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Questa mattina mi mancava una classe intera.
Dice: “E’ che fino a quando Fioroni non ritirerà questa storia degli esami di riparazione, noi sciopereremo.”
Oh, che bravi.
Inutile raccontare i perché e i percome della mia incavolatura, e il mese di ripasso che abbiamo fatto fino ad ora, la valanga di insufficienze nella verifica, io che non so più cosa inventarmi per vederli reattivi, ché dimmi tu come diavolo la impari, una lingua, se stai lì ad ascoltare e non parli, benedetta ragazza, e i piani di battaglia sullo “sportello” pomeridiano e il come facciamo ad affrontare il programma nuovo visto che siamo ad OTTOBRE e si è già capito che c’è un mare di roba da recuperare sui programmi degli anni passati, ché qui ci si trascina di anno in anno e una se li ritrova in terza o in quarta che non sanno una cippa, spesso e volentieri, e sono talmente abituati a non sapere una cippa e ad incolparne il destino cinico e baro e tutti i prof che ti hanno preceduto che manco gli viene in mente, stelle, che l’unica cosa che devono fare, a spese delle tasse dell’Italia tutta, è STUDIARE.

“Ma cosa volete, esattamente, con questo sciopero?? Cosa c’è di male nel doverli finalmente saldare, questi accidenti di debiti formativi??”
E te lo dicono, che è che non hanno voglia di dovere essere seri.
Prima ci provano, a farti qualche discorsetto per prenderti per il naso: “Perché prof, non è giusto, se uno ha 5 in mate poi lo bocciano…”
Poi li riporti alla realtà, tu, ché qui manco si danno più i debiti da un secolo, col 5, e tantomeno in una sola materia, e il problema sono i 3 e i 2, caso mai, e loro si arrendono e lo ammettono, ché c’è di buono che i ragazzi sono onesti, almeno, mica come gli adulti.
“E’ che non vogliamo affrontare quest’impegno, prof.”
Un impegno da affrontare?
Scherziamo??

Il grosso dei debiti, nella scuola, è in matematica e in lingue straniere.
Non è un caso: sono le materie in cui te la fai fritta, la studiatona finale di recupero. O le studi volta per volta e le costruisci un mattoncino dopo l’altro, o non le impari. E più le accumuli, le lacune e le voragini, più ci sprofondi dentro e uscirne diventa un’impresa improba.
Non lo puoi fare, un programma di seconda, se non sai quello di prima.
Non puoi barare.
E si sentono frustrati loro per primi, a dovere affrontare difficoltà che diventano sempre più fuori portata, un mese dopo l’altro.
Gli viene il dubbio di essere scemi, di non essere tagliati, fanno i rinunciatari, si arrendono e cercano di sgusciare via come possono, confidando nel tuo italico buon cuore e nelle maglie larghe delle interrogazioni orali che non lasciano traccia dei 4 che diventano 6 il giorno prima della fine della scuola.
E invece bastava che li si fermasse in prima, pensa te.
Mica bocciandoli: rimandandoli, appunto. Obbligandoli a STUDIARE per un’estate e a tornare a scuola con le idee chiare, non con l’autorizzazione a trascinarsi i problemi per anni.
Costringendoli a mettersi in condizioni di affrontare l’anno successivo con dignità.
No: li si abitua a pietire il 6, invece, ché la stellina si trascina i problemi dalla prima e adesso siamo in terza e io che pretendo, tutto sommato?
E dobbiamo convincerci, noi e loro, che non ce la fanno, che non ce la possono fare, che poverini, che so’ delicati, sono.

I ragazzi stanno scioperando per difendere una “riforma” (l’invenzione del 6 rosso, genialata!) voluta dal primo governo Berlusconi, mai affrontata per viltà, piaggeria o semplice malafede dai ministri venuti in seguito e, oggi, difesa a spada tratta da CALDEROLI.

Cioè, aspetta, lo ripeto: il politico che si fa portavoce delle rimostranze degli studenti in sciopero è CALDEROLI.
Rendiamocene conto.

Poi si stupiscono, i candidi bimbi, sorpresi di vedere “una volontà da parte di alcune fazioni politiche di destra a strumentalizzare le nostre richieste e i nostri bisogni.
Già.
Come se non fosse, di per sé, strutturalmente di destra, questo sciopero dei cavolacci nostri ora e subito, della difesa di una scuola di basso livello che meno riscatta la gente dall’ignoranza – dalla subordinazione, quindi – e più fa contenti tutti.

Non ci potevo pensare, oggi.
Davvero.
Ho guardato smarrita il collega e gliel’ho chiesto: “Ma tu non stai male, all’idea che questi stiano scioperando con Calderoli che li rappresenta?”
E lui: “Io ho smesso di sorprendermi. Qui tutto è il contrario di tutto, nulla mi sa più stupire.”
Ed io a insistere: “Ma cavoli, ma questa è enorme…. che vuoi che ti dica, sarà che le mie riserve di stupore sono infinite…”
“E’ che tu sei ancora una bambina”, mi fa.

E quindi ho pensato che volevo scioperare in solidarietà a Fioroni, io.
Perché è inutile che ci lamentiamo, se poi non sappiamo difendere un simile atto di coraggio da parte del nostro (sì, io tra poco lo abbraccio) ministro.
E mi piacerebbe tanto che lui per primo non si lasciasse intimidire, con questa storia del perdersi nei nomi e nelle parole, del fare marcia avanti e marcia indietro, dell’avere paura di ritrovarsi solo.
Quest’uomo ha difeso un’idea che, nella nostra scuola, è ormai rivoluzionaria: che per essere promossi bisogna studiare.
Andrebbe sostenuto, e da noi.
Da chi, sennò?

Poi, guarda: un post più articolato te lo posso anche scrivere, se mi viene voglia.
E so bene che pure Fioroni ha le sue magagne, che non è il caso di farsi luccicare gli occhi così facilmente, che le riforme dovrebbero essere fatte in modo organico etc. etc.
Sì, è vero: di fatto, però, l’unica cosa che si ottiene, a volere le cose perfette, è di rinunciare a quelle imperfette in cambio del nulla.

Perfettibile, il discorso di Fioroni, e tutto da mettere a punto. Come no.
Intanto, però, lui ci sta dicendo che la vuole fare finita con la farsa che tutti conosciamo, e mettendo le scuole in grado di fornire professori al proprio interno, per giunta pagati in modo più degno di quello che siamo abituati a vedere. E con la possibilità, per i presidi, di attingere all’esterno per trovare i prof.
Io non lo riesco a vedere, il difetto, in una simile novità.

Calderoli che ci detta la linea contro il ministro, ma rendiamoci conto…

UPDATE: no, ma guardate questo delirio, vi prego…

Ma noi di Skuola.net non ci siamo fermati alla notizia, abbiamo voluto vederci chiaro. Quindi abbiamo intervistato per voi due Parlamentari della Lega Nord molto vicini al Senatore Calderoli: tali gli Onorevoli Cota e Grimoldi, che si occuperanno di fronteggiare del tema [sic…] quando se discuterà alla Camera.

http://skuola.tiscali.it/news/esclusiva-petizione-interviste.html, via it.istruzione.scuola.