Le cose che una non sa

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E’ che del mondo dei grandi, da ragazzi, non si capisce veramente un cavolo. Ma niente, proprio.

Non si sa che il problema non sarà il sesso, per esempio. Anzi: quello diventa pure meglio. E non è nemmeno la capacità di innamorarsi, il problema. Quella, al contrario, si affina. Acuminata, diventa. Proprio perché ti conosci bene, distingui prima ciò che ti intenerisce da ciò che ti lascia indifferente e ti accorgi per intero di quanto sei esposta. All’indifferenza come alla tenerezza, senza poterci fare nulla. E ti innamori o non ti innamori, rassegnata, come una che prende la pioggia e non ha l’ombrello, sapendoti non protagonista del fenomeno.

Il problema – e da ragazzi non lo si immagina nemmeno – è che i grandi hanno paura. Ma tanta, proprio. E’ da terrore, l’ammore da grandi.

E – al contrario di ciò che avresti pensato da ragazza – non è del futuro, che hai paura. E’ del passato. E – strano – ispira un terrore da pazzi, ‘sto passato. Anche quando non ti era sembrato tragico, mentre lo vivevi, e non ti pareva che fosse chissà quale dramma e, anzi, eri convinta di navigare benicchio e ci avevi un passato simpatico, pensavi.

No, invece. Passano gli anni e ti accorgi che daresti qualunque cosa, faresti qualunque cosa pur di non farlo tornare.

Succede solo questo, da grandi. E per fortuna che si muore, prima o poi. Sennò diventerebbero infinite, le cose da non fare tornare, e si starebbe sempre così, con lo spavento.

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Comments Closed

32 Commenti

  1. Pubblicato 11 marzo 2008 alle 09:48 | Link Permanente

    Ma no dai, succedono anche altre cose belle. E nuove.

    Di a chiunque abbia orecchie e occhi per intendere di guardare bene e molto molto a lungo che donna ha davanti e quanta fortuna ha avuto. E digli di prendere il coraggio a due mani.

    Ché il futuro è uguale al passato solo se lo vogiamo noi.

  2. elisa
    Pubblicato 11 marzo 2008 alle 11:06 | Link Permanente

    Guardo il passato con gli occhi del presente… e mi capita di vederlo bello oppure… brutto, eppure il passato non cambia è sempre lo stesso.

  3. trinity
    Pubblicato 11 marzo 2008 alle 12:22 | Link Permanente

    Uh Lia, com’è attuale questo argomento!
    Ma no dai, il futuro….e che ci vuole? Statistiche personali alla mano, bene o male, magari con qualche variazione, si sa ormai dove andremo a parare.
    Ma il passato e orpo! Quello ti presenta il conto, e non contento pretende anche di determinare mica il futuro, addirittura il presente santa paletta! E magari al futuro non ti ci fa arrivare, o ti fa arrivare zoppicante.
    “Non leggi i segnali” questo mi hanno sempre detto, e adesso, per paura, non leggo nemmeno quelli stradali e colleziono multe ecco.

  4. Pubblicato 11 marzo 2008 alle 13:24 | Link Permanente

    L’ho detto io, che innamorarsi è uno stress in crescita. Il problema Lia è che me lo sento arrivare pure io. Dietro l’angolo c’è già appostato un nuovo amore e io che mi chiedo ancor prima di incontrarlo, di conoscerlo , di avere una vaghissima idea delle sembianze che avrà, io già mi chiedo se sarò in grado di sopportarlo, il peso di tutto il mio passato amoroso che mi si schianterà addosso! Altro che nuvolette e cuoricini… Dovrà avere pazienza, il poverello, un’ infinita pazienza. Il tuo, che sicuramente passa di qua e legge, cerchi di averne altrettanta, con le donne in gamba e un po’ complicate caro mio è così che funziona:))

  5. Pubblicato 11 marzo 2008 alle 14:57 | Link Permanente

    come c’hai ragione, orcaloca. Come mi ci ri-vedo. poffarbacco, sputata proprio. E come si fa? Io sto facendo che le paure, piano, piano (ma pianooo) pare che le si possa ignorare (ehehe)..anzi pare-pure che io stia cambiando, in meglio ;-)

    ps
    In bocca al lupo

  6. Pubblicato 11 marzo 2008 alle 14:59 | Link Permanente

    io mi stresserei anche solo pensarle, queste
    cose :)))))))))

  7. Nora
    Pubblicato 11 marzo 2008 alle 15:00 | Link Permanente

    ho 21 anni meno di te e condivido in pieno ciò che hai scritto…ne devo dedurre che sono diventata “grande” presto, immagino…del resto, già lo sapevo (c’è passato e passato…). Auguri comunque!

  8. Nora
    Pubblicato 11 marzo 2008 alle 15:01 | Link Permanente

    oh che brutto typo!! ho 11 anni meno di te, non 21! (sarà un lapsus?? e in che senso??? mah…)

  9. Pubblicato 11 marzo 2008 alle 16:48 | Link Permanente

    E’ una paura fisiologica. Come quando si da un esame all’universita’. Non importa quanti ne hai gia’ dati o quanto sei preparato. La fifa c’e’ sempre. E quando capita di andarci rilassati si rimedia la legnata. Ti spaventi la tranquillita’ dunque, che’ la paura serve a sopravvivere e a non ripetere gli stessi errori. E, se guardi bene, rende la vita un po’ meno noiosa.

  10. Pubblicato 12 marzo 2008 alle 13:45 | Link Permanente

    Posso dire TI ADORO a questo signor lesandro? :-)

  11. Pubblicato 12 marzo 2008 alle 15:23 | Link Permanente

    Ciao Lia,
    non c’entra niente con il post ma non sapevo in quale altro modo contattarti…
    I primi di maggio sarò a Genova, ne hai parlato così bene che voglio venire a vederla!
    Volevo chiederti qualche info in più sulla città, non so: le zone da vedere, quelle da evitare, consigli per i trasporti, hotels, ristoranti, etc. Insomma tutto quello che ti viene in mente sulla città.
    Se ci scrivessi un post per tutti quelli che ti leggono magari potrebbe essere utile a più persone!
    Ciao,
    Elisa

  12. Pubblicato 12 marzo 2008 alle 17:40 | Link Permanente

    diamine…certo che puoi! Grazie

  13. Silviu'
    Pubblicato 13 marzo 2008 alle 14:15 | Link Permanente

    Sento odor di crogiolamento…
    Che arriva la primavera e il caldo ma tu vuoi restartene sotto al piumone.Dai pigrona, giù dalla branda e dai il via alla tenzone (che le armi non ti mancano e la corazza è solo un impiccio) ;-)

  14. Pubblicato 14 marzo 2008 alle 08:23 | Link Permanente

    si, è così. ogni volta hai il passato che ti zavorra e le cose che fai e soprattutto quelle che non fai vengono sempre da lì. che se fossi nuova, scarica dei ricordi, o almeno smemorata, quanti felici errori potresti rifare!

  15. Pubblicato 14 marzo 2008 alle 08:24 | Link Permanente

    ehi, hai sbrigliato i commenti!! questo si che è un atto di felice smemoratezza! prevedo buone cose nel futuro!

  16. lorella
    Pubblicato 14 marzo 2008 alle 22:41 | Link Permanente

    ciao Lia,
    dopo averti letto anni fa ho iniziato ad andare a basata…e te ne sarò sempre grata…ora per lavoro andrò al cairo..a parte piramidi e musei mi piacerebbe che tu mi consigliassi qualche caffè, qualche suk, quallche negozietto qualche quartiere dove perdermi…mi associo all’amica di genova..magari se ci scrvi un post interessa a mlti….grazie se puoi consigliarmi, mi fido molto di te
    molta stima
    Lorella

  17. Pubblicato 15 marzo 2008 alle 13:34 | Link Permanente

    :-) si… (sul post e eventualmente anche sulle richieste da guida turistica: èerchà no ? ;-)

  18. Pubblicato 15 marzo 2008 alle 13:34 | Link Permanente

    (magari già che moderi i commenti: mica mi trasformeresti quel èerchà in un normalissimo “perché” :-) :-)

  19. Pubblicato 16 marzo 2008 alle 23:15 | Link Permanente

    Cara Lia, io non penso che la condizione di adulto comporti per sua natura avere paura. Penso invece che tu abbia voglia di raccontarci di cosa hai paura, e ancora di più di raccontarci le cose che ti sono successe molto tempo fa’ e non vuoi che si ripetano. E allora fallo. Siamo qui per questo, e anche tu, e anche il blog, no?

  20. Pubblicato 18 marzo 2008 alle 10:35 | Link Permanente

    post follemente vero!!

  21. chiara
    Pubblicato 18 marzo 2008 alle 14:40 | Link Permanente

    Che tipa che sei! Spunta un uomo e puff!

  22. Pubblicato 18 marzo 2008 alle 18:39 | Link Permanente

    Paura e… troppi pensieri :-)

  23. Pubblicato 18 marzo 2008 alle 19:08 | Link Permanente

    C’è un grande mare davanti a te. Stai su una sporgenza di una parete rocciosa.
    Dici: “Mi tuffo? Non mi tuffo? Se affogo?”.
    Tuffati, siamo fatti per nuotare, quindi nuota.
    La vita è nel mare, non su una sporgenza di una parete rocciosa.
    Auguri e baci.
    Giulio
    P.S: Buona Pasqua a tutti.

  24. Pubblicato 19 marzo 2008 alle 11:59 | Link Permanente

    Ma ti spaventa la coazione a ripetere o ad amare meglio? mica l’ho capito sto terrore…bisogna finire il giorno con il cuore aperto altrimenti del giorno non hai vissuto nulla.

  25. Pubblicato 19 marzo 2008 alle 14:31 | Link Permanente

    liuccia ci preoccupi (a me e a me stessa, non so agli altri..)… parla!

  26. Pubblicato 19 marzo 2008 alle 18:52 | Link Permanente

    Mi unisco a Ilgeko..
    Lia.. dove sei? che fai? torna a scriverci!!
    Abbiamo bisogno di te..

    Un bacio

  27. Pubblicato 19 marzo 2008 alle 21:05 | Link Permanente

    Mi sono assai piaciute queste tue esternazioni…
    Quanto ci condizioniamo da soli nel vivere nuove esperienze? In amore, poi, trionfano, come dici tu. E si vorrebbe essere giovani, ingenui e pronti a darsi. Senza occhiatacce a se stessi, senza quel tarlo sottile del “so già come andrà avanti”, senza il ruminare costantemente sui trascorsi avuti. Slanciarsi, si vorrebbe. E ci si ritrova con i puntelli molto più in basso…

  28. Pubblicato 20 marzo 2008 alle 07:47 | Link Permanente

    Dal 10/03/2008 che non scrivi nulla.
    Stai bene?
    Almeno 2 righe, tanto per farci stare tranqilli.
    Buona Pasqua.

  29. Pubblicato 20 marzo 2008 alle 17:30 | Link Permanente

    Sì, sì che sto bene. :))
    Mo’ torno, appena la smetto un attimo di distrarmi.

  30. Silviu'
    Pubblicato 21 marzo 2008 alle 11:40 | Link Permanente

    si chiama distrarsi, adesso?
    e allora distraiati vieppiù :-)
    bonnes paques, madame

  31. Hirondo
    Pubblicato 24 marzo 2008 alle 16:54 | Link Permanente

    ^___^ ..il guaio del passato però è proprio che non torna, è passato. si può solo raccontare, ammorbidito o reso acuminato dal velo del ricordo o da qualcosa che appare irrisolto.

  32. Pubblicato 24 marzo 2008 alle 23:58 | Link Permanente

    Ma continuiamo a sapere così poco, anche da grandi… impariamo a comprendere e accettare che possiamo guidare la nostra nave ma non creare il vento che ne riempie le vele.
    Non ho paura dell’amore e non è una spacconata: lo dico con sincerità e a ragion veduta. Il fatto di non potere prevedere quando arriverà di nuovo è un gran sollievo e una gran pena allo stesso tempo. Guardi il cielo stellato affascinato dal suo mistero, una o cento notti; poi un giorno all’improvviso una stella cadente solca il vuoto della notte e si accende nel tuo cuore. E in quel momento – finalmente – hai la certezza che ogni istante d’attesa non è stato vano.
    Il passato è un viaggio già fatto, ma il viaggio più bello è sempre quello che si vive.

    Bel blog, complimenti.

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