Io ieri sera ho fatto le ore piccole in giro (è che da quando hanno aperto questa portentosa trattoria nei vicoli ci sto portando tutti quelli che conosco e non perdo occasione per stare là, è un vizio) e poi siamo saliti da me, e mentre ce ne stavamo accasciati in soggiorno, agli sgoccioli della serata, qualcuno me lo ha anche detto: “Belle, le mansarde, ma se piove si inondano, devi tenere le finestre chiuse…”

Infatti mi sono addormentata tenendola spalancata, quella del soggiorno, e il terrificante spettacolo di stamattina alle 7 consisteva nella mia centralina Fastweb che galleggiava, letteralmente, in una pozza di acqua che mi ha fatto intuire che, sì, doveva esserci stato un diluvio nella notte mentre io dormivo ignara. E, turbata e tutta confusa dal sonno, l’ho sollevata dalla pozza e l’ho inclinata per fare uscire l’acqua dall’interno e poi, mentre la sgocciolavo, ho pensato che ero scalza e che tutto ciò era collegato all’elettricità e che chissà come mai non mi ero ancora fulminata. Pensa che figura, morire abbracciata a una centralina di Fastweb.

Poi mi sono messa lì ad asciugarla con l’asciugapelli, ma niente da fare: non reagiva. E quindi me ne sono tornata a letto, saggiamente, ché una sa quando è il momento di rimandare i problemi, e ci ho dormito su per un altro paio di ore.

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Al risveglio, le spie erano accese, finalmente, ma la linea ancora non c’era. E già mi vedevo, giorni e giorni ad aspettare il tecnico senza internet né telefono e ho pensato che non dovevo rassegnarmi: se le spie avevano ripreso a funzionare non c’era motivo per cui non dovesse rifunzionare anche la linea.

Insomma, il sistema-asciugacapelli funziona: ogni ora andavo là a darci una passata e, a un certo punto, il computer ha ripreso vita ed eccoci qua, vittoriosi e asciutti. Funziona tutto, meno male, e possiamo passare a dichiarare le centraline Fastweb ufficialmente anfibie.

Nell’immagine sotto, uno scorcio della finestra colpevole di tutto. Rigorosamente chiusa, e prima che arrivi l’estate se lo scorda, che io la riapra.

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