In Egitto, i fornai che vendono il pane statale, ovvero quello a prezzo speciale o ‘sussidiato’ che dir si voglia, li riconosci perché normalmente hanno poco più di una finestrella che dà sulla strada, magari con tanto di sbarre, e sotto la finestrella se ne sta sempre appeso, o accampato, un gruppetto di gente che, in realtà, fa la fila.
“Che ci fa, lì, quella gente?” “Compra il pane” “Il pane??” Perché non sembra una panetteria, quella roba là, e le panetterie egiziane ti erano sempre parse normalissime, fornitissime e onnipresenti, e ci metti un po’, a capire che quello è un altro circuito e che c’è la farina a prezzo di sussidio, appunto, con apposito libretto che certifica il tuo diritto a comprarti la pagnotta a 5 piastre, un centesimo di euro.
Adesso leggo ciò che racconta Paola Caridi e non ci voglio manco pensare, alle code che devono esserci sotto quelle finestrelle.
Era da un po’, che non mi affacciavo su ciò che avviene da quelle parti. Ma è che la nostalgia non mi si è alleggerita di un milligrammo, in questi due anni da quando sono rientrata, e non c’è “ricostruirsi l’esistenza” che tenga: io vorrei tornare giù.


Mi spiace che tu debba vivere questa saudade egiziana.
Un giorno ci tornerai, nella tua Cairo.
Un bacione
ma perchè noi italiani quando andiamo in contatto con altre culture ci becchiamo la nostalgia perenne??? anch’io non so cosa pagherei per tornare di corsa in altro lido e una mia amica spasima per ritornare in africa, e un’altra se potesse scapperebbe di nuovo in bici a barcellona…insomma, il creativo che a suo tempo inventò lo spot per la costa crociere, non ha fatto un lavoro immane..solo un pò di psicologia per noi, popolo di eroi, santi e NAVIGATORI (e sognatori..)RIMESCOLIAMO LE CARTE ED ANDIAMOCENE DOVE PIU’ CI SENTIAMO IN SINTONIA, CRIBBIO!!!
Posso dirlo Lia? Si parla (anche) di te oggi alla Radio Svizzera Rete Uno, dalle 13.00 alle 13.20. Per l’ascolto: http://www.rtsi.ch ; per il riascolto: http://www.rtsi.ch/podcast.
Sarà perché la pacchia durerà ancora poco…
http://www.wallstreetitalia.com/articolo.aspx?art_id=563571
e perché pupone e pupina non han mai volato e la loro mamma ha vinto (speriamo!) la paura di volare, ma fra due settimane si fa un viaggetto da quelle parti…
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Vai in Egitto, Silviù? Se vuoi chiedermi dritte prima di partire, fa’ un fischio.
Che bello! ritorni a casa (Egitto).
Un mio amico, non so se ancora vivo perchè lo conobbi che era già messo molto male 30 anni fa, da malattie africane, mi raccontava le sue vicissitudini lavorative in Africa, in mezzo al Sahara, per settimane e mesi.
Malgrado le sue precarie condizioni di salute, mi parlava della voglia d’Africa, di ritornare in quelle immmensità di silenzio, di pace e di pericolo continuo.
L’Africa è così….o la ami, o la odi, e se la ami torni. Sempre.
A me basterebbe tornare a Genova,anche se in un quartiere diverso e con vita diversa…ehm….ognuno ha le sue, di radici.
Quella farina sussidiata da dove viene?
http://www.newsfood.com/Articolo/International/2008-03/20080320-Egitto-misure-emergenza-crisi-pane.asp
http://www.university.it/notizie/vedi_notizia.php?COD_NOTIZIA=32197