“Una delle più intelligenti iniziative della gestione Berlinguer (anche
Berlinguer ha fatto qualcosa di intelligente) è stata quella di
eliminare la dizione “esame di maturità” sostituendola con quella
molto più chiara e concreta di “Esame di stato conclusivo dei corsi di
studio di istruzione secondaria superiore”. Cioè un esame che non si
propone di certificare la “maturità” (e che sarai mai?) di una
persona, ma solo di appurare se ha compiuto con profitto un certo
corso di studi, acquisendone le conoscenze e le competenze basilari.

Insomma, se uno sa, è promosso, se uno no sa, non è promosso.

Poi, certo, è ripreso il delirio; come quello di promuovere una
perfetta analfabeta perché, chissà, forse quando avrà 40 anni sarà
matura pure lei…”

Questo l’ha scritto un prof che stimo molto su it.istruzione.scuola.

E un altro, intervenendo nello stesso thread sotto lo sfogo di una collega, racconta: “Se ti puo’ consolare, comunque, sappi che ci
sono ispettori in giro qui da noi giusto per
evitare che allievi impresentabili – gia’
bocciati l’anno precedente – vengano
nuovamente e giustamente fermati dopo tre
scritti inguardabili.”

Con chiunque io parli, pare che stia andando per la maggiore un clima da sanatoria generale, con presidenti che ti fanno alzare i voti, presidenti che scelgono le materie più facili per le terze prove e via dicendo.
Poi, certo, con la maturità di quest’anno i presidenti possono tranquillamente evitare di assistere agli orali e di rendersi conto di persona di chi siano i miracolati…

Avvincente, lo Stato che ti esorta a commettere falsi in atto pubblico affinchè il ministro possa farsi bello davanti agli elettori.

Quasi quasi, prima di andare in Egitto faccio un po’ di casino…