L’Egitto e il pane

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In Egitto, i fornai che vendono il pane statale, ovvero quello a prezzo speciale o ‘sussidiato’ che dir si voglia, li riconosci perché normalmente hanno poco più di una finestrella che dà sulla strada, magari con tanto di sbarre, e sotto la finestrella se ne sta sempre appeso, o accampato, un gruppetto di gente che, in realtà, fa la fila.

Che ci fa, lì, quella gente?” “Compra il pane” “Il pane??” Perché non sembra una panetteria, quella roba là, e le panetterie egiziane ti erano sempre parse normalissime, fornitissime e onnipresenti, e ci metti un po’, a capire che quello è un altro circuito e che c’è la farina a prezzo di sussidio, appunto, con apposito libretto che certifica il tuo diritto a comprarti la pagnotta a 5 piastre, un centesimo di euro.

Adesso leggo ciò che racconta Paola Caridi e non ci voglio manco pensare, alle code che devono esserci sotto quelle finestrelle.

Era da un po’, che non mi affacciavo su ciò che avviene da quelle parti. Ma è che la nostalgia non mi si è alleggerita di un milligrammo, in questi due anni da quando sono rientrata, e non c’è “ricostruirsi l’esistenza” che tenga: io vorrei tornare giù.

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Comments Closed

9 Commenti

  1. Pubblicato 4 aprile 2008 alle 08:42 | Link Permanente

    Mi spiace che tu debba vivere questa saudade egiziana.

    Un giorno ci tornerai, nella tua Cairo.

    Un bacione

  2. um Omar
    Pubblicato 7 aprile 2008 alle 10:49 | Link Permanente

    ma perchè noi italiani quando andiamo in contatto con altre culture ci becchiamo la nostalgia perenne??? anch’io non so cosa pagherei per tornare di corsa in altro lido e una mia amica spasima per ritornare in africa, e un’altra se potesse scapperebbe di nuovo in bici a barcellona…insomma, il creativo che a suo tempo inventò lo spot per la costa crociere, non ha fatto un lavoro immane..solo un pò di psicologia per noi, popolo di eroi, santi e NAVIGATORI (e sognatori..)RIMESCOLIAMO LE CARTE ED ANDIAMOCENE DOVE PIU’ CI SENTIAMO IN SINTONIA, CRIBBIO!!!

  3. mir
    Pubblicato 7 aprile 2008 alle 11:27 | Link Permanente

    Posso dirlo Lia? Si parla (anche) di te oggi alla Radio Svizzera Rete Uno, dalle 13.00 alle 13.20. Per l’ascolto: http://www.rtsi.ch ; per il riascolto: http://www.rtsi.ch/podcast.

  4. Silviu'
    Pubblicato 7 aprile 2008 alle 15:16 | Link Permanente

    Sarà perché la pacchia durerà ancora poco…
    http://www.wallstreetitalia.com/articolo.aspx?art_id=563571
    e perché pupone e pupina non han mai volato e la loro mamma ha vinto (speriamo!) la paura di volare, ma fra due settimane si fa un viaggetto da quelle parti…

  5. Pubblicato 7 aprile 2008 alle 16:22 | Link Permanente

    Vai in Egitto, Silviù? Se vuoi chiedermi dritte prima di partire, fa’ un fischio.

  6. Pubblicato 7 aprile 2008 alle 21:44 | Link Permanente

    Che bello! ritorni a casa (Egitto).
    Un mio amico, non so se ancora vivo perchè lo conobbi che era già messo molto male 30 anni fa, da malattie africane, mi raccontava le sue vicissitudini lavorative in Africa, in mezzo al Sahara, per settimane e mesi.
    Malgrado le sue precarie condizioni di salute, mi parlava della voglia d’Africa, di ritornare in quelle immmensità di silenzio, di pace e di pericolo continuo.

  7. Pubblicato 8 aprile 2008 alle 09:41 | Link Permanente

    L’Africa è così….o la ami, o la odi, e se la ami torni. Sempre.

    A me basterebbe tornare a Genova,anche se in un quartiere diverso e con vita diversa…ehm….ognuno ha le sue, di radici.

  8. Pubblicato 12 aprile 2008 alle 01:43 | Link Permanente

    Quella farina sussidiata da dove viene?

  9. Pubblicato 12 aprile 2008 alle 02:09 | Link Permanente

Un Trackback

  1. [...] Scrive Mir: Posso dirlo Lia? Si parla (anche) di te oggi alla Radio Svizzera Rete Uno, dalle 13.00 alle 13.20. Per l’ascolto: http://www.rtsi.ch ; per il riascolto: http://www.rtsi.ch/podcast. [...]

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