A proposito di boicottaggio a Israele

BDS boycott produits israel

Segnalo il post di Paola Caridi, che si conclude con queste sante parole:

Una cosa, però, va detta, quando si vuole interpretare la campagna di boicottaggio che preme per la fine dell’occupazione dei Territori palestinesi. La campagna – che si sia o meno d’accordo con la pratica del boicottaggio – dona di nuovo alle parole e al linguaggio giuridico-politico il suo significato. Occupazione, illegalità, mancato rispetto del diritto internazionale e delle convenzioni sono termini che da tempo venivano usati in ambiti formali, senza che vi fosse ormai un rapporto tra l’uso e il significato. Parole svuotate, tanto svuotate quanto lo sono “processo di pace” e ”tavolo negoziale”. La campagna di boicottaggio ha oggettivamente gettato un sasso nello stagno di un conflitto che trova in questo particolare status quo il suo altrettanto singolare equilibrio. E ha fatto ciò che facevano i jongleur, qualche secolo fa. Ha detto che il re è nudo. Ce n’eravamo dimenticati.

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4 Commenti

  1. Pubblicato 30 maggio 2010 alle 23:22 | Link Permanente

    e il bello che lo stagno è esploso perché subito sono saltati in aria i paladini d’Israele

    un delirio d’articoli fuori misura e incredibili, che ha decretato il successo della campagna

    comunque è sempre bello vedere che, in queste occasioni, anche quelli che la menano con la correttezza dell’informazione e con l’etica e stic…. cedono di schianto ogni parvenza di correttezza per menare il saladino

  2. Broccoli
    Pubblicato 31 maggio 2010 alle 16:10 | Link Permanente

    Quale antiemetico può permettere di sentire questo?

    “Pensare che tutto avvenisse senza una reazione di una qualche natura era una dilettantesca interpretazione di chi ha provocato questa vicenda – ha dichiarato il vice di Frattini – Mi pare che sia in atto una voluta provocazione per vedere fino a che punto Israele reagisce. Poi, sul merito della reazione israeliana, non do giudizi.”

  3. Lucrezia
    Pubblicato 31 maggio 2010 alle 16:59 | Link Permanente

    Figuriamoci, Frattini.

    Negli ultimi 10 anni è maturata in me l’impressione che i politici italiani ignorino le dinamiche mediorientali, nel senso che non ne siano proprio a conoscenza. Ho anche il forte sospetto che, se si chiedesse ai politici nostrani dove si trovi la Palestina, molti darebbero una risposta errata.

  4. Pubblicato 31 maggio 2010 alle 18:58 | Link Permanente

    disgustosi in parecchi, nella mia personale classifica vince mantica seguito a poche incollature da ilpost.it, che cerca di darsi un tono ma non riesce a nascondere che emnte sapendo di mentire per difendere l’aggressore

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