Io che – devo averlo già scritto qualche centinaio di volte – sono un po’ inetta sul piano pratico, vivo con grande gratitudine la presenza di questi operai albanesi che ristrutturano un appartamento dopo l’altro nel mio palazzo, e mi faccio appendere lampade, piantare chiodi e così via. Avevo delle mensole da mettere nella nicchia in camera da letto, e oggi abbiamo fatto pure questo.
Sì, ci ho messo un anno per mettere le benedette mensole, lo so. Ma dovevo: 1) prendere le misure, e già una volta le avevo prese sbagliate e avevo dovuto buttare tutto, quindi mi ero demotivata; 2) andarle a ordinare da un falegname che non è una cattiva persona, per carità, ed è pure belloccio, cosa che mi rallegra sempre quando incappo in chi ha questa virtù, ma ha un’aria trucissima che mi spaventa a morte. E per giunta è un tipo che esige una grande precisione, anche lessicale, ed io mi agito sempre parecchio quando ci ho a che fare.
Io: “Pronto, Marzia, come si dice che devo mettere le assi nel buco del muro?”
Lei: “Devi mensolare una nicchia. Si dice così. Mensolare una nicchia, segnatelo.”
E una va lì fiera e, dandosi importanza, esclama: “Devo mensolare una nicchia! Le misure sono 38 x 70, credo.”
E il temibile falegname, guardandoti stupito: “Come sarebbe, ‘crede’?”
Ed io comincio: “No, è perché non sono molto brava a prendere le misure e già una volta ho sbagliato, comunque mi pare di averle prese bene, stavolta, e comunque facciamo che sono giuste così.”
E lui, che già comincia a guardarmi come si guarda un’idiota: “E l’altezza?”
“Altezza? Un attimo, mi scusi.”
“Pronto, Marzia, ma quanto devono essere alte, le mie mensole?”
Non è strano, insomma, che io ci abbia messo un anno per affrontare questa cosa. Si instaura una specie di vortice in cui il falegname mi guarda come se fossi idiota, io mi innervosisco e sembro sempre più idiota, appunto, Marzia riceve duemila chiamate con le domande più assurde e va tutto malissimo. Torno a casa esausta. Comunque alla fine ce l’ho fatta, come dicevo, e me le sono pure portate fino a casa, da un lato all’altro del centro storico e su e giù per le salite, e poi mi sono messa lì (dopo un paio di settimane di riflessione) e ci ho passato il mordente.
E poi sono venuti questi due giovanotti albanesi a montarmele, oggi, e alla fine gli ho chiesto quant’è ed è iniziato il minuetto: “Ma no, ma sì, ma poco, ma faccia lei, ma dimmi tu, ma scusi, ma prego.”
Erano in due. Sono stati qua un’ora e mezzo e mi hanno pure sostituito un coso in bagno. Calcolando 20 euro all’ora, gli ho allungato 50 euro e si sono scandalizzati assai: “No, è troppo!!”
Ed è che a me succedono cose strane, a Genova. Tipo che tu gli vuoi dare 50 euro, ai due operai che hanno lavorato da te, e loro non li vogliono.
E si è intestardito a darmi 20 euro di resto, il ragazzo, e alla fine mi sono intestardita pure io nel volerne solo 10 e ci siamo accordati per 40, dopo un negoziato lunghissimo. Ma se ne è andato via scontento, lui. Ne voleva solo 30, l’ho messo di cattivo umore.
E’ una strana città, questa. C’è come un’atmosfera di correttezza, nell’aria, che tende ad attaccarsi. La si assorbe. Ti succedono cose così, e ti succedono spesso. E si instaura una sorta di circolo virtuoso, per cui ricevi e ricambi correttezza, ed è bello. Ispira tranquillità, questa cosa.
Genova domatrice, come mi disse una volta qualcuno.
Perfetta, per una che si annoia mortalmente a doversi difendere.

Io sono praticamente imbranata quanto te con le mensole per quanto riguarda l’informatica…. sono riuscita a capire qualcosa circa quindici anni fa quando l’ho dovuta spiegare ai ragazzi (che nel giro di un mese mi hanno surclassata) e poi ho dimenticato tutto subito. Piccola premessa per chiederti: come posso far scomparire il nome dai miei interventi sul tuo blog? Mi riferisco al pc di casa o a quello che uso in ufficio. Mi sento meglio se non vengo individuata e adesso – se qualcuno userà il mio personal per andare sul tuo blog – vedrà subito il mio nome. Perché questa novità? Per ragioni di sicurezza? Capirei se te la fossi presa con chi scrive insulti o volgarità ,in tal caso è giusticabile cercare di scoprire l’identità di chi scrive, ma perché obbligare chi scrive i commenti a “svelarsi” con i propri amici e familiari?
Mi piace il tuo nuovo modo di prenderti cura di te stessa attraverso una diversa alimentazione. Tanti anni fa ho avuto il cancro e la fortuna di incontrare persone che mi hanno spiegato cosa avrei dovuto fare per mandare dei messaggi diversi alle mie cellule sane e a quelle malate. A quelle sane perché combattessero e a quelle malate perché smettessero di proliferare. La malattia mi colpì in un momento in cui mi sentivo invincibile e forte, bevevo e fumavo, adoravo tutto ciò che poteva farmi male
e trovavo piuttosto pallosi i salutisti, senza eccezioni, e forse anche un po’ gli ecologisti.
Cambiare il mio modo di alimentarmi ha significato -soprattutto nei primi cinque anni – cambiare interiormente, accettare la malattia e poi sconfiggerla. Devo ammettere che tua figlia ha ragione,devi abbandonare la vecchia pelle per conquistarne una nuova, ma non sarà facile mantenere l’entusiasmo delle prime settimane: le tentazioni sono in agguato,(per me sono rappresentate soprattutto dai dolci di ogni tipo e dalla birra) quindi, coraggio e pensa all’obiettivo che vuoi raggiungere, una Lia forte, bella, sana.
Per oggi niente ricette -credo comunque che i nostri gusti non collimino – ma in futuro, se vuoi, …
Ciao, Vagatonda. Ti confesso che non ho la più pallida idea di cosa sia questa cosa che mi dici: io non ho fatto nulla perché venga mostrato nessun nome, ci mancherebbe! Deve essere qualche funzione di WordPress: adesso giro il tuo commento al webmaster e vedo se lui ne capisce qualcosa…
Ma cosa ti viene fuori, esattamente?
Spiegamelo anche per posta, se vuoi, così trovo il modo di risolverlo.
Ciao. :)
(haramlik@gmail.com)
Alla fine dei tuoi post, appare:Post a Comment seguito dai campi con Nome e E-Mail . Questi ora risultano già compilati con i miei dati, in qualunque computer io abbia usato per spedirti dei commenti e -anche se li cancello – quando mi ricollego … sono lì. Non è poi così grave, ma ci sono rimasta male come se mi avessero fotografato con le dita infilate nella marmellata. In realtà la rete mi affascina, ma allo stesso tempo mi fa ancora paura. Ciao e grazie comunque!
Deve essere qualche cookie di WordPress, bisognerà eliminare quello.
Il Webmaster ci spiegherà cosa fare, non preoccuparti.
Vagatonda, se usi Firefox:
“Strumenti” -> “Elimina i dati personali”
Spunta la casellina “Cookie” e poi clicca su “Elimina i dati adesso”
Se usi Explorer (la versione 7):
“Strumenti” -> “Elimina cronologia esplorazioni”
-> “Cookie”
la prossima volta prova a dire al falegname che devi nicchiare delle mensole …
Ciao Lia,
quiando ho tempo dò un occhiata al tuo blog e mi piace sempre come scrivi, è divertente!
Spero che tu abbia segnato il telefono degli operai onesti albanesi perchè io ho un amico che è onesto iraniano ma quando gli mollo 50 euri non fa una piega, anche per cose non da sbattone come le mensole e quindi, non si sa mai se un giorno dovessi aver bisogno anche io, in quanto donna sola con poca dimestichezza nei lavori murari/casalinghi/elettrici/bricolage…
Bacione
Elisabetta
Cari amici,
ah,la memoria storica!
Mi chiamo tommaso di ciaula,67 anni,autore del romanzo autobiografico “Tuta Blu”(Feltrinelli,1978),opera ATTUALSISSIMA PROFETICA…
se scrivete mio nome con Google molte pagine
su sottoscritto,e:
quest’anno “Tuta Blu” compie 30 anni.
Ciao.
tommaso di ciaula