Ritrovo, da Femminismo a Sud, il solito e poliedrico Miguel Martinez, stavolta inserito nelle relazioni preferenziali di un mirabolante sito Antifemminista, dedito a denunciare come bugiarde le donne vittime di stupri.

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Il sito merita una visita, ché riescono ad apostrofare come “piccole bugiarde” persino bambine di 4 anni. Quanto al Martinez, Femminismo a Sud lo definisce generosamente: “destrorso da campi antimperialisti, quelli che si intrufolano negli ambienti di sinistra con la scusa che appoggiano la resistenza iraquena e palestinese“.

Altro che intrufolarsi: io me la sono ritrovata direttamente in camera da letto, ‘sta pantegana, prima come falso sostenitore della mia vicenda divorzile (per poi spiegare al mio ex che si era finto tale “per controlllare cosa facevo“). Poi (e contemporaneamente) come cantore delle mie gesta da letto nella mailing list del Campo Antimperialista dove spediva email a decine dandomi, il cielo sa perché, della puttana in ognuna di esse, a livelli che mi sono stati raccontati come ossessivi e che mi affascinano, visto che sono email spedite a gente di cui ignoro persino l’esistenza. Poi come complice della nota operazione di Magdi Allam, da lui osteggiato in pubblico e sostenuto in privato per convenienza e perché obbligato a farlo, ché i tipi loschi sono pure ricattabili e, di conseguenza, capaci di qualunque cosa. Infine, con i suoi mille nick di fantasia (nel mio caso Ahmed er Camellaro) andando a frugare nei miei vecchi post pubblicati su Grazia per dimostrare solo lui sa cosa. Che con l’ex ci ero andata a letto, direi, cosa evidentemente capace di colpire all’inverosimile la morbosità di ‘sta servetta del web.

Qualcosa di più e qualcosa di meno di un semplice destrorso, quindi. Un tizio incapace di contenere l’infinita mole di fanghiglia che cova dentro e quindi, obbligato a spargerla sui malcapitati che ci incappano.

Fa da ispiratore a ‘sto mirabolante Anti-Feminist Online Journal? Non mi stupisce. Qua l’abbiamo vista in diretta, la sua subdola misoginia da viscido pretonzolo, e ancora non abbiamo finito di raccontarla.

Il fatto, poi, che spesso e volentieri si celi dietro nomi di donna, quando fa le sue bravate “coperte” sul web (vero, Francesca Russo?) lo lasciamo all’interpretazione di qualche aspirante Freud. Io, una mezza idea sul perché di tale bizzarra scelta, per un misogino, me la sono fatta.

(Sì, lo so, non sta bene fare ‘sti post, ma è che mi fa proprio ribrezzo, quello là.)