Appuntamento con collega per mangiare in riva al mare e parlare di scuola e sfogarci tanto. Collega della Gilda, peraltro, sindacato certo discusso ma comunque pieno di virtù.
Trenette al pesto, altra collega che passa e si ferma. Parliamo. C’è il sole. C’è il Vermentino. C’è stress accumulato a pacchi. Ci si scambia copie di circolari antisindacali, copie di lettere protocollate, aneddoti su piccoli e grandi soprusi e storie ai confini della realtà. La collega costretta a fare protocollare copia dello scontrino degli assorbenti. La collega che chiede al consiglio di classe di non parlare tutti assieme, ché sennò non riesce a fare il verbale, e si ritrova aggredita a urla e insulti dallo stesso professore che, un attimo prima, si indignava per quanto erano incivili i suoi alunni. La collega in pieno burnout che vede il preside e ha i conati di vomito e non scherza, uno di questi giorni vomita in corridoio. Ordiniamo del dolce. Ancora Vermentino. Telefona il collega di Storia, ci chiede dove siamo, ci raggiunge.
Si parla di riforma, si discute, si mette pace tra la Gilda e la Cgil minacciando il suicidio se non la piantano immediatamente di ringhiarsi. Ormai è pomeriggio. Altro Vermentino. Gira del Limoncello. Si elaborano piani di attacco, ci si descrive sindacalisti, ci si interroga su avvocati esperti in cose di scuola con cui consultarsi. Si frigna un po’. Si ride assai, preferibilmente di se stessi.
E poi c’è questo sole che scalda ancora, questo mare di Sturla con le onde grosse, la sabbia. Dice: “Faccio due passi in riva al mare”. Scende le scalette, tocca la sabbia, si toglie scarpe e calze. Cammina in riva al mare e le onde sono bellissime. Si rimbocca i pantaloni fino a sopra al ginocchio. Si bagna i piedi. Le caviglie. E poi non le importa più di cosa si bagna, e i pantaloni sono zuppi ma chissenefrega, si spoglierebbe intera e si butterebbe in acqua ma poi la arresterebbero, ché non ci ha manco il costume e non si può, e allora se ne sta lì, a bagnarsi i pantaloni e a respirare il mare e a togliersi di dosso lo stress, il malessere, questo anno scolastico che è appena iniziato e già non se ne può più e come ci arriveremo, a Giugno, chi diavolo lo sa.
Mature professoresse che zompettano in riva al mare di Ottobre, tra un’onda e l’altra, sulla spiaggia di Sturla. Prendendo a calci la sabbia.


Dai, sarà incinta la collega che vomita in faccia al preside. Non è mica così facile vomitare alle cose che ci repellono. E’ una forma di difesa a protezione del feto, non della prof.
No, te lo giuro. Vomita davvero. Le prof so’ sensibili.
Pensa se tu fossi ancora a Milano. Orfana, con la sola compagnia dei tuoi nuovi tutori Gelmini e Brunetta, nella cucina di Via Solari.
Dove saresti andata a zompettare per toglierti lo stress?