Da Antonio:
Cosa c’è da dire ancora? A un certo punto mi ero riproposto di parlare di palestina rifacendomi ad articoli datati e impolverati, a cronache e riflessioni già sedimentate, quasi ad erigere un’impalcatura stabile di fronte ad un discorso presente sempre più disgregato, approssimativo, rozzo ed involuto.
Penso che questa sia anche la ragione per cui di fatto abbiamo finito per evitare di parlarne del tutto, di quello che accade lì. Ogni volta pare, sbagliando, di dover trovare parole nuove, più profonde, neutrali ed accattivanti per riproporre un argomento su cui si è detto a vuoto tutto. Rendere accettabile e comprensibile quello che dovrebbe essere ovvio. Ed è il segnale che si è messi spalle al muro e si arretra.
Sì, si arretra. C’è un momento in cui non ne puoi più e sai solo che è malato e perverso ciò che accade, come è perverso chi fa da retroguardia ai massacratori agitando fantocci sul “diritto di Israele ad esistere” e sulle bandiere bruciate e pretestuose cazzate simili per distrarre la gente e non farle dire l’unica cosa che c’è da dire: “Assassini.” E’ perverso fare retorica mentre tutto ciò che c’è da vedere è una popolazione, quella palestinese, privata del semplice diritto a vivere, ed è una perversione ormai inconsapevole, incapace persino di senso del ridicolo. Come il tizio che, l’altro giorno, accusava Suzukimaruti di volere “disumanizzare i carnefici“. Come se fosse un atto censurabile, “disumanizzare i carnefici”. E lo diceva sul serio, ‘sto tizio. Convinto. Perché, appunto, qui si tratta di perversione, non più di pensiero.
Assistiamo a un massacro prevedibile e previsto, atteso fin dai tempi dello sgombero dei coloni da Gaza e preceduto da smaccatissime strategie di marketing della carneficina che sono andate in onda sotto il naso dell’opinione pubblica mondiale senza che si riuscisse a smontarle, senza nemmeno volerlo fare.
Da Leonardo:
La trasformazione di un popolo in un movimento islamico con la certificazione internazionale di terrorismo ha portato agli israeliani almeno un vantaggio: oggi si bombarda Gaza a cuore più leggero rispetto a qualche anno fa.
Certo. E lo sapevamo tutti, che così sarebbe stato. Solo che non è servito a niente, saperlo. Così, da una parte c’è chi “combatte il terrorismo” a colpi di crimini contro l’umanità e, dall’altra, c’è chi plaude alla dignità, alla posa plastica che assume il palestinese mentre muore, certo, ma di una bella morte a testa alta. E’ una perversione che si alimenta della stupidità di chi ci abbocca, questa. E che amplifica il senso di inutilità di chi, come me, non trova più parole e sente solo nausea.
La vignetta l’ho presa dal blog di Laila che esprime, con meno parole, il mio stesso scoramento, il mio disgusto. Laila è ormai la moglie di un ragazzo palestinese che i lettori più vecchi di questo blog ricorderanno: lo raccontai in un post che mi valse un coro di accuse di antisemitismo, il mio incontro con lui. E’ passato un sacco di tempo, già. E un sacco di stanchezza, soprattutto. Suppongo che Israele si alimenti anche di questa stanchezza: i modi di uccidere sono parecchi, e l’uccisione delle coscienze non è che uno dei tanti aspetti delle guerre. Non sono solo in Palestina, le vittime di Israele.
Provo un senso di inutilità infinito.
P.S. Vedi anche “Israele ha sempre ragione”
P.P.S. Comunque, su Apriti Sesamo (lista seria, a scanso di equivoci) sta circolando una raccolta di fondi. La riporto anche qui sotto:
Gentile Dottore,spinte dalle notizie che anche lei ci ha trasmesso, con la dr. Tavassi La greca, presidente del Laboratorio Interculturale La Lucerna, abbiamo dato il via a una raccolta di fondi per aiutare gli abitanti dei territori occupati. Prima di fare questo abbiamo preso contatto con S.E. mons. Chacour, arcivescovo melchita della Galilea, che ci ha assicurato di poter provvedere al loro giusto impiego in quella zona, dove ci ha detto che mancano i mezzi per la sussistenza e ci ha pregato, se possibile, di fare avere loro questi aiuti nei prossimi dieci giorni.Mi permetto di chiederle se può far conoscere questa iniziativa mediante la mailing-list. Le allego la lettera di mons. Chacour e i dati bancari suoi e miei per eventuali contributi.La ringrazio fin da ora e le faccio i migliori auguri per il prossimo annoAnna Maria Cagiano de Azevedo
Conto mons. Chacour in Israele:
BANK LEUMI LE ISRAEL B.M
SWIFT CODE: LUMIILITXXX
TO CREDIT: ARAB ISRAEL BANK-794 BRANCH
Account no: (1900 /06)
Branch: (032) – Ibillin 30012, Israel
Routing no: (034)
Ben, Name: Mar Elias Educational Institutions



Il filo del discorso « malingut
[…] qui il miglior post sulla vicenda. Seguite tutti i link, è un consiglio. Il più illuminante è […]
Gia’ , Fini ha detto che chi brucia bandiere israeliane è come hamas . Ma chi uccide centinaia di persone in rappresaglie pazzesche a chi assomiglia ?
Carlo, la gran parte del mondo occidentale pensa che i poveri israeliani hanno il diritto di difendersi… hanno gli occhi foderati di materassi a molle; spero che non debbano svegliarsi in maniera tragica per un allargamento a tutte le nazioni vicine… mica siamo poi tanto lontani noi.
Lia, in me non si assopisce l’indignazione; anzi più gli israeliani aggrediscono i palestinesi e più mi decresce il desiderio di capire le ragioni israeliane. Mi sento solidale solo con quella parte di israeliani che lavorano per cambiare le cose…peccato che sia proprio una minoranza piccola piccola… ma è gigante al mio cuore. Immagino che non sia facile il loro vivere quotidiano asserendo verità che per tutti quelli che li circondano risultano eresie.
lia di chi è la vignetta?
non si riesce a capire
ciao georgia
Non lo so, Georgia. Stavo cercando di capirlo pure io.
trovato il nome del vignettista è il palestinese Alaa Allagta, ne ho postato ora una bellissima vignetta con una traduzione un po’ forzosa
geo
Strada Maestra « Cometa Periodica
[…] qui , qui e qui ci sono degli ottimi post a […]
Sono rimasta basita dalle dichiarazioni di Adriano Sofri a “Repubblica”, che è dispiaciuto sì per la morte di tanti bimbi palestinesi, ma fondamentalmente giustifica Israele.
Sono letteralmente senza parole!
Cara Lia, visto che hai toccato l’argomento raccolta fondi per il popolo di Gaza, vorrei informare l’ampio pubblico di questo blog che Islamic Relief Worldwide ( Sito web: http://www.islamic-relief.com (mondiale) e islamic-relief.it (sez. italiana) è tra le poche ONG presenti sul campo a Gaza, con uffici (e conti correnti)sia a Gaza che in Cisgiordania. Un nostro operatore, Hatem Shurrab sta pubblicando a puntate sul sito BBC news un diario da Gaza, Islamic Relief sta distribuendo medicine, macchinari medici (al principale ospedale di Gaza, l’ospedale “al Shifa’a”, oltre che agli ospedali minori di Gaza), cibo, depuratori per l’acqua, coperte sin dai primi giorni dell’attacco israeliano Negli ultimi 3 giorni abbiamo portato a Gaza 3 ambulanze ICU (Intensive Care Unit), distribuito 48.000 kg di latte in polvere, e abbiamo rifornito i rifugi UNRWA dove ormai sono ammassati centinaia di persone che hanno perso la casa (in prevalenza donne e bambini). Alcuni familiari del nostro personale sono stati uccisi ed il nostro personale rischia la vita ogni giorno sotto le bombe e le sparatorie per portare gli aiuti ovunque sia richiesto. Grazie a convenzioni con l’ONU, la Croce Rossa, la Mezzaluna Rossa e l’Organizzazione Mondiale della Sanità riusciamo a portare dentro Gaza tutti gli aiuti che grazie a tanti donatori stiamo riuscendo ad acquistare. Mi appello a tutti coloro che non vogliono semplicemente assistere impotenti a questa carneficina a donare. Anche pochi euro possono fare la differenza. Come sezione italiana di Islamic Relief vogliamo arrivare a 60.000 euro per comperare un’ambulanza ICU, inoltre vorremmo comperare un’incubatrice per bambini (in questi giorni tra l’altro a Gaza si stanno registrando numerosissimi parti prematuri) che costa circa 10.000 euro. Poi ci sono le razioni di cibo da 60 euro ciascuna, composte da farina, carne in scatola, pesce in scatola, fagioli, acqua potabile, (ogni pacco cibo è pensato per sfamare una famiglia per un mese) Il nostro sito è http://www.islamic-relief.it e si può donare sia attraverso internet con paypal sul nostro sito, sia attraverso il cc postale: Islamic Relief c/c 24024002, conto bancario: BNL- Islamic Relief Iban: IT68M0100501614000000013970.CAUSALE: EMERGENZA GAZA 2009
Grazie per lo spazio, grazie a tutti coloro che doneranno.
Paolo Gonzaga
Direttore sez.italiana di ISLAMIC RELIEF
Islamic Relief è un’organizzazione umanitaria internazionale per lo sviluppo, presente in oltre 30 paesi, che mira ad alleviare le sofferenze dei più poveri senza distinzione di credo religioso, nazionalità, razza, gender. Opera con programmi di soccorso d’emergeza, programmi di sviluppo (micro-crediti senza interesse, progetti su acqua e sanità, alimentazione, adozioni a distanza).