
Meditavo su questo post di Suzukimaruti e, soprattutto, su questo suo commento:
Ecco, se c’e’ una morale che devo trarre da questa storia e’ che sono stato cosi’ stupido da sopravvalutare la blogosfera. Alla fine si e’ rivelata, in parte, conformista, stupidina, ingenua e anche un po’ furbetta. Come il mondo reale.
Fanculo a me e al mio ottimismo tecnologico.
Ricordavo che, ai tempi della mia tesi di laurea, mi capitò di dovere intervistare cento donne spagnole sulla loro sessualità. Essendo agosto, ed essendo io a Madrid, mi chiesi dove accidenti le avrei mai trovate, io, cento donne spagnole interpellabili in tempi ragionevoli e disposte a mettermi a disposizione i loro cavoli.
“Nei reparti di ginecologia dei maggiori ospedali della città”, mi risposi.
Effettivamente: lì, di donne, ce ne erano quante ne volevo.
Poi mi accorsi che, a prenderle individualmente, come singole persone – con rispetto, dunque – non cavavo un ragno dal buco: “Buongiorno, sa, mi scusi, sono una laureanda, risponderebbe per favore a questo questionario sulla sua vita sessuale che serve a questo e a quell’altro?”
“Ma che vuole, questa? Ma vedi dove devi andare. Joder!”
Cambiai strategia: “‘Ngiorno, c’è da rispondere a questo questionario per le ricoverate, passerò tra mezz’ora a ritirarlo.”
Li ebbi tutti: obbedienti, le docili degenti me li compilarono senza battere ciglio. Come se fosse stato un loro dovere di gruppo, visto che le interpellavo appunto come membri di un gruppo, e non come individui.
Dice: che c’entra?
Dico: c’entra perché la cosiddetta blogosfera è un bel contenitore di gente raggiungibile in un colpo solo e accomunata, in linea di massima, da un certo spirito partecipativo in un clima che è, sostanzialmente, di fiducia reciproca.
O, detto in altre parole:
E’ stato chiesto di dare un contributo per qualcuno che non conosco da parte di qualcuno che non conosco. Però si trattava di un blogger e di un’iniziativa nata su web, allora ho messo mano istantaneamente a Paypal per contribuire. Quando il lavavetri mi allunga la mano generalmente lo mando a cagare..
Cito una vecchia chattata con un amico:
Xxx: in genere i geek sono proprio boy scout.
me: già. E come mai?
Xxxx: perchè sono abituati a lavorare con i computer.
il loro mondo è razionale, logico, complesso ma comprensibile.
me: e questo gli dà purezza di cuore?
Xxxx: no.
ma nel mondo dei computer si tende a collaborare.
la conoscenza è molto orale e molto trasmessa per sentito dire.
la stessa Internet ha dei difetti (tipo lo spam) dovuta al fatto che era una struttura collaborativa.
scusa, se tu ti fermassi in mezzo a Genova e lasciassi un bigliettino appeso a una bachceca, in cui scrivi: “mi serve un informazione su questo libro”, ti aspetteresti dopo due o tre giorni di trovare una risposta?
da uno che non ti ha mai visto?
me: no, vero
Xxxx: eppure su internet è tutto così…
me: del resto questo è il bello
Xxxx: certo.
perchè lo hanno fatto i geek.
me: e quindi noi li amiamo e gli prestiamo pure la casetta
Xxxx: certo.
pensa se Internet l’avessero fatta gli avvocati.
me: ommamma
Xxxx: no, davvero.
me: o i politici
Xxxx: esatto.
me: si, tremendo
Si è un po’ predisposti ad essere mammole, sui blog.
E non contano l’esperienza, gli anni di navigazione, i pazzi collezionati nel tempo: l’imprinting non è acqua e, chi più chi meno, si tende al candore.
A sentirsi in un mondo benintenzionato, perché sì.
Al di là del caso di Help 2.0, che cito solo perché è servito da spunto, temo che i blog siano più strumentalizzabili e manovrabili, collettivamente, di quanto ci piaccia pensare.
L’antidoto è banale, direi: comunicare, certo, ma mantenendo ben piantati e fermi i paletti della propria individualità, di fronte alla tentazione di fare gruppo.
Ché c’è un mondo di lupi, là fuori, e qua c’è di che banchettare.

SOno d’accordo si si
sono proprio d’accordo
Eppure di anni ne abbiamo passati tutti qui sopra, ma siamo caduti, o meglio sono caduta anch’io nel mondo blog come qualcosa di diverso.
Fino al momento in cui,ho aperto gli occhi.
Ciononostante, eliminando dai propri percorsi i “buchi neri” resta un universo un po’ atipico, piena di gran brava ggente.
Cial Lia. Credevo di fare un OT ma invece…no.
Volevo invitarti a visitare la ‘metafora del giorno’ sul mio blog e, tante volte decidessi di aderire, a lasciarlo detto sul post linkato. Quando si dice il caso…
Grazie
prova