Post ad uso della chiave di ricerca “depilazione araba zucchero e limone”, gettonatissima su questo blog.

Dunque: si prende un giorno di pioggia, ci si guarda il cosciotto e si esclama: “Mioddio, ma è peloso!” Per un attimo, dinanzi al vostro sguardo smarrito si materializzeranno immagini di pescatori di corallo che fuggono in preda all’orrore, ma niente paura: la ceretta egiziana è qui per aiutarvi ed Haramlik vi spiega come si fa.

Si compra la ceretta, innanzitutto. E’ una cosa così:

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Io ne ho comprate un po’ di scatole al supermercato, l’ultima volta che sono andata al Cairo, ma secondo me si trova anche nei negozi di cose arabe di qui. Poi c’è chi se la fa in casa ma deve essere una cosa appiccicosissima da preparare, e comunque io non la so fare. Compriamola, dunque. E poi si mette il contenitore per un po’ a mollo in acqua calda, per ammorbidirla il giusto per poterne prendere un pezzo senza usare lo scalpello.

Quando sarete finalmente riuscite ad avere un pezzo di cera tra le mani, lo iniziate a impastare tra le dita per ammorbidirlo ancora di più. Bisogna ottenere una cosa spalmabile ma anche abbastanza solida per strapparla via, poi. Nessuno vuole rimanere con una crema al mou sul cosciotto. Deve venire una striscia tipo questa:

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Sì, mi rendo conto che non si capisce molto, ma vorrei vedere te a fotografarti il cosciotto col cellulare e le mani piene di cera mentre fuori piove e non c’è luce. Ve la spalmate sul pelazzo, comunque.

Una volta spalmata, la si prende da sotto e si tira con goduriosi piccoli strappi calibrati. Ad ogni strappetto la si arrotola, tipo così:

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Alla fine si presenta così, l’ultima fase dell’arrotolamento di ceretta:

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E poi si ricomincia in un’altra zona e così via.

Il trucco sta nel mantenerla spalmabile ma non molle: se si ammorbidisce troppo la si mette un po’ in frigo e poi si ricomincia, per dire.

E funziona, non c’è storia: mille volte più efficace dell’Epilady e infinitamente meno laboriosa della ceretta normale. ‘Sta palletta te la puoi portare ovunque e usare su due piedi in qualsiasi circostanza. Furbissima, è.

E questo blog non ha un cavolo da fare, finché non smette di piovere, e se qualcuna si volesse mettere dei bigodini in diretta, chennesò, qui ne seguiremmo volentieri la cronaca.

E sennò qui si esce, senti, a costo di farci i vicoli in barca. Non se ne può più, di domenica casalinga.