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Traduco e riporto un passaggio di un commento scritto un paio di giorni fa da un giornalista spagnolo:

[…] In questi giorni si ripete molto la nota frase di Voltaire (“non condivido le tue idee ma darei la vita affinché tu possa esprimerle”). Apparentemente, pochi principi della democrazia sono più generosi. Ma è anche vero che è uno dei principi meno applicati nella realtà.

[…]

L’Europa ha dedicato gli ultimi decenni a porre freno alle idee razziste che mettevano in dubbio l’Olocausto, cosa che ancora non viene fatta in Medio Oriente. Ha perseguito coloro che difendevano idee antisemite, nonostante nessun governo le sottoscrivesse. Lo ha fatto perché abbiamo il convincimento di essere responsabili dei crimini commessi in passato in nome di queste idee. O di potere almeno fare qualcosa per evitare che questo si ripeta.

Nonostante tutte le volte in cui abbiamo invocato le parole “mai più!”, ci troviamo adesso in una situazione simile a quella degli anni ’30. In Occidente e nel mondo islamico certe idee e pregiudizi si fanno strada grazie al razzismo.
In Europa e negli USA è ricaduta sui musulmani l’accusa di essere tutti in qualche modo responsabili degli attentati di Al Qaeda.
In Medio Oriente sono sempre di più coloro che accusano i cristiani di volere cancellare l’Islam.

Gli intransigenti credono sempre che i problemi si risolvano mettendo la gente in carcere. Il governo danese non deve unirsi a nessuna massa vociante. Sarebbe, invece, molto opportuno che mostrasse a tutto il mondo la sua denuncia della mentalità razzista presente dietro alcune di queste caricature, che è probabile che simbolizzino le idee di una parte della popolazione danese.

Forse è arrivato il momento di mettere in pratica, su questa questione, le idee tante volte ascoltate di tolleranza zero contro il razzismo. E di vedere queste caricature, e molte delle reazioni contro di esse, come un esempio di ciò che bisogna evitare.

Io, sinceramente, non sono disposto a dare la vita affinché qualcuno sostenga il proprio razzismo.