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Incappo, via Biraghi, in un delirante articolo di Gianni Riotta sul Corriere dal quale apprendo che secondo la Bonino, Rutelli, D’Alema, Prodi e Amato (manca qualcuno?) Israele starebbe subendo un attacco premeditato, concentrico e organizzato approfittando dei Mondiali di calcio per distrarre il mondo (ma giuro, è scritto lì!) il cui fine sarebbe quello (indovina?) di “negare il suo diritto all’esistenza”.
Sempre secondo lo stato maggiore della parte politica da me improvvidamente votata, nemmeno Bush (!) si starebbe realmente rendendo conto del pericolo che corre Israele in questo momento, accerchiata come è dai suoi potentissimi e armatissimi nemici, e lo dimostrerebbero i suoi inviti alla cautela che, secondo Amato, sarebbero da rigettare con ferma virilità in nome della sopravvivenza (ma pensa!) di Israele stesso.

Che dire: i fatti sono sotto gli occhi di tutti, per il momento. Tra un po’ si cominceranno a confondere le acque, a rendere le cose il più incomprensibili possibile, a disumanizzare completamente le vittime arabe per spingere l’opinione pubblica a identificarsi solo in quelle israeliane e, insomma, a fare tutto ciò che abbiamo sempre visto fare in queste occasioni.
Ma, per il momento, quello che è successo è ancora evidente, visibile. L’inqualificabile attacco al Libano, dopo quello a Gaza. La distruzione del suo aeroporto, delle strade, dei ponti, delle infrastrutture.
I 150 morti libanesi di 5 giorni di bombardamenti, in maggioranza civili e bambini (fonte: Daily Star via Apriti Sesamo).
La denuncia del comportamento canagliesco e criminale di Israele apparsa sulla stessa stampa israeliana.
E’ ancora sotto gli occhi di tutti, quello che è successo.

E come è possibile, allora, che ancora una volta sia l’Italia a distinguersi nella mistificazione, nel capovolgimento assoluto della realtà, nella spudorata manipolazione dell’opinione pubblica?
Sto seguendo la stampa di mezzo mondo e – chennesò, forse mi sfugge qualcosa – non mi pare di avere letto simili, deliranti affermazioni da nessuna altra parte. Non così, non questa protervia. Con questa audacia messa in campo contro il buon senso. Con questo sprezzo della verità più elementare.
Non lo vedo, altrove. Non così spudoratamente.
L’Italia si distingue.
Come al solito.

Io me lo sono chiesta per anni, che malattia avesse colto i media e i politici italiani in materia di Medio Oriente.
Quando guardavo la stampa italiana dall’Egitto mi capitava di chiedermi se per caso spruzzassero i gas allucinogeni per le strade italiane, ché altrimenti non me lo spiegavo.
Perché proprio l’Italia, mi domandavo?
Cosa ci aveva ridotto ad essere i più proni lacché di ogni politica di aggressione condotta contro il mondo arabo, di ogni possibile atto criminale portato avanti col timbro di Israele?
Perché non riuscivo a vedere tanta assoluta amoralità nella stampa e nelle dichiarazioni dei politici degli altri paesi europei, per quanto a loro volta schierati, coinvolti?
Cosa rende l’Italia diversa, peggiore del peggio?

E ho guardato la foto di Amato, prima, e mi sono detta: “Quest’uomo è ricattato. Non c’è altra spiegazione.”
A me sembra l’unica risposta possibile.

E’ come quando in Egitto ti spiegano che non c’è nulla di buono da aspettarsi dai governanti arabi perché sono tutti ricattabili e ricattati, dal primo all’ultimo. Non solo comprati. Anche, certo. Ma, soprattutto, ricattati. Fotografati a letto con bambini, con prostitute e prostituti. Ripresi nel mezzo di chissà quali bagordi, intercettati nell’indicibile. E resi obbedienti, al massimo un po’ tromboni. Se proprio devono. Ma obbedienti, in fin dei conti.

E mi dicevo: “Che ha di speciale, l’Italia? In cosa è diversa dagli altri?”
Mah: è diversa perché è mediamente più corrotta di altri, mi consta.
Più torbida, più soggetta a scandali, più invischiata in storiacce. Con più mafie, più mazzette, più giri strani.

“E allora sarà questo?”, mi sono detta.
Sarà che circolano foto di Amato in calze nere e tacchi a spillo?
Della Bonino col frustino assieme al suo babwab sedicenne egiziano?
Di Rutelli con la coca, di Prodi tra banconote strane?
Sarà questo?
Sarà qualcosa tipo questo?
Altrimenti non me lo spiego, o devo tornare alla vecchia ipotesi dei gas allucinogeni per strada.
Ma a me piacciono le spiegazioni semplici, che ci devo fare.

Quando mi capitò la storiaccia con Sinistra per Israele, ebbi modo di leggere per un po’ il loro newsgroup e di farmi una piccola cultura sul loro modo di prepararsi alle elezioni: era tutto un rovistare nelle posizioni in politica estera dei candidati della sinistra e un dirsi: “Questo è filopalestinese! Bisogna silurarlo, bisogna scrivere a Bertinotti, bisogna fare pressione!”
Sono tipi simpatici, già.
E, certo, se uno vuole fare il candidato a sinistra, di questi tempi e con questi controlli, fa meglio a starsene zitto, se per caso ha delle perplessità su Israele.
Altrimenti lo dicono a Bertinotti, altrimenti “fanno pressione”.

Altrimenti, se solo possono, cercano di farti passare anche qualche guaio, secondo me.
Forse, sì.
O, almeno, io non me ne stupirei più di tanto.