Venghino, bambine: lezione di depilazione masri

Post ad uso della chiave di ricerca “depilazione araba zucchero e limone”, gettonatissima su questo blog.

Dunque: si prende un giorno di pioggia, ci si guarda il cosciotto e si esclama: “Mioddio, ma è peloso!” Per un attimo, dinanzi al vostro sguardo smarrito si materializzeranno immagini di pescatori di corallo che fuggono in preda all’orrore, ma niente paura: la ceretta egiziana è qui per aiutarvi ed Haramlik vi spiega come si fa.

Si compra la ceretta, innanzitutto. E’ una cosa così:

ceretta1.jpg

Io ne ho comprate un po’ di scatole al supermercato, l’ultima volta che sono andata al Cairo, ma secondo me si trova anche nei negozi di cose arabe di qui. Poi c’è chi se la fa in casa ma deve essere una cosa appiccicosissima da preparare, e comunque io non la so fare. Compriamola, dunque. E poi si mette il contenitore per un po’ a mollo in acqua calda, per ammorbidirla il giusto per poterne prendere un pezzo senza usare lo scalpello.

Quando sarete finalmente riuscite ad avere un pezzo di cera tra le mani, lo iniziate a impastare tra le dita per ammorbidirlo ancora di più. Bisogna ottenere una cosa spalmabile ma anche abbastanza solida per strapparla via, poi. Nessuno vuole rimanere con una crema al mou sul cosciotto. Deve venire una striscia tipo questa:

ceretta.jpg

Sì, mi rendo conto che non si capisce molto, ma vorrei vedere te a fotografarti il cosciotto col cellulare e le mani piene di cera mentre fuori piove e non c’è luce. Ve la spalmate sul pelazzo, comunque.

Una volta spalmata, la si prende da sotto e si tira con goduriosi piccoli strappi calibrati. Ad ogni strappetto la si arrotola, tipo così:

ceretta3.jpg

Alla fine si presenta così, l’ultima fase dell’arrotolamento di ceretta:

ceretta5.jpg

E poi si ricomincia in un’altra zona e così via.

Il trucco sta nel mantenerla spalmabile ma non molle: se si ammorbidisce troppo la si mette un po’ in frigo e poi si ricomincia, per dire.

E funziona, non c’è storia: mille volte più efficace dell’Epilady e infinitamente meno laboriosa della ceretta normale. ‘Sta palletta te la puoi portare ovunque e usare su due piedi in qualsiasi circostanza. Furbissima, è.

E questo blog non ha un cavolo da fare, finché non smette di piovere, e se qualcuna si volesse mettere dei bigodini in diretta, chennesò, qui ne seguiremmo volentieri la cronaca.

E sennò qui si esce, senti, a costo di farci i vicoli in barca. Non se ne può più, di domenica casalinga.

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Comments Closed

25 Commenti

  1. Pubblicato il 8 giugno 2008 alle 18:58 | Permalink

    domanda: non c’e’ una controindicazione per le mosche? No, sai com’e’ lo zucchero…

  2. Pubblicato il 8 giugno 2008 alle 19:03 | Permalink

    Sì, infatti è anche un portentoso moschicida, ideale per le serate d’estate a cena sui Navigli, a Milano.
    L’effetto è esteticamente bizzarro, ma funziona.

    (Bisogna avere tanta pazienza, coi commenti maschili…)

  3. old
    Pubblicato il 8 giugno 2008 alle 22:56 | Permalink

    Dopo quante applicazioni la ceretta diventa una palla di pelo?

  4. Pubblicato il 9 giugno 2008 alle 07:39 | Permalink

    Dipende: se la usa un fidanzato irsuto, anche subito.
    Nel mio caso, dopo moltiiiiiiiiiissime.
    Ovvio. :)

  5. Pubblicato il 9 giugno 2008 alle 10:41 | Permalink

    Fantastico questo post…mi fa inevitabilmente tornare indietro a un bambino col moccio (e forse anche una “bambina”?!).
    Pare che si possa preparare la versione casalinga ottenendo un caramello appena dorato con due parti di zucchero e una di succo di limone. (Da far raffreddare completamente e da preparare con largo anticipo).
    Che io sappia, in Egitto molte donne lo fanno raffreddare su superfici dure e fredde, come i pavimenti.
    Girovagando in rete si trovano lodi di tutti i tipi per questa ceretta masria praticata perfino nei centri estetici (assaggiabilità del prodotto, compatibilità con la fragilità capillare, risultati a lungo termine…)
    Mi è venuta la curiosità di provarla, a questo punto

    ps: ora però, a completare il quadro, ci vuole un post anche sulla depilazione col filo!;)

  6. Pubblicato il 9 giugno 2008 alle 10:44 | Permalink

    ah, che gente poco informata! ;)

    su questo link

    http://members.cox.net/ahmedheissa/rechalaw.htm

    trovate la ricetta per farla in casa. sì, vabbeh, è in inglese ma che vi frega?

    saluti

  7. um Omar
    Pubblicato il 9 giugno 2008 alle 11:45 | Permalink

    porcazozza non la trovo…quando ero in giordania in famiglia la facevano direttamente loro in casa, ci ho provato, ma il risultato era più gastronomico che epilatorio

  8. Pubblicato il 9 giugno 2008 alle 12:24 | Permalink

    *ULTIMORA*
    Le cheerleader [ovvero le mie colleghe] mi comunicano che nei lussuosissimi Hammam meneghini dove dilapidano lo stipendio è la depilazione piu’ chic del momento.
    E se lo dicono loro, profetesse del trend, ci si puo’ credere.

  9. Pubblicato il 9 giugno 2008 alle 13:28 | Permalink

    Rudi ed impavidi pescatori di corallo adusi a fronteggiar squali che fuggono di fronte alla ricrescita. credo che ridero’ fino a ferragosto!!!

  10. passante
    Pubblicato il 9 giugno 2008 alle 13:31 | Permalink

    Uffa Lia.
    Noi volevamo la halawa e tu ci insegni il masri. Ma diamine, comprarla al supermercato, che diamine di egiziana occidentale sei?
    Zucchero e limone, esigiamo, sennò continuiamo a tormentarti con Google.

    (Ma come mai sta smania da beauty farm? C’entrerà mica il pescatore di coralli? Ehhh….)

  11. Laura
    Pubblicato il 9 giugno 2008 alle 19:20 | Permalink

    la ho fatta giusto ieri la halawa, dallo stesso barattolino della foto, giallo pero’.
    sai come e’, il compagno masri e’ viziato dalle donne masri che si depilano tutto, ma proprio tutto, e io mi adeguo. E’ che al primo tentativo dall’estetista mi sono sentita un po’ imbarazzata a stare li, il posizione ginecologo di fronte alla tizia che pazientemente, mi martoriava… eppoi anche lei era un tantino schifata, che loro sono abituate alle superfici lisce (leggi circoncise) e noi labbrute le disgustiamo un po’ mi sa.

    Comunque, oramai mi sono impratichita e i risultati sono decenti, non fosse per la vescica sul pollice che inevitabilmente mi viene e per i lividi sui polpacci, pure a quanto pare inevitabili. Le braccia pero’ sono un portento e le ascelle a prova di cannottiere (che comunque dove sto non posso portare.
    Con la fatla penso di cimentarmi sulla faccia del masri, che in qualche dovra’ pure sperimentare quello che noi si passa ;-)

    L.

  12. Pubblicato il 9 giugno 2008 alle 19:34 | Permalink

    In effetti, per una depilazione integrale non esiste sistema migliore, specie se non si vogliono condividere certi momenti con l’estetista.
    Sulla circoncisione, ho sempre avuto la stessa sensazione. Del resto, non è un caso se è un’usanza tanto ostinata: nessuna vuole che la propria figlia ispiri disgusto…

    Quanto ai lividi: sì, qualcuno anch’io. Non è vero che non si rompano i capillari, anzi. Però i vantaggi del procedimento compensano ampiamente.

    Sul filo: no, io sono contrarissima. Perché a furia di passarti questo coso sulla faccia, dove nessuna donna normale ha mai avuto un pelo, finisce che te li fanno venire. Del resto, è anche questione di buon senso: non esiste pratica inutile fatta sul corpo che non faccia male, alla lunga. E nessuna di noi ha bisogno di farsi passare un filo in faccia, checcavoli.
    E anche se lo limiti solo alla zona delle sopracciglia, è violento e provoca feritine, a volte, che non ho mai visto sbucare con le pinzette.
    Nah, il filo non mi vede più, giuro.

  13. katia
    Pubblicato il 9 giugno 2008 alle 20:31 | Permalink

    per noi ignoranti: qualcuno mi spiega in che senso una superficie è “liscia” e non “labbruta”???
    grazie

  14. Pubblicato il 9 giugno 2008 alle 21:22 | Permalink

    Katia: qui c’è un discorso generale:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Female_genital_cutting

    Quello che ho capito io: la cosa è africana, non islamica, e coinvolge l’Egitto dalla notte dei tempi, musulmani e cristiani allo stesso modo.
    Secondo l’islam – si suppone per tamponare in modo soft pratiche che sono nate ben prima – sarebbe sufficiente un taglietto sulla pelle che copre il clitoride, cosa che addirittura aumenterebbe il piacere sessuale. Ricordo che la privazione del piacere sessuale femminile è, per l’islam, causa giustificativa di divorzio, per una donna.
    Poi esistono le usanze sociale che sono, ovviamente, cosa diversa.

    In Egitto, gli interventi sui genitali delle bambine sono la norma, a livelli più o meno invasivi. Ci sono credenze secondo cui labbra e clitoride crescerebbero per tutta la vita, se non si intervenisse (fino ad arrivare a terra, giuro) o altre, più o meno spiritualeggianti. Come spesso accade nel tramandare usanze, le mamme e le nonne sono il vero motore familiare del perpetuarsi di questa cosa. Quando il governo la proibì, spinto da benintenzionate organizzazioni internazionali più competenti sulla teoria che sullo studio del territorio, ‘ste bambine finirono tra le grinfie delle mammane illegali, venendo private persino delle due cautele igieniche del caso.
    “Le vie dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni”, come si dice.
    Ora, se non ricordo male, gli ospedali egiziani intervengono, su richiesta delle famiglie, ma nel modo meno invasivo possibile.
    Rimane il fatto che i genitali di una donna occidentale sono diversi da quelli della stragrande maggioranza delle egiziane, con tutto lo sconcerto del caso.

    Anche i maschi rischiano di non passarsela benissimo, comunque: ho notizia di bimbi italiani, figli di convertiti, che sono stati fatti circoncidere in paesi arabi secondo modalità campagnole beccandosi infezioni e piacevolezze varie, in nome di una religiosità malintesa che, di religioso, figurati tu cosa avrà mai.

  15. katia
    Pubblicato il 9 giugno 2008 alle 21:41 | Permalink

    ah ok … per quel che riguarda le mutilazioni genitali ero al corrente. E’ solo che mi sembrava, dal discorso di L., che fosse un qualcosa di esteticamente bello o comunque di positivo. Per quello non capivo. Interpretato male, evidentemente.

  16. Pubblicato il 9 giugno 2008 alle 21:50 | Permalink

    E’ che è questione di prospettive, Katia: anche io, quando mi è successo di mostrarmi a delle estetiste egiziane, ho avuto la nettissima sensazione di essere considerata un po’ mostruosa. Quando si differisce dalla norma, l’effetto è sempre quello. Qualunque sia la norma.

  17. Laura
    Pubblicato il 9 giugno 2008 alle 22:26 | Permalink

    … infatti!

  18. Pubblicato il 10 giugno 2008 alle 09:26 | Permalink

    C’è proprio bisogno di fabbricarsela in casa questa cosa?
    Ci sono anche gli spruzzatori pieni di liquido depilante.
    Chiederò lumi alla moglie.

  19. Pubblicato il 10 giugno 2008 alle 09:54 | Permalink

    A riguardo, da Repubblica

    “Mai più donne mutilate”
    l’Egitto vieta l’infibulazione
    http://tinyurl.com/6l4894

    Detto cio’, che sia in strutture ospedaliere che in clandestinità mi auguro che si sia tutti d’accordo che le mutilazioni genitali siano un abominio a prescindere da ogni interpretazione sociologica o antropologica.
    Bene quindi, a mio avviso, che le “mammane” rischino la galera.

  20. Pubblicato il 10 giugno 2008 alle 10:09 | Permalink

    Ovvio, MMax. E l’Egitto fa una campagna che non finisce più da secoli, su questo tema, con la Susan Mubarak in prima linea. Esistono tonnellate di documentazione, in proposito.

    Rimane il fatto, però, che importare linee di condotta frettolose e occidentali in territori su cui lo Stato non ha nemmeno pieno controllo finisce col produrre risultati, spesso, che non sono quelli che si vorrebbero. E questo è successo, e le stesse ONG che lavorano su questa cosa se ne sono rese conto.

    Io preferisco che ci sia un medico messo lì a fare taglietti impercettibili per una generazione – da accompagnare verso l’abolizione della pratica – anziché che ci siano posizioni che piacciono ai media ma che, di fatto, si traducono nella zia o nell’anziana del paese che tagliano via tutto fuori da qualsiasi controllo, e con la gente che crede pure di “fare opposizione al regime”, così facendo.
    Mi pare semplice buon senso.

  21. mir
    Pubblicato il 10 giugno 2008 alle 12:13 | Permalink

    Scusa Lia ,ma ..posso mettere anche la mia? Nulla di meglio di una passata rapidissima dappertutto con il rasoio sotto la doccia tutte le mattine: dicono che poi ti ricrescono di ferro, ma non è vero anche perchè non gliene lasci il tempo. Pragmatismo americano, l’unica importazione veramente COMODA. Non ho mai capito ‘sta storia delle cerette: prima di farla devi aspettare che ricrescano un po’, questi pelazzi, e sai che meraviglia da portarsi in giro gli ultimi due giorni prima dell’intervento? Mah…viva il mio rasoio azzurrino ! :-))

  22. Pubblicato il 10 giugno 2008 alle 12:25 | Permalink

    Ma è la bizzarra chiave di ricerca che ti ha condotto a fare questo post esplicativo?

  23. Pubblicato il 10 giugno 2008 alle 13:10 | Permalink

    Moltitudini: non sottovaluterei il fatto che mi stavo parecchio annoiando, come motivazione. :D

    Mir: uff, il rasoio mi fa impressione. Me lo hanno messo in testa da piccola, che non si tocca…

  24. passante
    Pubblicato il 10 giugno 2008 alle 18:25 | Permalink

    Pure a me faceva impressione, ma poi convinta dal marito che ha gusti masri sebbene italiano (ma dal look mediorentalissimo) mi è toccato armarmi di rasoio per disboscare addò nun còce ‘o sole.

    E’ comodo e non tagliuzza. Il resto, ceretta. Poca roba per fortuna.

  25. old
    Pubblicato il 10 giugno 2008 alle 22:35 | Permalink

    Beh….è strano che a parlar di strapparsi i peli ci sia così tanta affluenza.
    Daccordo,siam pelosi tutti e probabilmente è un broblema irrisolto e purtroppo latente.
    Preso poco in considerazione insomma.
    La droga non fa peggio…eheheheh

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