fine settimana,
    Mauro

  3. rotafixa
    Pubblicato 4 febbraio 2006 alle 00:49 | Link Permanente

    l’antisemitismo ha prodotto direttamente lo sterminio sistematico degli ebrei da parte degli antisemiti

    la presa per il culo di gesù, budda o maometto è una presa per il culo.

    non vedo niente di anti islamico nelle prese per il culo

    direi che i ragazzi non sanno giocare e sono piuttosto suscettibili. almeno quella infima minoranza (e infamante la maggioranza) che sbraita bruciando bandiere e minacciando morte per una dozzina di disegnetti.

    quanto meno direi che è spoporzionato.

    infine: le pubblicazioni vituperate dagli scalmanati sono state edite in paesi diversi dai loro.

    ora questi scalmanati cominciano a farsi un po’ troppo i cazzi miei, direi.

    no. non sono affatto d’accordo.
    se sapessi disegnare e fossi in grado di fare della satira ne farei una io. anzi direi di farne in continuazione, tutti.

    a me piace moltissimo la libertà che i lumi ci hanno dato, e in questi anni trovo solo stimoli che avvalorano ulteriormente il mio già profondissimo fastidio per le religioni. sto facendo di tutto perchè il fastidio non si trasformi in odio.

  4. Pubblicato 4 febbraio 2006 alle 01:34 | Link Permanente

    onestamente, non vedo molto il senso di questo accostamento…
    c’è una bella differenza fra la libertà di satira e le implicazioni storiche dell’antisemitismo.

    Altrimenti cosa vorrebbe dire, che se ammetto le vignette, devo ammettere anche l’antisemitismo? Spero proprio di no!!! Che sciocchezza!

    Una vignetta che prendesse per il culo la Bibbia o i Rabbini non sarebbe mica antisemita: sarebbe tutt’al più anti-religiosa, e magari neanche quello, dato che la tradizione ebraica è infarcita di prese per il culo dei rabbini.
    In ogni caso, se dio vuole (ha-ha), sfottere la religione è ancora cosa lecita! Se poi il mondo islamico vuole far finta di essere offeso per un po’ di presa per il culo, io 1) non ci credo che si sono offesi, penso che sia una baggianata politica 2) penso che è tutto un grande deja vu.
    Sì, perchè su questa scorta dovremmo allora (di nuovo) cercare di fare fuori mezza letteratura, cinema, teatro, e filosofia dalla storia mondiale. O mi sbaglio?

    Mi domando se tu lia postando questa vignetta intendevi in qualche modo sottoscriverla: in tal caso, sono davvero in disaccordo con te!

    Io dico sì, mille volte sì, alle prese per il culo del fanatismo religioso, che aiuta soltanto a pensare e a porsi domande (vedasi, ad es. ‘Mistero Buffo’, vedasi Salman Rushdie, vedasi Rabelais o Cervantes etc) e ovviamente no all’antisemitismo, che proprio non mi pare che c’entri gnente.

  5. Pubblicato 4 febbraio 2006 alle 02:32 | Link Permanente

    A me fa ridere, e fa rabbia, che la difesa della libertà di sfottere la religione (in alcuni casi, più i religiosi che la religione; e in alcuni casi non vedo proprio lo sfottere [1]) debba essere lasciata a quelli che vogliono imporre i crocefissi nei pubblici uffici.

    [1] il signore nel deserto, ad esempio.

  6. pinco
    Pubblicato 4 febbraio 2006 alle 03:37 | Link Permanente

    Ricordo l’”ultima tentazione di Cristo”. Bel film però mal capito. Ad ogni modo aveva urtato la sensibilità di molte persone. Che avevano protestato.

    Vedo differenze tra il caso del film e quello attuale delle vignette:

    1) il livello di sensibilità all’offesa: da una parte un intero film con varie scene calde, dall’altra 1 singola vignetta “stereotipo dell’arabo”.

    2) la reazione istituzionale: da una parte non mi pare ci siano stati dei Governi che hanno ritirato amabasciatori, chieste scuse formali ecc, dall’altra invece Capi di stato che prendono posizione formale e dura contro altri Governi (perché? che c’entrano con un quotidiano?).

    3) reazione delle persone: da una parte cortei e forse qualche esagerazione, dall’altra bandiere bruciate, bombe e mitra contro simboli degli Stati e addirittura dell’Europa

    Io capisco che il limite dell’offesa che la satira non dovrebbe valicare, dipende da persona a persona e da religione a religione. Il fatto però che in Stati come l’Arabia Saudita sia ILLEGALE manifestare altre religioni (ad es. mostrare il Crocifisso) e in occidente nessuno si scandalizza mentre se un giornale occidentale stampa un foglio di carta “blasfemo” allora è l’occidente ad essere il cattivo oppressore dell’Islam. Se io mi facessi un segno della Croce in alcuni stati arabi non riceverei di sicuro la stessa tolleranza di un arabo in occidente. Se siamo tolleranti noi, che lo siano loro per una volta.

  7. dr.zoiberg
    Pubblicato 4 febbraio 2006 alle 06:05 | Link Permanente

    Assurdo.
    Mi domando come avrebbe reagito l’esimio cardinale Ruini in una situazione analoga.

    Cosa ancor più preoccupante, vogliono far passare per “scontro tra civiltà” un enorme, imbarazzante errore editoriale.

  8. paolo27
    Pubblicato 4 febbraio 2006 alle 09:45 | Link Permanente

    Non so Lia, lasciando perdere la favoletta degli islamici retrogradi e bacchettoni (ricordo ancora il casino che scatenò la chiesa per una vignetta su Gesù apparsa sulla prima pagina di Cuore!!!) non mi sembra che si possa fare un paragone come quello della vignetta che hai postato (ma si può dire pubblicato invece di quest’orribile espressione?). Non che debba esistere qualcuno che ha più diritti di qualcun’altro. E non so nemmeno quanto c’entri la libertà di stampa.
    Un autore ha disegnato delle vignette, che peraltro non ho visto e quindi non commento nel merito, che alcuni hanno ritenuto offensive. La libertà di pensiero che noi occidentali sbandieriamo spesso senza applicarla dovrebbe poter consentire di esprimere ciò che si vuole. In fondo anche la bestemmia è un’espressione dell’uomo. Si potrebbe discutere certo di buon gusto, di tolleranza, della pagliuzza e della trave.
    Personalmente mi disgusta ben più di una vignetta blasfema il casino pretestuoso che si è voluto montare ad arte contro gli islamici (e su questo ti darei ragione).
    Però in definitiva ritengo che la libertà di espressione debba essere tutelata, e mi sento molto insofferente verso qualsiasi forma di censura religiosa.
    Certo io una vignetta che prendesse in giro l’olocausto non la disegnerei mai. Ma nemmeno una che denigrasse le vittime di Sabra e Chatila.

  9. Giovanni Giani
    Pubblicato 4 febbraio 2006 alle 11:23 | Link Permanente

    “A prescindere” dal mio pensiero,prima che parta il “tormentone”, quanto sotto riportato sconfessa materialmente la tesi del “due pesi due misure”.

    -

    Criticare il Corano è “razzista”
    Per aver definito il Corano un”libraccio” ora due cremonesi si trovano rinviati a giudizio dalla procura della repubblica di Crema per istigazione alla violenza razziale. Il caso giudiziario, che potrebbe concludersi il 13 di febbraio quando il giudice potrebbe leggere la sentenza, è del tutto particolare. Siamo nel febbraio del 2001: Al Qaeda non aveva ancora colpito New York. In quei mesi era in corso la campagna elettorale e Massimiliano Loda e Franco Rota, compilano un volantino a favore di una lista indipendista. Il testo dello scrito tende a denunciare gli amministratori di Lodi e Crema che in quel momento volevano costruire una moschea, dando un ulteriore spazio alla comunità islamica. «Le moschee – dicevano i due – non sono solo luoghi di culto: per i musulmani non c’è confine tra politica e religione, e l’unico Codice Civile che accettano è quel pericoloso libraccio chiamato Corano, in nome del quale possono fare qualunque cosa». Non solo. I due esponenti politici, in un altro articolo, chiedevano «assegni familiari riservati solo ai lombardi autoctoni». I testi in questione finivano, per altra vicenda giudiziaria, sul tavolo di un magistrato del tribunale civile di Bergamo che vi intravedeva l’ipotesi di reato. E così nel corso di questi cinque anni, ha inviato tutto al pubblico ministero Benito Melchionna, che presa visione dei testi, a distanza di tantissimo tempo, ha chiesto il processo per Loda e Rota. Secondo Melchionna, gli articoli, distribuiti nel piccolo centro di Agnadello (comune tra Cremona e Milano), hanno diffuso “idee fondate sulla superiorità e sull’odio razziale ed etnico”. Lunedi scorso, davanti al giudice monocratico di Crema, si è svolta la prima udienza che ha subito un immediato rinvio. Massimiliano Loda a La Padania ha detto «La mia unica colpa è di essere stato, mio malgrado, un profeta».
    [Data pubblicazione: 02/02/2006]LaPadania

  10. Pubblicato 4 febbraio 2006 alle 12:37 | Link Permanente

    Bhè… Noi siamo i grandi esportatori di democrazia e di libertà. Siamo paesi così liberi in cui Mel Gibson (che detesto) ha fatto un film storico sulla passione di Cristo e si è scatenato il polverone da parte delle comunità ebraiche di tutto il mondo. Tendiamo a scordare e a “mediatizzare” quello che più ci fa comodo. Questo è il tempo dell’islamofobia e dell’anti-cultura araba (e arabi proprio). Quindi va di moda e fa gioco portare alla ribalta certi fatti. Ma non viene in mente a nessuno proprio che forse questo è solo un sistema (un po’ triste, a dirla tutta) per spostare l’attenzione da problematiche ben più serie? Leggendo in giro per la blogsfera post e commenti su questa vicenda leggo di richieste di presa di posizione. Ma in virtù di cosa i musulmani devono sempre prendere le distanze, dimostrare, dichiarare che?? Ma ai cristiani qualcuno viene a chiedere ad ogni 2×3 di dissociarsi dalle porcherie fatte dalla Chiesa??

  11. Pubblicato 4 febbraio 2006 alle 12:54 | Link Permanente

    Lia ha perfettamente ragione! Siamo degli ipocriti!
    Corpodibacco, sfottere la religione sarà anche cosa lecita, ma se domani Giannelli sul Corriere della Sera, in prima pagina, disegnasse un San Giuseppe cornuto (come il Maometto cornuto del vignettista danese) o la Madonna come una mignotta a battere sui viali, il direttore Mieli, tra feroci e infinite polemiche, verrebbe mandato a dirigire pecore sull’Aspromonte, chiaro?!

    C’è una differenza tra “satira” e “propaganda” (antisemita o antislamica). Tempo fa ho acquistato un volumetto, “Palestina su carta”, dove sono raccolte le vignette di Vauro (che apprezzo molto, e mi dispiace che anche lui abbia preso un abbaglio) sulla questione palestinese: Vauro sa essere molto “incisivo”, disegna Sharon come un macellaio e i soldati israeliani come criminali, ma in nessuna delle sue vignette ho mai visto la grottesca raffigurazione nazista dell’ebreo col naso adunco e l’aria diabolica, perchè? E’ un caso? Non credo proprio! Quel tipo di raffigurazione (che compariva sulla stampa nazifascista europea, ma che si vede anche oggi su certa stampa araba) non sarebbe “satira”, ma propaganda antisemita, tanto quanto Maometto col turbante-bomba, chiaro?!

    Un’altra cosa, rotafixa dice che alla propaganda antisemita è legata la Shoah e quindi la questione sarebbe differente; beh, la vignetta di Maometto col turbante-bomba sembra venuta fuori da un manifesto della propaganda serba, e ricordo che a brindare con Mladic a Srebrenica non c’era Hamas, ma i caschi blu OLANDESI…

  12. giovanna
    Pubblicato 4 febbraio 2006 alle 12:54 | Link Permanente

    scusate….ma a me sembra chiara una cosa, che le proteste, anche quelle più estreme, siano non tanto contro la satira, sebbene non piaccia a nessuna delle religioni che vengono coinvolte…ma più che altro contro il vero e proprio sacrilegio di voler mostrare “la faccia” di Maometto, cosa che nell’Islam è più che vietata. Credo sia più questo che non viene compreso, forse perchè invece il Cristianesimo non ha nessun problema con l’iconografia, anzi, ne è parte fondamentale. Da quanto ne so, nell’Islam è assolutamente vietato riprodurre qualunque figura sacra.

  13. Pupina
    Pubblicato 4 febbraio 2006 alle 15:53 | Link Permanente

    A parte, Giovanna, che se non ricordo male anche da noi la Bibbia vieterebbe di riprodurre l’immagine di Dio, ma a parte questo io credo che la vignetta sottolinea che viviamo in una realtá che é molto piú sensibile nei confronti degli Ebrei, piú attenta, piú diplomatica e discreta che nei confronti degli arabi, che possiamo demonizzare, bombardare, ridicolizzare attraverso la loro religione alimentando cosí l’intolleranza reciproca, il rancore e l’incomprensione tra le nostre culture.
    Effettivamente non credo che noi avremmo gradito che riporducessoro l’immagine di Cristo col mitra in mano quando Bush decise di bombardare Iraq, solo che la differenza tra le due culture é che loro non l’avrebbero mai fatto.

  14. SIMONA
    Pubblicato 4 febbraio 2006 alle 17:28 | Link Permanente

    quale grande segno di civiltà e di libertà è quello di offendere l’altrui religione gratuitamente, perchè è satira, libertà di espressione ! allora è lecito anche deridere il balbuziente perchè la balbuzie c’è, e io sono libera di esprimere il mio pensiero dicendo che il balbuziente mi fa ridere. Posso scrivere sui muri del condominio che la signora del piano di sopra è da 30 anni che ha un amante perchè per me è una cosa che deve essere saputa. In uno Stato in cui per poter avere una tessera raccogli punti devi firmare liberatorie sulla privacy, quello che è il sentimento religioso, che per me dopo l’amore è il sentimento più intimo che una persona possa avere, può essere deriso e offeso in nome di una libertà di cui la maggior parte dei giornalisti sono un pessimo esempio, almeno in Italia. E perchè poi? Abbiamo salvato una vita umana, abbiamo evitato il crack di una società, no per puro spirito di libertà cartacea? Grazie ma io sono libera per quello che credo, non in quello che mi fanno credere gli altri

  15. ErMejo
    Pubblicato 4 febbraio 2006 alle 18:57 | Link Permanente

    Un’ottima lettura sul concetto di vilipendio della religione vigente in Italia:

    http://www.uaar.it/laicita/vilipendio/

    In particolare il seguente paragrafo e’ molto significativo:

    “Non a caso le denunce di vilipendio si accaniscono contro autori sganciati dalle religioni – e non contro esponenti di altre religioni a loro volta tutelate dalla legge. Il Talmud ebraico, ad esempio, sostiene che la Madonna era legata a un soldato romano, il vero padre di Gesù: nessuno ha mai pensato di vietare in Italia la stampa di questo libro il quale fu, altresì, ripetutamente censurato e mandato al rogo nel mondo cristiano fino all’età moderna.”

    Da quel che riesco ad estrapolare, le vignette oggetto della questione non risulterebbero reato in Italia.

    Il paesi piu’ laici dell’Italia, come possono esserlo i paesi nordici o la Francia, le proteste del mondo islamico rappresentano un’attacco frontale ai valori di tali paesi. Cosi’ come la pubblicazione delle vignette rappresenta un’attacco frontale ai valori dei paesi islamici.

    La mia sensibilita’ personale dice che le leggi dello stato sono molto piu’ importanti di quelle religiose. Se voglio pubblicare una vignetta che dileggia i semboli di una religione, devo poterlo fare. Certo che fare qualcosa del genere e’ certamente poco saggio e non aiuta la convivenza.
    Se urta qualcuno, questo qualcuno ha il diritto di protestare e boicottarmi.

    Se invece arriva a infrangere la legge per esprimere il suo dissenso (rovinare proprieta’ privata, minacciare di morte, …), lo stato deve intervenire.

    Tutta questa faccenda sottolinea la maggior differenza tra i paesi laici europei e quelli islamici. Nei primi la supremazia e’ dello stato, nei secondi del senso religioso (non necessariamente islamico).

  16. mr
    Pubblicato 4 febbraio 2006 alle 19:03 | Link Permanente

    @jcm: per favore, lascia perdere Srebrenica e la guerra in ex-Jugoslavia, che non c’entrano un tubo e dove la situazione era “leggermente” più complessa di come l’hai riassunta.

  17. Claude Almansi
    Pubblicato 4 febbraio 2006 alle 19:53 | Link Permanente

    Pinco, a proposito del suo confronto tra le reazioni all’Ultima tentazione e alle caricature di Maometto, lei ha scritto:

    “…reazione delle persone: da una parte cortei e forse qualche esagerazione, dall’altra bandiere bruciate, bombe e mitra contro simboli degli Stati e addirittura dell’Europa”.

    Secondo lei, buttare cocktail molotov in un cinema pieno sarebbe soltanto una “esagerazione”?

  18. pinco
    Pubblicato 5 febbraio 2006 alle 04:09 | Link Permanente

    Gentile sig. Claude Almansi,

    ha ragione, gli atti estremi dei singoli ci sono da tutte le parti (si vedano anche i casi contro gli abortisti da parte di sedicenti Cristiani).

    Ma io mi chiedo: perché non ci sono interventi diplomatici di protesta (occidentali) per l’illegalità di religioni basate sulla figura di Cristo in paesi come l’Arabia Saudita? E di contro, come mai diversi governi di cultura Islamica chiedono interventi (o addirittura il ritiro dell’ambasciatore) ai “paesi europei” per delle vignette (che non impediscono di professare qualcosa a nessuno)?

    Do atto che le vignette, la satira eccetera, siano un problema spinoso che non ho sinceramente la cultura/capacità di affrontare.

    Sono palesi invece queste differenze: un quotidiano (ammetiamo) sbaglia e diversi governi di cultura Islamica protestano con altri governi (di nuovo: protestino con il quotidiano). Dall’altra parte un governo è intollerante con altre religioni e nessun governo “occidentale” protesta.

    Inoltre trovo inaccettabile questa cultura della “condanna a morte” che viene lanciata dai “potenti” dell’Islam. L’eventuale “scomunica” del mondo Cattolico (altrettanto inaccettabile) almeno non fa male ad una mosca.

    Meno morte, per favore.

  19. Pubblicato 5 febbraio 2006 alle 12:32 | Link Permanente

    SIMONA:
    balbuziente? Quanti grandi comici italiani ci hanno fatto divertire alle spalle dei balbuzienti? Walter Chiari ad esempio… non è che fose satira né tanto meno politica, il paragone non c’entra molto: ma non si dica che andava censurato Walter Chiari!
    Quanto alla signora del condominio… la satira non ha niente a che fare con lo spifferare i segreti, ma con il rovesciare il potere e ridicolizzarlo. Teatro, cinema, letteratura sono zeppi di esempi del genere. CHe si fa, si censura tutto? CHiedo sinceramente. Vorrei capire cosa siamo già pronti ad accettare.
    Il fatto è che nel mondo mussulmano c’è chi ha deciso di non tollerare questa ridicolizzazione, ma, a dire il vero, il bailamme non serve davvero a niente: anche se si ottiene che vignette così non siano più pubblicate, come tutte le religioni il ridicolo la religione islamica non lo scamperà mai del tutto. La storia lo insegna.
    In piena inquisizione ci sono stati eroi del libero pensiero, non mancheranno a noi piccoli liberi uomini la voglia di infischiarcene di questa improvvisa sudditanza al potere religioso.
    Perché, attenzione, alla fine è di POTERE religioso che si parla e non di vita spirituale, che essendo intima e indiscutibile sul piano generale non può certo coinvolgere ambasciate e proclami. O mi sbaglio?
    Ogni epoca ha le sue sensibilità, siamo d’accordo. Ma questa sensibilità religiosa puzza di politica e a me non convince per niente…

  20. SIMONA
    Pubblicato 5 febbraio 2006 alle 14:44 | Link Permanente

    CORPODIBACCO: NON C’E’ UNA CENSURA CHE MI PRECLUDE IL DIRITTO DI RIDERE DEGLI ALTRUI SENTIMENTI, BENSI’ E’ LA MIA COSCIENZA CIVILE CHE MI DICE CHE CERTE COSE NON VANNO FATTE O DETTE PERCHE’ POTREBBE RISULTARE OFFENSIVO NEI CONFRONTI DELL’ALTRO CHE SI POTREBBE SENTIRE COLPITO… E ALLORA SE E’ VERO QUELLO CHE DICI TU VANNO BENE I RAGAZZI DIVERSAMENTE ABILI AL PROGRAMMA DELLA DE FILIPPI????

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