Dice la collega che, a scuola sua, saranno già uscite una mezza dozzina di circolari sullo sciopero di domani. Che le classi prime entrano dopo, le terze escono prima etc. e che tutti i docenti non scioperanti che hanno la prima devono rimanere a disposizione. Ma, soprattutto, che il preside ha spostato i consigli di classe previsti per il pomeriggio. C’è proprio scritto nella circolare: “I cdc previsti per il 17 sono rimandati al venerdì successivo causa sciopero“.
Quest’ultima cosa ha lasciato molto perplessa la collega che, peraltro, ha il giorno libero di venerdì ma aveva i consigli di classe, appunto, e una volta tolti quelli non le rimane altro lavoro da cui astenersi. Può solo chiamare la scuola per chiedere che, cortesemente, le sottraggano una giornata di lavoro dalla busta paga. Perché a noi ci piace, autoinfliggerci del dolore. Forse è l’unica forma di protesta che ci viene veramente bene.
La collega è andata dal RSU della CGIL a chiedere se era normale, che i consigli venissero spostati. Perché, scusami, ma lo sciopero sarebbe un’astensione dal lavoro volta a creare un disservizio a scopo dimostrativo, giusto? Se tu mi rimandi il lavoro da cui mi devo astenere, che cavolo di sciopero è?
Il sindacalista, sorridente, le ha spiegato: “Ma sai, il preside lo fa allo scopo di fare sentire le colleghe libere di scioperare. Perché quando ci sono i consigli si creano scrupoli, i colleghi. Così, invece, possono scioperare senza problemi.”
Eggrazie. Praticamente, il preside ti permette di regalare una giornata di stipendio allo Stato in segno di protesta senza creare disservizi alla scuola. Fantastico.
L’RSU dei Cobas, mi racconta la collega, pare più ingrato di quello della CGIL, di fronte a tanta delicatezza da parte della presidenza. Ho notizia di un suo vagare sopra e sotto per le scale che conducono agli alti uffici, nella speranza di fare ritirare la circolare che libera gli scioperanti dal lavoro. Senza esito: alle 2 il preside è a mangiare, alle 3 è fuori stanza, alle 4 chissà. E il povero Cobas, sempre più dimesso e con le spalle sempre più curve, macina scale e la circolare è sempre là. Pare, anzi, che il giorno dopo ne sia uscita una nuova, sempre per assicurare il minore disservizio possibile.
Dice la collega che, a questo punto, lei lo sciopero di domani non lo fa. Che se deve regalare dei soldi a Brunetta, preferisce averli tutti in monetine e tirarglieli direttamente in testa. Farseli scalare dallo stipendio in questo modo le pare eccessivo.
Perché, insomma, i diritti dei lavoratori andrebbero difesi innanzitutto sul proprio posto di lavoro. Se un’intera scuola si riassume nelle rampe di scale macinate a vuoto dal dimesso RSU mentre i colleghi mugugnano, sì, ma sempre a bassa voce, portare la stessa scuola a fare la scimmietta ammaestrata col cartello anti-Gelmini – assieme al visto buono del Dirigente Scolastico – davanti a una telecamera non ha grandissimo senso. Non lo intacchi, il sopruso lontano, se non sai prima fare i conti con quello che hai sotto il naso.
Siamo una categoria del cavolo, questa è la verità.
Di sicuro, ci sta capitando una splendida occasione per prenderci le misure e constatarlo fino in fondo.


Sono stato qualche giorno fuori rete e guarda che casino!
Non siete poi una categoria così del cavolo: per ora vi state facendo sentire, ed era ora aggiungerei.
L’ unico rischio, IMHO, è che vi dividano e vi comprino a pezzetti con qualche gentile concessione dall’ alto: d’ altro canto la strategia del divide et impera funziona da mo’.
I sindacati è meglio dimenticarli una volta per tutte: avevano una funzione, non la soddisfano più.
Prima o poi verrà fuori qualcosa di diverso a coprire quelle esigenze, si spera, ma prima ci si rende conto che non sono i sindacati attuali quelli che possono svolgere il ruolo che dovrebbero e meglio è.
Non con questo governo, non con questi sindacati.
Se tenete duro hai visto mai che qualcosa riuscite a cambiarla visto che in Italia funziona così, “arroganti con i deboli, zerbini coi potenti”: me lo immagino che costi e vada contro ogni inclinazione di un insegnante che si rispetti, ma è per un bene più grande perdio!
Io lo spero, che riusciate a infilare a forza un po’ di sale in zucca a questi dementi al governo, ma mi dici *tu* che cacchio ci fai ancora lì, con tutto il mondo fuori che è la tua ostrica?
Puk
PS: un mio amico mi ha fatto partecipe di una sua teoria: secondo lui i politici sanno che l’ italia è avviata ad un lento quanto certo naufragio.
Consci di questo, perchè dovrebbero investire sul futuro?
Puk, direi che c’è intento ed è motivato da una strategia. Hai mai letto l’arte della guerra di Sun Zu? Ecco, quelli del PD non l’hanno letto, gli altri sì.
http://it.wikipedia.org/wiki/L_arte_della_guerra
Sì d’accordo ma a un certo punto c’è da mettere in piedi anche uno sciopero, la conta sulle virtù della categoria ve la potete rateizzare con calma, tanto non scappa. La riflessione ci sta ma possibilmente non per inibirsi, non saprei.
Quanto al sindacatO, nella scuola non so, ma in generale me lo terrei stretto, perché non è da un orizzonte ulteriormente rarefatto e desertificato che si raccoglie di più. La disgregazione già funziona benissimo da sola.
Sì, sono anche d’accordo e, di fatto, sono iscritta al sindacato nonostante moltiiiiiiiiissimo avvilimento.
Però, porca miseria…
non potete fare uno sciopero tecnico apposta per impedire i cdc? cioè fissandolo il giorno/ora fissati dal preside, e se lui sposta spostate anche voi ecc?
Scusa, ma come credi che succeda da tutte le altre parti?
Lo sciopero serve per rimandare le attività, non per non farle.
Se si sa che c’è uno sciopero, si rimandano le riunioni, si spostano le scadenze eccetera… È questo il disagio. Pensate che facendo sciopero il giorno di un consiglio di classe questo non venga fatto per l’eternità?
È come se io dovessi scrivere del codice un giorno e faccio sciopero quel giorno, il codice non lo scrivo mai più! Mi sembra senza senso.
Ma, visto che di solito sono abbastanza d’accordo con quello che scrivi, forse ho capito male.
Zuck, a me risulta questo:
“nel caso di riunioni pomeridiane previste nel calendario della scuola (collegio docenti, consigli di classe, di interclasse ecc,), non è possibile rinviare la convocazione prima dello sciopero.”
http://www.cobas-scuola.it/varie/comun.scuole%20sciopero%2025_11_2005.html
E un cdc non è uno scrutinio, quindi non è necessaria la presenza dell’intero consiglio per farlo.
Se poi si appura che è il caso di riconvocarlo, lo si riconvoca. Ma non può essere deciso a priori, pena svuotare lo sciopero stesso di significato. Così la vedo io.
Già. Comunque è molto importante il numero di aderenti allo sciopero, è quello che garantisce maggiore peso ai sindacati in sede di contrattazione. Credo che l’adesione sia utile anche nel caso non comporti particolari disagi.
Infatti, non si potrebbe spostare un consiglio in un giorno di sciopero. Lo fanno perché nessuno si impunta su queste cose ( e su altre pure).
Condivido l’ultima riga del tuo post.
Sulle cose scritte prima, hai detto già tutto tu.
Quel che vedo, dalle mie parti, non è incoraggiante…
Purtroppo con la regolamentazione, precettazione e porcate varie lo sciopero e’ diventato solo uno strumento per far risparmiare una giornata di stipendio al datore di lavoro.
Chi puo’ arrecare un danno non puo’ scioperare, gli altri recuperano con straordinari non pagati…
Ed intanto l’italia va in malora e la colpa ricade sempre su quegli stessi lavoratori a cui viene impedito di migliorare le cose.
D’altronde se la maggioranza degli italiani crede ancora alle sparate di quel “puffone” che abbiamo mandato al governo ce lo meritiamo solo, forse arrivare il piu velocemente possibile al disastro totale potrebbe non essere un male.
Io vorrei chiedere ai miei “colleghi” commercianti contenti di questo governo , e purtroppo ne sento tanti, a chi pensate di vendere se grazie a voi la gente non arriva a fine mese ?
Credete veramente alla versione ufficiale della crisi economica dovuta allo statale che ruba lo stipendio ?
Come sempre sono con te.
Questo paese ha piu di tutto bisogno di una scuola che funzioni, e questo governo sta facendo quello che fanno tutte le dittature, mantenere il popolo nell’ignoranza aiuta a conservare il potere.
I cortei e gli scioperi di oggi mi hanno rincuorato: allora la gente non è ancora del tutto anestetizzata!!!
Oggi a Milano eravamo in 50000!!
Lia, dai un’occhiata a quest’iniziativa messa in piedi da alcuni studenti di arabo dell’Università degli Studi di Milano…mi è piaciuta molto!!
Meno male che c’è ancora qualcuno che si rimbocca le maniche…e pensa a qualcosa di nuovo…
Al-Jarida – giornale itarabo
http://www.aljarida.it/aljarida/aljarida.php
Per scaricare il giornale: http://www.medinaterranea.org/public/aljarida_N_0.pdf
Buona serata a tutti!
Bene@
A Roma circa 300.000 e pioveva pure.
Il tuo preside è una perla d’uomo!
Ti rimanda il lavoro per assicurare il servizio.
Personaggio non unico, purtroppo.
Il nostro paese è pieno di questi soggetti che acquisiscono “gli utili”, provenienti dalle conquiste sociali, frutto delle lotte dei lavoratori con la contro-parte, anche se il loro contributo è stato assolutamente contro-producente.
E’ il classico “Armiamoci e partite!”, o ancora peggio “Sono d’accordo, condivido la tesi ma….”.
Sono persone che non si espongono mai, che non rischiano nulla, personaggi che ti fanno sentire un diverso, perchè io lotto, io scendo in piazza, io rischio la carica dei PS, e loro, se da tutto questo ne viene qualcosa di buono, sono i più rapidi e veloci a trarne dei vantaggi.
Bisognerebbe distribuire gli utili solo tra quelli che hanno lottato, purtroppo non è così.