Professione: punching ball

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Mi raccontano di una nota su un registro: “La classe lancia palline di carta contro la cattedra”.

E di una collega che legge, guarda allibita la classe in questione e domanda: “Ma voi lanciate palline contro la cattedra?” E loro: “Ma perché, quella è una cattedra?” E lei: “No, in effetti è un banco usato come cattedra”. E loro: “Vede? Lo dicevamo, noi che non era una cattedra”.

E ridono.

Mi stavo chiedendo come reagirei io, se mi succedesse una cosa del genere. Per meglio dire: mi stavo chiedendo quali strumenti legali esistano per reagire, in una situazione del genere, e per farlo in modo inequivocabilmente efficace. E, mentre me lo chiedevo, sono finita su questo blog:

http://scuolaviolenta.blogspot.com/

Ok. L’ho letto. Adesso vado a fare una passeggiata per riprendermi. Prima di concludere che forse ha esagerato, il collega, a mettere ‘sta nota. In fin dei conti erano solo palline di carta.

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6 Commenti

  1. OLD
    Pubblicato 6 ottobre 2008 alle 20:05 | Link Permanente

    Ho letto anch’io e mi sono anche fermato.
    Ci sono luoghi comuni in tutti questi fatti ripetitivi e privi di inventiva:cellulare e genitori. Naturalmente anche la mancanza di disciplina e di rispetto.
    Si dovrebbero eliminare i cellulari ed i genitori… Io non riesco a capire la poca intelligenza di coloro che mentre spaccano si fanno immortalare. La fai sporca perchè non la devi fare?Allora fatti furbo..ed invece no,si fanno filmare. Ci sono fatti assolutamenti inammissibili ed alcuni altri che io credo tu avresti gestito in maniera diversa:la pizza in classe per esempio. Non so perchè ma credo che tu ti saresti seduta a far due chiacchere con loro facendoti passare anche della pizza. E sarebbe stato lo stratagemma migliore.
    Ai ragazzi è dovuta la promozione e la difesa dei genitori in qualsiasi circostanza e questo fa di loro degli impunibili ed esibizionisti.

    Non sto a raccontarvi fatti del mio periodo scolastico,ma vi assicuro che portati ai giorni nostri sarebbero da denuncia invece allora i genitori,totalmente daccordo con gli insegnanti accettarono le punizioni inflitte ai figli. E noi figli ci siamo sentiti soli contro due fronti troppo agguerriti e solidali. E poi non avevamo il cellulare….
    Ai giorni nostri una tirata d’orecchio è punibile come lesione corporale…pazzesco.

  2. OLD
    Pubblicato 7 ottobre 2008 alle 00:21 | Link Permanente

    Accidenti.
    Non ti sei ancora ripresa?

  3. Pubblicato 7 ottobre 2008 alle 05:58 | Link Permanente

    Mica tanto. :D

  4. Pubblicato 7 ottobre 2008 alle 11:27 | Link Permanente

    In effetti e’ sconvolgente. Mi domando come reagirei io se fossi un professore ed uno studente mi tirasse qualcosa in testa mentre spiego alla lavagna. Probabilmente spaccherei al ragazzo il cellulare ed al padre le corna. Ben sapendo che non sarebbe la cosa migliore da fare.

  5. Pubblicato 7 ottobre 2008 alle 15:28 | Link Permanente

    Sanno di godere di una certa impunità, perchè considerati ragazzi e si sentono spalleggiati dalle proprie famiglie. Per cui, cara Lia, considerati già fortunata se non ti hanno messo al rogo…

  6. Pubblicato 7 ottobre 2008 alle 15:56 | Link Permanente

    Proporrei a far svolgere, agli aspiranti Ministri, le mansioni del dipendende del proprio Ministero per 20/40 gg. Come condizione indispensabile per accettare la carica di Ministro.
    Sarebbe bello vedere come se la cavano i vari Brunetta & C. in una classe “scelta” di furie scatenate (pseudo comuniste per giunta), a fare gl’insegnanti.
    Sicuramente farebbero riforme migliori.

Un Trackback

  1. Scritto da Chi è quel coglione che ci crede? - Agora’ di cloro il 22 ottobre 2008 alle 10:04

    [...] di tutto. Noi professori, a meno che di non avere congiunti ricchi sfondati, siamo preda delle peggio bordate che vengono sia da genitori che non accettano di avere figli inadatti ad uno studio liceale (che [...]

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