Quella che segue è una risposta a Babsi Jones e, visto che ci siamo, a un po’ di altra gente tra cui il Neri.
Non sapevo bene dove metterla.
Tra l’altro sono anche avvilita.
(Ah, quasi dimenticavo di mettere il testo della vignetta: “Western freedom of expression is a mask for freedom of hatred” Nihad Awartani, Ad Dustour, 2/5/06).
Babsi: ma come fai a dire che introduci “il rivoluzionario concetto che si chiama causa-effetto” subito dopo averlo fatto a pezzi?
1. Fino a quando le vignette sono state pubblicate solo da un giornale danese e uno norvegese nessuno ha bruciato ambasciate. Le proteste sono state assolutamente civili e assolutamente legali.
2. Quando – e solo quando – la stampa di tutti i paesi europei ha deciso di riprendere le vignette è divampata la protesta che sappiamo. Il rapporto causa-effetto, quindi, è stato l’esatto contrario di quello che presenti.
Nel frattempo qualcuno aveva hackerato il sito del giornale? Me ne dolgo, ma se la solidarietà tra giornali europei consiste nell’andare a offendere un miliardo e trecento milioni di persone per protestare contro un hacker o due svitati io ne deduco che abbiamo un problema di percezione. Rimane il fatto che la protesta, fino a quel momento, è stata pacifica. Ha preso la forma che sappiamo solo dopo. Dopo che io ho scritto il post di qui sopra, addirittura.
Io mi rendo conto che c’è qualcosa che impedisce di comprendere PERCHE’ si sono incazzati tutti i musulmani del mondo, e credo di essere spaventata da questo, più che da qualsasi altra cosa.
Perché davvero non è difficile da comprendere, mi pare, e la libertà di espressione – e soprattutto di satira – non c’entra nulla.
Nulla.
Nulla.
Ricapitoliamo.
I musulmani hanno chiarissimo – ben più di noi – che il nostro Dio è anche il loro. A nessuno è mai venuto in mente di chiederci di smettere di raffigurarlo in tutte le salse e in tutte le vignette. Eppure, lo ripeto, è lo stesso Dio loro.
Cristo è una figura, presente nel Corano, che un musulmano non raffigurerebbe. Non per questo si è mai pensato di chiedere a noi di non farlo.
Ti dirò di più: quando, qualche tempo fa, si cercò di montare un caso attorno ad Adel Smith e all’affresco di san Petronio a Bologna che raffigura Maometto all’inferno, i primi a smontare il caso definendolo una cazzata furono proprio i responsabili dei centri islamici italiani.
La nostra libertà di espressione, quindi, non è mai stata in pericolo per colpa dei musulmani. Non c’era nulla da difendere perché nessuno la stava attaccando.
Cosa è successo, invece?
E’ successo che un giornale di destra danese, un bel giorno, ha constatato che in Europa non veniva raffigurato il volto di Maometto.
Non a causa degli immigrati.
Non per paura.
Perché non lo si faceva, e basta.
Nemmeno 10 anni fa.
Nemmeno 20 anni fa.
Nemmeno quando il mondo arabo era assai più laico di oggi e di terrorismo islamico non si parlava.
Non lo si faceva per quella sorta di implicito patto tra gentiluomini che marca, normalmente, la convivenza tra esseri umani che non vogliono farsi del male a vicenda.
Lo stesso implicito patto che muove milioni di musulmani nel mondo arabo a volere convivere tranquillamente con i loro cristiani e le loro immagini e il loro Allah in versione cristiana raffigurato nel figlio e nello spirito santo.
Quel senso di civiltà lì, quello che nessuna legge può imporre.
Lo avrai notato anche tu, Babsi: è da qualche anno che assistiamo a un imbarbarimento dei rapporti che sta travolgendo baluardi di civiltà che credevamo solidissimi e che, invece, vengono giù come burro sciolto appena qualcuno gli assesta una pedata.
Dalla Fallaci che spopola sui giornali dando del “figli di Allah” ai musulmani per parafrasare il “figli di puttana” all’uso spudorato della tortura e di tutto ciò che credevamo di non dovere vedere – ma soprattutto fare – mai più dalla seconda guerra mondiale in poi. E tu sai bene quanto me che ciò che stiamo travolgendo sono innanzitutto le remore morali, etiche, che credevamo di avere finalmente imparato ad avere.
Pagandole anche care, per inciso.
In Danimarca, quindi, scoprono una nicchia di autoinibizione etica, morale, che in Europa persiste ancora.
Il Profeta raffigurato.
Lo dice il giornale stesso: i disegnatori si autocensurano.
Sì, lo fanno. Lo hanno sempre fatto. Ma non per paura, non per Van Gogh ucciso da uno squilibrato in questi tempi folli: perché non lo hanno mai fatto, perché è una sacca di resistenza etica, per quello che, l’altro giorno, definivo “rispetto gratis”.
E così si decide di lanciare addirittura un concorso per rompere un “tabù” che, per inciso, non mi risulta venisse sentito come un’insopportabile oppressione.
Non è sorprendente che questa “battaglia di libertà” sia stata lanciata da un giornale di destra.
C’è una carica di violenza nell’esibirti l’immagine del tuo Dio solo e soltanto perché tu non lo disegneresti mai, che non è propria delle battaglie della sinistra.
C’è un malcelato desiderio di umiliare, nascosto a stento dalla foglia di fico della libertà di espressione, che è parente stretto della mentalità per cui i detenuti musulmani vengono offesi sistematicamente sul loro senso religioso, usato come punto debole, come nervo dolente.
Strana battaglia libertaria, proprio mentre ne perdiamo a ripetizione in tutto il continente.
Una lo sente a pelle che qui c’è un senso della libertà diverso da quello che, chessò, spinse mio nonno a farsi spedire al confino pur di non giurare fedeltà al fascismo.
E, di fatto, il puzzo dei nasi adunchi della satira di regime fascista lo abbiamo sentito in parecchi.
Di sicuro, lo hanno sentito i musulmani.
Avevano già la sensibilità più che all’erta, del resto, e come dargli torto?
Il fatto che si siano mossi persino gli ambasciatori – e gli ambasciatori arabi ce ne mettono, prima di muovere il culo – mi pare sintomatico dello scenario che gli si è aperto davanti agli occhi: lo sdoganamento dell’ultimo freno inibitorio, Maometto che oggi ha una bomba in testa e domani chissà, una valanga di mobbing religioso destinata a diffondersi nella superficialissima inconsapevolezza dei più.
Guarda quanta gente dice: “Ma noi il Papa lo rappresentiamo!”
La maggior parte della gente non ha la minima idea di cosa sia questa questione, è evidente. E questo è sparare senza conoscere il calibro dei tuoi proiettili, non vorrei dire.
E qui si apre la questione tra sensibilità e diritto, appunto.
Mi ci sto sgolando da giorni e giorni: il tasso di libertà di un popolo ha molto a che fare con la sua capacità di autoregolarsi. Con la sua civiltà, quindi.
Quando io ero piccola, sugli autobus di Napoli c’era scritto “Vietato sputare”. Se ora quei cartelli sono scomparsi, non è perché gli sputi in autobus siano stati legalizzati ma perché la gente ha smesso di sputare al punto che non c’è più bisogno dei cartelli.
Se non c’è scritto da nessuna parte che è vietato andare a offendere altri popoli sul loro sentimento religioso, non è perché il legislatore abbia deciso che farlo sia cosa buona e giusta. E’ perché, normalmente, non c’è bisogno di scriverlo. La gente ci arriva da sola.
Ci arrivava, anzi.
E’ da quando è iniziata questa storia che mi sgolo a ripetere che ci sono cose che nessuna legge può garantire.
A me pare ovvio che sarebbe un disastro, se i comportamenti della gente si basassero esclusivamente sul concetto di legalità/illegalità. I casi sono due: o non vivremmo più, o la legge sarebbe costretta a diventare spaventosamente invasiva per permettere a tutti di vivere.
Hai idea di quante cose facciamo, ogni giorno, senza che nessuna legge ci costringa a farle?
Nessuna legge mi impedisce di scoppiare a ridere di fronte all’impaccio di un’alunna grassa e di rovinarle la vita così facendo. Nulla mi vieta di bocciare chi mi è antipatico usando il mio potere per mettergli 3 quando voglio. Cosa mi impedisce di distruggere la figura dei colleghi davanti ai ragazzi, di fare discorsi inopportuni, di avere una valenza educativa da criminale, più che da insegnante?
Nulla, assolutamente nulla. Se non il mio buon senso, la mia etica, la mia coscienza.
Alcuni prof lo fanno, certo.
Del resto, chissà quanti fascistoidi l’avevano già pubblicato sui vari siti, Maometto in tutte le salse.
Ma la scuola si regge sul fatto che i pochi che lo fanno vengono isolati, godono di totale disistima, si cerca di beccarli in errore per provvedere disciplinarmente.
Nessuno si sognerebbe di mettersi a scioperare per difendere il comportamento del collega dannoso e irresponsabile in nome della sacra libertà di insegnamento.
Eppure, te lo assicuro, poche cose mi sono care come la libertà di insegnamento.
E’ una libertà protetta dalla Costituzione.
E’ sacra, inviolabile.
Proprio per questo, se qualcuno la usa come arma per fare male, lo si isola.
Perché sai cosa succederebbe se non lo isolassimo o se, peggio, ci mettessimo tutti a lavorare ragionando in meri termini di legalità/illegalità?
I casi sono due: la scuola ne uscirebbe distrutta o, come alternativa, ci ritroveremmo tutti a insegnare davanti a un guardiano del nostro comportamento.
Nessuna delle due possibilità mi affascina.
Quale mondo avete in mente, voi che avete deciso di pubblicare delle stupidissime vignette perché un principio che non corre alcun pericolo vi pare immensamente più importante del sentire (della “morale universale”) di un miliardo e trecento milioni di persone?
Cosa vi aspettate che accada, ancora?
Ci avete pensato?
Vi importa?
Io ci ho pensato.
Potremmo sconfiggerli per stanchezza: prima o poi non ne potranno più di bruciare cose e, del resto, la polizia di là non va per il sottile.
Dopo tot morti, tot desaparecidos, tot pestaggi e così via, chineranno il capo e si rassegneranno a vedere il Profeta raffigurato in tutte le salse, così come abbiamo deciso noi.
Avremo ucciso una cosa che è stata considerata importante per mille anni, ma chissenefrega.
Noi abbiamo da tutelare la foca monaca, che è più importante.
Oppure potremmo non sconfiggerli, potrebbe divampare un incendio infinito, potrebbe rompersi qualsiasi convivenza interreligiosa in Medio Oriente, potrebbe succedere un’iradiddio che non ho voglia di prevedere.
Però avremo salvato un principio, e pazienza se il principio non te lo voleva toccare nessuno, si chiedeva solo del rispetto e del buon senso.
O pensate di esportare la libertà di stampa, dopo la democrazia? No, perché tutto può essere.
Nulla mi stupisce più.
Sai, Babsi: se mi leggi da tempo, saprai che la cosa che più amo dell’Egitto è che sa essere, come ho scritto un milione di volte, un “mondo gentile” come nessun altro.
E che la cosa a cui meno mi adatto, da quando sono tornata, è la durezza di qua.
Ricordavo un episodio della collega in treno, questa mattina.
Ci toccavano queste tre ore di treno, per raggiungere la cittadina dove insegnavamo, e il treno era spesso affollato e spesso non si riusciva a prenotare il posto e, ancora più spesso, noi eravamo stanche morte, al ritorno.
Quella volta, la collega vide un posto libero e, pur sapendo che dalla fermata dopo quel sedile era prenotato, ci si sedette e si addormentò di sasso.
Si svegliò più di due ore dopo, quasi alle porte del Cairo.
Si alzò stiracchiandosi e fece per raggiungere lo spazio tra i vagoni dove è permesso fumare. E, mentre andava, un signore con la prenotazione in mano le chiese: “Le dispiace se adesso mi siedo un po’ io o il sedile le serve ancora? Sa, non volevo svegliarla.”
Sai, io sono europea.
Vengo da un mondo dove, se hai la prenotazione, ti siedi e basta e chissenefrega se c’è una tizia che dorme al posto tuo. Che si svegli.
Perché, se hai la prenotazione, hai il diritto di sederti.
Di conseguenza, non sono mai riuscita davvero a abituarmi a questa gentilezza spiazzante e gratis, a quest’attenzione non necessariamente dovuta, e non c’è nulla che io ami di più, nel mondo arabo, di questi doni di cortesia che nessuno è obbligato a fare ma che ricevi mille volte al giorno.
Quando facevamo formazione interculturale, tra prof stranieri, questa era sempre la prima cosa che veniva fuori: “Come sono i nostri studenti?” “Disarmanti, santo cielo.”
Non era possibile non vederlo.
Sto spendendo un sacco di soldi al telefono con l’Egitto: mi rassicura sapere che la collega sta bene e mi faccio dare notizie di prima mano.
“Ma i ragazzi che dicono?”
“Están dolidos”.
La collega è spagnola.
“Dolidos?” chiedo. Vuol dire “addolorati”.
“Ma sì, non lo capiscono. Mi chiedono come abbiamo potuto farlo. Perché. E’ una cosa incomprensibile”.
“Sai, qui in Italia pure la sinistra parla di libertà di stampa etc.”
“Non capiscono. Applicano schemi occidentali e non capiscono.”
Non ci capiamo.
Chissà a cosa cazzo serve, la libertà di stampa, se non permette alla gente di capirsi.
Vorrei dare qualche informazione, già che ci sono, ché ho già visto un mare di balle sulla nostra liberissima stampa.
1. Che le vignette le hanno viste tutti, tanto per cominciare.
I giornali di lì le hanno mostrate, Al Ahram le ha pubblicate nello stesso modo in cui le ha pubblicate El País, ovvero attraverso la foto del giornale che le pubblicava.
Perché, mentre la nostra stampa diffonde l’idea di bamboccioni che scappano davanti a una figura, quello che lì succede è che stanno contemplando più che altro la nostra VOLONTA’ di offesa.
Come con il Maometto di San Petronio, qualsiasi musulmano non fuori di testa sa benissimo che quello delle immagini non è “Maometto”, ma la rappresentazione che, in questo caso, i giornali occidentali ne fanno al solo scopo di ferirli.
2. Che l’iter della faccenda (proteste civili, poi boicottaggio, poi diffusione inarrestabile delle vignette e infine violenze) è chiarissimo a tutti.
Ho letto sciocchezze madornali sui manifestanti che “in realtà non sanno nulla”. Sanno tutto perfettamente, e lo hanno seguito con enorme attenzione.
3. Che la stragrande maggioranza della gente non brucia nulla, ovviamente, e trova che manifestare violentemente sia una pessima idea. Però è incazzata lo stesso. Sono LORO i nostri intelocutori.
4. Che, tanto per dire, nella cittadina in Alto Egitto dove insegnavo ci sono almeno 20 internet café, sempre affollati. Se anche i giornali non le avessero mostrate, le vignette, sarebbe bastato un click a chiunque per vederle.
Con buona pace delle cazzate che scrive La Stampa:
Io non mi sto divertendo, in questa storia.
Ho una stanchezza e uno sconforto addosso che non riesco più ad esprimere.
Non è questo, il mondo che volevo lasciare a mia figlia quando la misi al mondo.
Lo ripeto: siamo sciocchi. Siamo superficiali. Siamo smemorati al punto di non ricordare nemmeno come eravamo fino a pochissimi anni fa.
Stiamo combattendo una battaglia contro le ombre, senza senso e senza motivo, in difesa di qualcosa che non correva pericolo e a scapito di tutto ciò che è pericolante.
Siamo sciocchi o, forse, siamo ormai in grado di ragionare solo in termini talmente astratti da essere inservibili.
Dei pensatori ciechi, dei parlatori allo specchio.
O, forse, degli aspiranti eroi privi di una causa vera.
“Beato quel popolo che non ha bisogno di eroi”, si dice.
Trovo che sia un detto inadeguato alle circostanze.
“Beato quel popolo che, quando la voglia di eroismo si fa insopprimibile, trova una causa autentica e possibilmente nobile su cui sfogarla” piuttosto.
Anziché inventarsela.

Il dio islamico non è anche il mio dio perché io ne sono volontariamente sprovvisto :) , a parte questo dettaglio mi trovo d’accordo con il tuo punto di vista (già dal tuo primo post sulla questione) e volevo dirtelo.
Ciao
Ma se putacaso il mondo islamico non se la fosse presa per le vignette, anzi se fossero passate del tutto sotto silenzio, vuoi cosa avreste da dire a un ipotetico interlocutore dell’altra parte del mediterraneo? Ci sarebbero altri argomenti da proporre?
Non è che l’imbarazzo per non avere niente da dire porta a fare i gradassi e cercare la provocazione facile? [vedi alla voce bullismo]
Cara Lia,
ti abbraccio teneramente. Non essere triste!
Così consolano i bambini, lo so. Eppure sono loro i grandi consolatori e per questo rubo loro tenerezza e parole per dartele.
(Sul merito della vicenda ho scelto di non parlare dal primo giorno e spero che i fuochi si spengano prima che mi venga voglia di rompere l’impegno.)
Con affetto sincero, Rampie
In Italia, un po’ di tempo fa, ma nemmeno tanto, i programmi di Luttazzi e Guzzanti furono annullati con la scusa che si trattasse di propaganda offensiva e diffamatoria camuffata da satira.
I vari Bonatesta e camerati dicevano che non si metteva in dubio la libertà di pensiero e di essere contro la satira, perché quella non era satira, ma solo insulti gratuiti, e che offendevano il pubblico. Uno del consiglio d’amministrazione della Rai del tempo disse che la gente non voleva sentire “quelle cose”. Si riferiva naturalmente a quel quarto degli elettori che hanno votato per Berlusconi.
Riassumendo quella di Guzzanti e Luttazzi non era satira, ma propaganda che offendeva un quarto degli italiani e quindi andava tolta dall’etere.
Ora, sbaglierò, ma noto una certa affinità di argomentazioni tra quanto scrivi tu e quanto diceva il cosiddetto polo della libertà un paio di anni fa.
scusa ma se anzichè di brutte vignette si parlasse, per esempio, di un bel romanzo, tutti tolleranti in egitto ?
Pensieri Oziosi: non lo sto dicendo io che quella non era satira. Lo dicono quelli che hanno pubblicato le vignette.
Era un concorso per spingere i disegnatori occidentali a cominciare a raffigurare Maometto.
Cragno: no, in Egitto non c’è, tanto meno a livello popolare, lo stesso criterio di tolleranza su questi temi che c’è da noi.
Per dire: i cristiani non mangiano sotto il naso dei musulmani in Ramadan. I musulmani non si offendono per le raffigurazioni dei cristiani.
La questione religiosa è delicata ed è opinione comune che non sia un buon terreno su cui lanciare provocazioni.
Appunto.
Ciò non toglie che nessuno boicotta l’Europa perché si pubblica i suoi bei romanzi, compreso il bestseller di Rushdie.
Si fanno un mucchio di cavoli loro, se proprio non ci si impegna a camminargli sui calli.
Come diceva Sherif, nulla mi vieta di girare per la città urlando che mia madre è una poco di buono.
Se però mi mettessi a girare urlando che TUA madre è una poco di buono, non sarebbe la stessa cosa.
Ora che abbiamo lanciato la provocazione, quindi, posso chiedere quale miglioramento abbiamo apportato al mondo?
E alla libertà ?
non mangiare sotto il naso dei musulmani in periodo di ramadan credo sia una questione di delicatezza.
che il mio vicino non disquisisca sui romanzi che leggo forse altrettanto.
ma che lo scrittore dei romanzi suddetti non debba andare in giro con la scorta e sotto falsa identità , almeno questo, lo riconoscerai, è una questione di decenza. Ed è su quest’ultima, a me pare, che incazzarsi diventa lecito.
Santo cielo: dobbiamo tornare alla questione di Rushdie con fatwe e controfatwe?
Cosa vuoi dire, Cragno, sintetizzando? Che i musulmani dovrebbero essere più laici?
Perché no, mi andrebbe benissimo.
E adesso lo diventeranno, dopo questa genialata di esperimento danese?
Io direi di no.
Tu che dici?
E allora?
Cosa è politicamente corretto e libertario fare?
Li sterminiamo in nome della libertà di satira?
sto solo cercando di dire lia, che le vignette possono essere una cosa futile. Tu su questo stai insistendo e puoi anche avere ragione. Ma la questione che sottendono è tremendamente seria. E ce la trascineremo ben oltre la fine di questa vicenda.
Lascia perdere ti prego lo sterminare.
Leggere quello che è stato scritto in questi giorni da Neri, Sofri, persone che colloco genericamente “a sinistra”, mi ha fatto cadere le braccia.
Ma come, davanti a un caso così evidente di gretto razzismo ottuso, tutto quello che sanno rimarcare è che i nostri valori
sono minacciati e che la libertà di stampa è gravemente in pericolo..
Lia ti capisco, capisco la tua stanchezza, sto vedendo ora un programma su Rai 3, indovina un po’, sui “martiri di Allah”, anche lì chili di preconcetti e clichés sul Islam. Come Lia ho vissuto anche io al Cairo, per tre anni, mi sono sempre sentito benvoluto e rispettato, ho avuto tantissimi amici egiziani con cui ho parlato e scherzato esattamente come faccio con i miei amici italiani, a volte facevamo anche battute sulla religione, pensa un po’. C’è un proverbio egiziano che mi fa molto ridere che recita: “Zarata al Imam, fa kheriu al musalliyin”, che vuol dire “l’Imam ha scoreggiato e i fedeli hanno cagato”, un po’ volgare forse, ma prende per il culo appunto quelli che seguono pedissequamente i sermoni dell’Imam, o vogliono essere addirittura più virtuosi di lui.
Questo è un esempio per rimarcare che ci sono egiziani che sanno ridere e scherzare anche su temi religiosi. Le vignette invece non erano pensate per essere divertenti, ma solo per offendere, “siete tutti terroristi, il vostro profeta è un terrorista,guardate ora rappresentiamo Maometto cicca cicca!” E’ questa la cosa più antipatica di questa vicenda, e che ci sia gente-di sinistra!- pronta a invocare la libertà di stampa per poter reiterare il diritto all’offesa, auspicando la riubblicazione giornaliera addirittura su tutti i quotidiani d’Italia e del orbe terracqueo poi.. è un qualcosa che personalmente sento come molto avvilente.
Anche io, come Lia, provo affetto per l’egitto e gli egiziani e mi amareggia percepire intorno a me tutta questa paura e questa ostilità verso una cultura che, sebbene diversa da quella in cui sono cresciuto, mi ha arricchito e reso anche un uomo migliore, credo. Preciso che sono non credente, ma credo anche che le religioni arricchiscano il mondo in cui viviamo, lo rendono diverso, sono all’origine di tante opere d’arte, di musica sublime, di poesia..perchè ridicolizzarle?
Ah be’ siccome è un concorso allora non è più satira?
Se, ipoteticamente, Fabio Fazio organizzasse un concorso per imitatori di Berlusconi, la destra avrebbe diritto a censurare Fazio?
Pensieri: lo hanno detto loro, come te lo devo dire?
Non sto dando un giudizio di merito, sto riportando le dichiarazioni di chi le ha pubblicate!
Non esiste comparazione possibile tra Fazio/Berlusconi e quello che è successo, a meno che non si voglia ragionare in termini talmente astratti da rendere la realtà totalmente insignificante.
E io non lo posso fare, abbi pazienza.
Ho giusto in casa mia una vignetta di Disegni & Caviglia che rappresenta Allah e Dio che parlano sopra una nuvoletta. La vignetta era uscita su “La Repubblica” o su “L’Unità ” una decina di anni fa. E’ solo uno dei tanti esempi del genere che si possono certo trovare nella tradizione del fumetto italiano, figurarsi se ci mettiamo anche quello francese. Quindi non è vero che non era mai successo prima. Era successo invece un casino di volte.
Perché ora? A chi conviene tutto questo? Vedremo. Io ho una mia idea.
Chi vuole demonizzare la Siria o L’Iran in questo delicato momento ha buon gioco ora, dato che è in questi paesi “del male” che sono successe cose pesanti. L’Agenzia è sempre in giro, non dimentichiamolo, e sempre pronta a pilotare una occasione mediatica. Poi a prendere 400 tizi e sobillarli a fare minchiate non ci vuole niente se le organizzazioni sono bene infiltrate.
Quanto alla libertà di stampa, non direi che serve a capirsi. Serve a consentire a tutti di dire la loro. Capirsi viene dopo, a seconda dell’intelligenza e pazienza che ci si mette, e se non viene, niente di male, non è obbligatorio. Basta rispettarsi. Il fatto che qualcosa di irrispettoso passi però, non basta per dire che si sta mancando di rispetto. Proprio perché si è in regime di lbertà di stampa, la Danimarca come nazione non è responsabile di quello che fa un singolo giornale. Tu dici che i nostri interlocutori sono quelli che non hanno fatto attentati ma gli altri. Allora dovrebbe valere anche viceversa, e che loro semplicemente ignorassero chi le vignette le ha messe e si limitassero (con poca speranza, lo ammetto) di chiedere formalmente ai nostri governi di PROIBIRE prese per il culo della religione nei nostri paesi. Se credi che sarebbe un bel risultato… non mi pare.
A giudicare da quello che ho letto su questa pagina della repubblica,
http://www.repubblica.it/2006/b/sezioni/esteri/moriente30/cronovignette/cronovignette.html
…le proteste sono iniziate subito. Sono poi peggiorate per la solidarietà espressa dal giornale Norvegese, con la ripubblicazione. Lì sarebbe stata questa “Unione internazionale dei saggi musulmani” a incazzarsi, chidere il boicottaggio, creare il caso. Così mi pare di leggere, ma saran tutte cazzate, non so.
poi non capisco questo: perché le vignette sì, e l’affresco con maometto all’inferno no. Se è un fatto di principio, anche l’affresco dovrebbe essere un problema. Se è invece un problema il fatto che se ne sia parlato “troppo”, mi sembra un atteggiamento puerile. Perché poi così se ne parla ancora di più.
Cara Lia,
Questo caso anomalo e’ chiaro che deve essere etichettato come un’insulsa stupidaggine diventata ahinoi una ridicola questione mondiale.
Questa pantomima mette in ridicolo l’intero Islam,
sembra che tutto il mondo musulmano non sappia cogliere il lato ironico d’una vignetta di dubbio gusto.
Nella storia dell’Islam il dibattito sulla rappresentazione della figura di Maometto e’ sempre vivo ed acceso. In Iran sono presenti moltissime scuole di pittura che hanno rappresentato il profeta Mohammad.
La sua raffigurazione e’ un tabù immaginario.
Purtroppo ha prevalso una matrice massimalista, se maometto viene rappresentato come un terrorista, la gente bigotta può insinuare che tutti i musulmani siano terroristi. Questo e’ ciò che vuole fare intendere una minoranza integralista di una delle più affascinanti religioni del mondo.
Il vero Islam va incontro all’ascolto, all’amore, alla fratellanza, al perdono.
Ciò che vogliono fortemente i fondamentalisti e’ questo scontro tra civiltà , che va fortemente evitato, con massicce dosi di buon senso.
Dietro questo assurdo accanimento c’e’ un DISEGNO politico molto più sconcertante di alcune becere vignette.
Quindi il giornale dice che non è satira allora non è satira. Se il giornale dicesse che non è un giornale allora non è un giornale. Se tu dici che questo non è un blog, allora non è un blog…
Vediamo invece se il confronto è così astratto:
I musulmani saranno forse un quarto della popolazione mondiale  i votanti di Forza Italia un quarto della popolazione italiana.
Le concezioni religiose sono idee  le concezioni politiche sono idee.
I musulmani trovano le vignette offensive  i forzisti trovano Guzzanti e Luttazzi offensivi.
E sta’ tranquilla, che qualcuno che rifarà questo paragone lo ritroverai per giustificare il prossimo caso di censura TV in Italia.
Se facciamo adesso dei distinguo sulla libertà di stampa, ce li rinfacceranno in futuro.
Però tu generalizzi, dicendo “la nostra volontà d’offesa”. Io sinceramente difendo la libertà d’espressione, pur non condividendo le vignette e conseguentemente non posso giustificare le reazioni che si sono scatenate. E di nuovo vorrei ricordare quei musulmani che hanno fatto saltare in aria gli immensi Buddha afghani. Si sono incazzati, a quel tempo, i tuoi studenti? Io mi auguro di sì. Hanno percepito la VOLONTà d’offesa dei loro fratelli musulmani nei confronti di chi professava una religione diversa e di un patrimonio artistico che aveva valore per tutta l’umanità . Tu dici che la maggior parte della gente non brucia e non è violenta. Eppure non mi sono sembrati focolai di una minoranza irrisoria. Tu chiedi comprensione e tolleranza, a occidentali che, nella stragrande maggioranza,sono comprensivi e tolleranti. Io ho amici musulmani, la mia compagna di banco, al liceo, in una scuola di suore, era una turca musulmana. Ho vissuto con una marocchina musulmana. Eppure, sarà che è il mio lavoro, non posso non difendere la libertà d’espressione. Tu dici che siamo sciocchi. Io trovo sciocca tutta questa violenza.
Il punto è che il disegno di un vignettista è un’espressione singola, circoscritta a un fatto o a un momento. Non è che i musulmani abbiano passato i decenni a monitorare i vignettisti del mondo.
Anche Vauro dice di averlo fatto, ma non si urlò, nell’occasione, al libertario abbattimento di un precetto religioso generale ed altrui. Né lui lo fece con questa intenzione.
Il Maometto di San Petronio non sta lì a simbolizzare che da oggi in poi Maometto sarà raffigurato perché così lo ha deciso l’Occidente.
Queste caricature, invece, commissionate espressamente da un giornale a questo scopo (e non certo scaturite da un empito espressivo di un vignettista) avevano il senso – dichiarato – di rompere con la tradizione di non raffigurare il Profeta.
Perché così abbiamo deciso.
Perché possiamo farlo e quindi lo facciamo.
E perché i musulmani devono stare zitti e non mettere becco nella questione.
Si riesce a capire la differenza?
Riesco a farlo capire ricordando che non è mai successo, in Europa, che qualcuno difendesse le vignette razziste del fascismo, che offendevano un popolo intero, per non mettere in pericolo la libertà di fare il verso a Berlusconi?
Guardate che a me fa paura, che non si capisca.
Lasciatemi dire che dovremmo stare attenti a questo modo di ragionare che soffoca, in nome di una pretesa linearità iper-razionale quanto astratta, ogni possibile implicazione etica, ogni senso di responsabilità , ogni capacità di ascolto dell’altro.
E’ un modo di ragionare che conduce dritti a scenari molto più cupi delle caricature di Berlusconi.
(E poi, francamente, qualsiasi musulmano si domanderebbe come mai la stampa non si sollevò compatta a favore della Guzzanti, all’epoca. La pelosità della difesa della libertà da parte dei nostri media è una delle cose che più fanno incazzare, in questa storia. Vedi anche qui: http://www.atimes.com/ )
Si incazzò tutto il mondo arabo, all’epoca dei Talebani e dei Budda.
L’Egitto più di tutti, con la miriade di templi e di immagini sacre non musulmane che conserva dai tempi dei Faraoni.
Basta sfogliare un libro di storia dell’arte per vedere cosa conservano e cosa difendono, i paesi del Medio Oriente.
Associarli ai distruttori di Budda mi pare davvero eccessivo.
Dunque, quello che succede, è che tecnicamente la creazione di questo precedente per il quale da domani si potrebbe rappresentare maometto ovunque da noi (cosa che non succederà mai, ma diciamo per ipotesi) avverrebbe GRAZIE al casino che sta succedendo ora. Però, questo casino l’hanno sollevato anche alcune organizzazione mussulmane, e allora non si capisce se vogliano ottenere più rispetto o invece provocare l’inasprimento del dialogo.
Comunque, quello che è successo agli ebrei negli anni ’30 con questo episodio non c’entra nulla, perché, lo ripeto, in questo caso ci sono LIBERE NAZIONI, sempre più FORTI e ricche, giustamente, che possono ergersi a difesa della cultura musulmana. Gli ebrei non ne avevano nessuna di nazione ed erano molto divisi. In più non c’erano precedenti recenti di genocidi in europa. Insomma era tutto diverso.
Il fatto che da noi molti si sentano di dover difendere la libertà di espressione, dipende dal fatto che invece quello che più probabilmente succederà non è una campagna contro maometto, ma un INCREMENTO striciante della CENSURA da parte delle autorità religiose, uno strapotere delle autorità ecclesiastiche nella vita pubblica e nella informazione, e nuove scuse per tutti per CONTROLLARE e PUNIRE la libertà di opinione. Non si vede come questo sia il fenomeno globale per eccellenza, il vero fatto nuovo del post 9-11?
Cioè, mentre uno si volta giustamente preoccupato dal razzismo, dall’altro lato è ovunque nel nostro mondo in atto un fenomeno di tendenze autoritarie e repressive contro la libertà di opinione che non ha confini né veri oppositori, perché fa comodo a tutti quelli che stanno al potere.
Per conto mio, aver visto cardinali e imam invocare uniti maggiore rispetto qui e là mi ha dato un brivido. Non per l’argomento, che poteva o non poteva essere astrattamente giusto. Ma per l’ingigantisri di queste ombre cupe di repressione e odio e mediocre ignoranza sulla nostra vita.
Certo, io giudico tutto con la mia insofferenza verso la religione e i preti. Ma non è solo l’atteggiamento di comodo dell’occidentale medio. E’ la famosa divisione fra stato e chiesa che è in ballo.
Che le chiese non s’impiccino nelle leggi dello stato. Sembra cosa piccola, questa, davanti alle tragedie del mondo moderno? Invece per me è cosa grande, grandissima. E forse, domani, la più grande di tutte. Lo stesso, unico, problema per tutti gli individui di domani.
Allora, ricapitolando: noi siamo un paese con libertà di stampa e di espressione. E infatti ci ritroviamo Berlusconi in ogni spazio mediatio e Biagi, Luttazzi, Santoro, i due Guzzanti, Beppe Grillo di fatto oscurati. E la lista la fermo qua sennò divento noiosa. Tutti sappiamo benissimo che questa gente è riuscita a ritagliarsi altri spazi per far sentire la propria voce, ma ricordiamoci che ormai l’80% degli italiani non sa nemmeno più da che parte si apre un quotidiano o un giornale. Che tanta gente, ancora, internet non ce l’ha o non va certo sui blog o sui siti di informazione “alternativa”. In Italia, vi ricordo il caso di qualche mese fa di Indymedia. E cito solo le cose che mi vengono in mente così, a pelle.
Quindi noi saremmo liberi. Perfetto.
Allora qualcuno saprà spiegarmi perchè, ad esempio, questa notiziola qua non è stata data da nessuna parte: http://www.ansa.it/main/notizie/fdg/200602070830230176/20060206125133814805_ass.html
Sì, le immagini delle ambasciate in fiamme le ho viste anche io. Quello di cui non si parla sono gli esponenti musulmani che insieme ai cristiani “contengono le violenze”.
Chissà come mai questa svista: noi siamo un paese così libero…
Francamente, Lia, una volta ancora ti capisco. Quando ero piccola mi hanno insegnato che se tutti prepotentemente vanno da una parte, tirano in una direzione, io non devo andarci ma devo almeno chiedermi “perchè”. Ecco, mi sa che questa capacità l’abbiamo un po’ persa…
Sempre ricapitolando: dal 2001 si è creato questo gigantesco movimento di islamofobia. Enorme, immenso, che si è dilagato a macchia d’olio, che ha attecchito anche nei posti e negli ambienti più improbabili. E permettete che gli arabi siano “un pelino” inc**zati di fronte all’ennesimo insulto? Ma, dico, me lo ricordo solo io il polverone mediatico sollevato dal film “The passion” (sempre per citare la prima cosa che mi viene in mente)? O per fare un esempio più italiano, il film “Il papocchio” di Benigni l’abbiamo rimosso tutti??
Un’ultima considerazione: prima di parlare di qualunque cosa occorrerebbe averne la più pallida idea. Prima di parlare di “paesi islamici” magari sarebbe bene conoscerli un po’ più a fondo della settimana di resort sul Mar Rosso. Prima di parlare di “musulmani” bisognerebbe conoscerne un bel po’, non basarsi solo su quello che ci racconta la tv.
Lia, dici che avresti voluto lasciare un mondo migliore alla tua Pupina: a me sta passando la voglia di fare figli. Mi chiedo se sia giusto imporre ad un bambino quello che a malapena riesco a tollerare io….
C’è una regia potente e organizzata . Si benissimo chi sono ma…non si può dire (altro che “libertà di espressione”).
Lia, quello che hai scritto mi trova totalmente d’accordo. E fai bene a sottolineare che molti di quelli che oggi difendono la “liberta’ di stampa” non si sono indignati altrettanto per quei VERI attentati alla liberta’ di espressione che sono state le varie epurazioni di comici e giornalisti scomodi da tv e giornali. Siamo, secondo autorevoli osservatori internazionali, un paese semi-libero, per quanto riguarda la liberta’ di espressione; tu le hai viste le masse che andavano a protestare contro l’occupazione della tv pubblica, contro le epurazioni di comici e giornalisti, contro le leggi ad personam fatte per permettere al “cavaliere” di tenersi le sue tv, in un regime di quasi-monopolio? Io no. Tutti questi difensori della liberta’ di stampa (e quindi di espressione, si suppone) dov’erano quando c’era da difenderla davvero?
Ho l’impressione nettissima che “liberta’ di stampa” sia diventata ormai uno slogan, svuotato dei suoi contenuti originari di tutela della liberta’ di espressione delle minoranze di fronte ai “poteri forti”, ai vari dittatorelli di turno. E mi sembra pure che ci sia una componente infantile, egocentrica, da bambini viziati, nel voler ribadire a tutti i costi il diritto di dire quello che ci pare, anche se questo fa male ad altri…
E’ vero, e’ venuto a mancare quel comune sentire che – anche in assenza di leggi scritte – impedisce di ferire gratuitamente il prossimo (ma forse i musulmani non sono “il prossimo”…). E’ venuto a mancare in chi ha pubblicato e ripubblicato le vignette, ma anche – evidentemente – in chi adesso non capisce, nonostante tu ed altri l’abbiate spiegato molto, molto bene.
“Stiamo combattendo una battaglia contro le ombre, senza senso e senza motivo, in difesa di qualcosa che non correva pericolo e a scapito di tutto ciò che è pericolante”
Stiamo combattendo una battaglia nel tentativo di mettere definitivamente una pietra sopra a ciò che abbiamo irrimediabilmente perso, per sgravare le nostre coscienze dalle responsabilità di queste perdite, e, nel farlo, diventiamo rabbiosi, cattivi, incoerenti, confusionari e logicamente ipocriti sino alla nausea.
Di fronte ad un post come il tuo, così razionalmente e moralmente esaustivo, o ti vengono i brividi e le lacrime, per l’emozione che provoca ciò che dici, tanto è vero, oppure provi una gran rabbia, rimorso e invidia, e fai di tutto per convincere te e gli altri che non può essere vero.
In fondo pensare di buttare via la proprio vita, di vivere una sorta di Truman show, di cui per giunta si è diventati consapevoli e favoreggiatori, provoca molti bruciori, non può essere diversamente.
Quale è la libertà di cui parlano molti commentatori?
A me mi pare che questo mio continente, che ora esibisce in preda a una furia orgiastica il feticcio della della libertà di espressione, il valore della tolleranza (dentro i propri confini) l’abbia imparato a furia di squartarsi per secoli per via del fanatismo.
Per rinfrescarsi la memoria, si dovrà ammazzare e farsi ammazzare ancora per qualche secolo. (ci mancava giusto ‘sta profezia per stare allegri!)
Vedo citato il nazista Blondet. Ecco uno scampolo delle sue opinioni (è quello che risponde):
D: «Tutte le associazioni massoniche devono alla Cabala ebraica i propri simboli e i propri segreti». Non sono parole mie, ma del «Sovrano Pontefice della Frammassoneria», Albert Pike. Se «lÂanti-papa» – riconosciuto e accettato da tutte le Logge mondiali – avesse ragione, si può affermare che dietro le «libere muratorie», occidentali tutte, si nasconde una oscura e unica mano: quella del misticismo ebraico? E se sì, quali potrebbe essere la conseguenza di un simile “monopolio”?
R: Il discorso sulla Massoneria è troppo complesso per affrontarlo qui. Una cosa va capita bene: l’organizzazione consiste di cerchie sempre più “interne”, in cui vengono cooptati, per selezione, i membri delle cerchie esteriori. Un massone di Loggia o un rotariano può restare per sempre nella cerchia esterna, senza mai essere chiamato e neppure sospettare che il suo vicino di loggia è stato elevato a una cerchia più alta e chiusa. La selezione ovviamente viene presentata come iniziazione a “più alte verità “. Ovviamente la Cabala è la struttura centrale di questa gnosi (come del resto di ogni gnosi), che sul piano politico giustifica mentalità oligarchiche: gli “illuminati” hanno diritto di comandare sui “carnali”. Il tutto su sfondo immoralista: Ordo ab Chao.
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D: Negli ultimi anni, assistiamo impotenti ed esterrefatti, al discredito mediatico del cristianesimo in ogni sua forma: preti e alti prelati accusati e poi arrestati per pedofilia, eminenze grigie corrotte, scandali allÂinterno del vaticano, ecc.
Tutto questo è il segnale della perdita deleteria di ogni valore cristiano, oltreché umano, da parte della chiesa, o invece è la manifestazione della volontà , più volte enunciata e scritta dai «venerabili maestri», di porre fine a tutte le più importanti religioni?
R: E’ comprovato che in Usa la campagna sui preti pedofili è stata innescata da avvocati ebrei, a caccia di ex-bambini “violentati” cui “svegliano la memoria”, e che convincono con la prospettiva di indennizzi miliardari. D’altra parte la Chiesa americana è da sempre assai “debole” sul piano spirituale. Non ha mai avuto martiri. E’ attivista, e fa’ coincidere il bene con le buone azioni caritative.
Cara Lia non-la-mia (;-)) , meriterebbe che raccontassi esaustivamente, magari lo farò, di come anche nella redazione di Cuore, giornale satirico non certo morbido, si stesse anche per ore sulla scelta di titoli. di vignette, di testi. Si trattava di satira schierata, come tutto sommato è la satira per sua natura, ma questo non significava che dovesse essere maneggiata senza alcun criterio e per il solo gusto di tirare mazzate. Per cominciare, si considerava quel linguaggio rivolto a un ambiente culturale a cui lo stesso Cuore apparteneva (la sinistra, i partiti, i lettori di giornali…) e quindi, di avere a che fare con un “avversario” ad armi pari. Più l’obiettivo era potente e più la satira si faceva feroce, financo galioffa. Davanti alle piccole miserie di costume, invece (mai piu’ senza, niente resterà impunito, botteghe oscure ecc…) il linguaggio era più quello dell’ironia, e non trascendeva mai nell’offesa gratuita o razzista. Prima di tutto, quindi, avere una ragionevole certezza di confrontarsi con ambienti e personaggi in grado di difendersi ed, eventualmente, di reagire. Sembra davvero complicato in questo momento far passare questo ragionamento, ti capisco e ti sono vicino. Cuore, del resto, ha chiuso i battenti ormai da otto anni e dopo non c’è stato più nulla del genere. La generazione successiva, diciamo gli attuali 30-35enni, non ha partorito nulla di analogo (in quelle precedenti, dal Male andando indietro, era sempre sbocciato una specie di “organo ufficiale” che coagulava il sentire satirico dei propri anni). Una ragione ci sarà ; come in CSI, potremmo partire da questi recentissimi sintomi per trovare dov’e’ nascosto il cadavere putrefatto.
Marco: Blondet è, in quanto cattolico, un fervente antisionista. Ma, appunto per questo, molto più ecumenico di altri. Del resto, mi pare che abbia buoni rapporti con gli ebrei ortodossi antisionisti (http://www.jewsagainstzionism.com/about/index.cfm) e di certo sta cercando di ristabilire un dialogo civile tra i cattolici e l’islam.
Quanto alle frasi sulla massoneria ecc., sinceramente non vedo cosa abbiano di tanto sconvolgente. Quale è il link, tanto per curiosità ?
chiedo scusa perché non mi sono accorta che l’avevi pubblicato e mi avevi risposto. Tu dici “Associarli ai distruttori di Budda mi pare davvero eccessivo” e io rispondo che è eccessivo associare a tutti gli occidentali una volontà di offesa per tre vignette. E qui di nuovo a reagire violentemente sono stati loro. Ma perché, dico io? Perché, anziché scrivere sui loro e sui nostri giornali, “queste vignette sono di cattivo gusto o ci offendono o qualunque altra cosa” reagire così? Perché questa debolezza? Questo mi piacerebbe capire, e proprio nel nome del rispetto che provo nei confronti di chiunque, di qualunque religione sia. Grazie in ogni caso per la risposta
Nessuno difende le caricature. Io difendo il diritto di esprimere opinioni discordi e inorridisco per qualsiasi tipo di censura, come nel caso della Guzzanti. Di nuovo credo che tu faccia torto all’intelligenza della stragrande maggioranza degli occidentali dicendo che “i musulmani devono stare zitti e non mettere becco nella questione”. Nessuno vieta loro di parlare. Scherziamo davvero?
Ciao Lia,
volevo solo dirti di tener duro.
Sta arrivando alla ribalta una generazione – la mia – che di religione non capisce praticamente niente. Hai voglia a spiegargli cos’è un tabù – è come cercare di aprirgli la testa a colpi di fichi molli.
Che tocchi proprio a noi, ignoranti come siamo, di misurarci con le emergenze mondiali dei prossimi anni, è una cosa che mi toglie il sonno, ma tant’è.
Se c’è una speranza, è che i tredicenni di oggi conoscono già più cose sull’Islam (e forse sul cristianesimo) dei loro genitori. Perché a scuola il multiculturalismo c’è, semplicemente. Magari non funziona (cos’è che funziona, a scuola?), ma c’è.
In pratica, per un dibattito serio sull’argomento, ti consiglierei di ripassare tra vent’anni.
P.S: ancora informazioni puntuali sui retroscena delle vignette:
Il giornale danese da cui tutto è cominciato, il Jylland Posten, appare tra le forze che hanno fondato (il 10 marzo 200) un nuovo centro-studi in Danimarca, il CEPOS (Centro Danese di Studi Politici): ricalcato sulle cosiddette «fondazioni culturali» USA, il CEPOS – focolaio della politica anti-islamica – si è subito collegato ai centri nei conservatori americani (i quali del resto lo hanno fatto nascere), l’American Enterprise di Richard Perle, Leeden e Wolfowitz, e la Heritage Foundation, «pensatoio» dell’estrema destra liberista repubblicana, com’è del resto il danese Posten; il CEPOS è collegato anche a due think-tank di Londra, l’Adam Smith Institute e l’Institute for Economic Affairs.
E su Jylland Posten, si apprende ora che il giornale si era rivolto all’associazione dei disegnatori danesi commissionando esplicitamente le immagini islamofobe.
Lo stesso giornale, nel 2003, aveva rifiutato una serie di vignette ugualmente diffamatorie su Gesù, rispondendo al disegnatore, tale Christoffer Zieler, che le immagini erano «offensive per i lettori».
Il resto qui: http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=940¶metro=esteri
scusami, ma l’idea che 20 anni fa non raffiguravamo il volto di maometto perchè
“eravamo dei galantuomini” mi pare proprio una cazzata.
Primo perchè ricordo di aver visto illustrazini medievali di maometto, e non mi pare che nessuno abbia gridato allo scandolo allora o ho abbia cercato di bruciarmi il sussidiario, secondo perchè lo ascriverei nel settore “semplice dimenticanza”, ovvero, non ci è mai passato per la testa di farlo… perchè non ci è mai passato per la testa! non mi ci raccapezzo in questa storia: un giornaletto a tiratura limitata pubblica delle vignette.. e dall’altra parte del mondo si mettono a bruciare un’ambasciata? ma chi gliele ha fatte vedere quelle vignette? e perchè invece di boh, scrivere una lettera, andare dalla polizia a denunciare il fatto, si mettono a assalire un organo istituzionale (ma questa ambasciata che centra con il giornaletto? è lei che lo pubblica oppure è sottigliezza troppo fine per gli assalitori? o forse io ho visto solo quello che i giornali mi hanno voluto far vedere e cioè:
accendo la tv e vedo i soliti esaltati bruciare bandiere e sfondare finestre
la tv mi dice che è perchè sono state pubblicate delle vignette offensive in un giornale danese di destra.
rimango sbigottita
e penso: cavoli la globalizzazione!
vola una farfalla su tokio e crolla la borsa a New York!
e io non ne sapevo niente! io che vado tutti i giorni su internet e mastico un pò di inglese, io che appartengo al mondo civilizzato ma non so il danese e se me ne avessero parlato avrei giudicato la cosa così marginale da non dedicarle 3 minuti, e loro fanno fuoco e fiamme! bruciano e ammazzano!
Mamma mia quanto sono permalosi!
ecco cosa penseri nei 5 minuti del servizio tg, ecco cosa avrà pensato mezzo “mondo civilizzato”.
Ora quelo che voglio sapere è: chi c’è dietro a tutto questo?
Ho letto gli articoli dei blog che citi, Lia.
E li trovo gravissimi, oltre che ottusi, per esempio, quando scrivono cose come questa:
“Ma non ti venga in mente di prendere a calci in culo qualcuno, o di cospargere unÂambasciata di benzina, oppure a) dai prova di essere uno che ha commesso un crimine, cioè un criminale b) ti arresto. Tout court. [ ] (Babsy Jones).
Ed ecco quello che ho già scritto a commento sotto il blog di Neri, mi permetto di incollarlo anche qui:
Ah sì? Peccato, però, che ciò non valga per crimini come lo sgancio di bombe sui civili inermi.
Mi sembra ipocrita esigere dagli altri, che si trovano in una posizione oggettiva dÂinferiorità economica e politica, invasi e bombardati in ben due paesi (Iraq e Afganistan), mi sembra ipocrita, dicevo, esigere da loro il rispetto della legalità .
Chi arresta Bush, il più grande criminale di guerra degli ultimi ventÂanni?
Siceramente, gli incendi sono funzionali al clima di scontro di civiltà che questa provocazione-propaganda con le vignette ha voluto creare, ma, nonostante questo, dico che non sono niente, gli incendi, rispetto a ciò che gli stiamo facendo noi ÂoccidentaliÂ.
E chi non lo capisce, chi abbocca a queste trappole madiatiche, ingoiando lÂesca di una falsa libertà , è ora che affermi chiaramente la sua scelta di campo: la guerra, la disumanizzazione e ridicolizzazione del ÂnemicoÂ, lo scontro di civiltà e la barbarie a venire di questo secolo che si annuncia.
Non è escluso che tutto ciò serva solo a preparare la psiche dellÂopinione pubblica occidentale a un attacco nucleare contro lÂIran, come dicono alcuni osservatori.
In nome  lo volete voi  dellÂOccidente ÂsuperioreÂ, così bravo a ridere  degli altri.
Credo che prima di affrontare simili discorsi, individualmente ognuno di noi, dovrebbe veramente indagare dentro di sè, se realmente ha nel proprio cuore quella fede che tanto vuol difendere.
La Chiesa Cattolica è un campo seminato di menzogna e di ogni sorta d’ipocrisia.
La verità, Cristo stesso, la sua Persona, la volantà di Dio, sono unicamente e veramente espresse nella Parola di Dio.
Se uno conosce Dio nell’intimo della sua Persona, per quello che Egli sommamente è, allora uno potrà dire di avere fede, perché potrà anche dire di ben conoscere Colui in quale crede.
Ma non avviene così nel mondo; si crede e si ha la fede con la cultura e le tradizioni religiose che il propio Paese natìo ci offre.
La verità invece va ricercata, non c’è la offre una cultura di un posto nel quale siamo nati, basti vedere poi le innumerevoli religioni differenti tra esse in parte o completamente in tutto.
Il musulmano quasi sempre è tale, perché è nato in un paese musulmano, il cattolico similmente.
Vi pare saggio tutto ciò?
Vi pare saggio essere solo quello che la cultura del nostro Paese natìo ci offre o ci ha dato di poter essere.
Badate che si parla spesso di libertà soppressa, ma non credete che la prima libertà sia quella del cuore, della mente e che in qualche modo così facendo si è schiavi e sottomessi ad un qualcosa che ci porta a credere o se vogliamo un po’ anche ad essere quello che la cultura religiosa, ma anche di ogni genere, del nostro Paese di appartenenza ci offre?
Dio ci benedica secondo la sua volontà.
Per maggiori chiarimenti vi segnalo: http://www.missionecristianaevangelica.it