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Dicevamo: qui abbiamo cortesemente chiesto ai signori del Campo Antimperialista di rimuovere dal loro sito un comunicato che mi riguarda e che è inequivocabilmente errato, menzognero e grondante calunnia.

Lo abbiamo scritto sul blog e poi, per essere certe di non sbagliare, abbiamo anche mandato due righe di segnalazione al Campo stesso e ai dirigenti Wilhelm Langthaler, Moreno Pasquinelli e Leonardo Mazzei ribadendo quanto scritto qua.

Ti pare che abbiano risposto? Nahh, se ne stanno arroccati nel silenzio come delle madri badesse, e chissà cosa credono di fare evitando di rispondere e, soprattutto, di cancellare i loro pettegolezzi sul mio conto. Vorranno fare a gara a chi è più testardo, chennesò.

Questo mi fa pensare alla nota massima secondo cui la spocchiosità è inversamente proporzionale al valore delle persone.

Tempo fa, per dire, un giornalista del mensile Linus scrisse un articolo su Magdi Allam in cui mi tirò in ballo per due-righe-due scrivendo delle inesattezze. Io lessi, mi arrabbiai moltissimo, scrissi a Linus e il risultato fu quello poi raccontato da Gattostanco:

Questo mese l’editoriale, persino a doppia pagina, è dedicato da Michele Dalai a una lettera di precisazione di Lia in riferimento a un precedente articolo di Pippo Russo riguardante un vicedirettore del Corsera e al suo modo di fare giornalismo. L’autore risponde chiarendo e per una ammessa inesattezza si scusa anche coi lettori.

Ora: non è che fosse cortesissima, la missiva che gli avevo inviato. Mi ero seriamente imbestialita e grondava ghiaccio, la mia email. Solo che Linus è – non a caso – una rivista storica in Italia, e chi ci scrive sa riconoscere gli errori, sa scusarsene e sa, in sintesi, dimostrare coi fatti che il rispetto e la stima dei lettori si guadagnano con l’onestà e la correttezza. Li ringraziai poi per lo spazio che avevano dato alla mia rettifica, ovviamente, e il giornalista autore dell’articolo incriminato mi rispose con un patpat di solidarietà che ricordo come uno dei rari episodi che, in quel frangente, mi fecero riconciliare coi giornalisti e, più in generale, con la specie umana.

Tra un gigante come Linus che dedica due pagine di editoriale a una rettifica, e dei nanerottoli come quelli del Campo Antimperialista che manco rispondono, quando gli fai notare che hanno scritto bugie becere e offensive, il paragone è impietoso.

Nell’immagine sotto, l’Haramlik ribadisce il suo punto di vista al Campo Antimperialista.

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