(Un po’ di blabla ombelicale mentre mi fumo la sigaretta del post-polpo alla Luciana e cerco di raccogliere le forze per andare a votare Sinistra e Libertà, e non ditemi niente.)
Allora, la scena è questa: ci sono io, ospite assieme ad altra gente nella casa al mare di un amico di SSG. E c’è la tavola apparecchiata, la conversazione leggera del caso e si parla di vacanze estive, io dico che ho già il biglietto per l’India con scalo a Dubai e uno degli altri ospiti mi dice che lo ha preso anche lui, tempo fa, quel volo, e allora io gli chiedo se ne ha approfittato per vedere anche Dubai, già che c’era, ché è quello che vorrei fare al ritorno dall’India.
E lui, a sua volta caro amico di SSG, fa una smorfia e mi comunica: “No, io nei paesi arabi non ci vado. Non è che sono razzista, ma mi fanno schifo a pelle.”
Gli ho chiesto quali paesi arabi avesse conosciuto, ché speravo ci fosse un motivo concreto dietro tanta affermazione. Nessuno, non ne aveva conosciuto nessuno. Gli bastavano e avanzavano gli arabi che vedeva a Genova. E allora io ho iniziato la ritirata da ‘sto discorso spaventoso ma lui insisteva, e quindi gli ho ricordato: “Guarda, io in un paese arabo ci ho vissuto, amo moltissimo quel pezzo di mondo e non sono la persona giusta per questi discorsi“. Ma niente, lui insisteva ancora, e nell’enfasi antiaraba si è pure alzato, a un certo punto, per dire non so cosa sullo schifo e così via.
E io intanto mi chiedevo, tra me e me, che cavolo di destino è mai il mio, che pare che basti sentire il mio odore per risvegliare il mostro islamofobo nella gente più insospettabile, e soprattutto come diavolo avrei fatto a sopravvivere alla situazione, in una casa non mia e tra carissimi amici di questo mio improbabile fidanzato, Signore Molto Perbene, con tutta la valenza di conformismo alla genovese che può esserci nel termine.
E’ da molto tempo che porto avanti una specie di disintossicazione dall’islam e dai suoi annessi e connessi, e non mi mettevo alla prova sull’argomento da un pezzo.
Be’, la mia ipersensibilità sul tema è rimasta tale e quale, ho potuto comprovare, mentre deglutivo per soffocare le lacrime di impotenza, disgusto e affetto per l’Egitto che mi venivano su mentre guardavo quell’orrido essere che vomitava razzismo.
Perché ti passa tutto davanti agli occhi, di fronte a una scena simile: le facce di tanti arabi a cui devo qualcosa, fosse anche solo una risata. L’ingenuità dei miei ex studenti, la mia felicità di quando vivevo lì, l’ospitalità, le cose scoperte e imparate. La mia gratitudine. La marea di gratitudine che sento, che sentirò sempre, per quel pezzo di mondo che mi ha fatto da madre per una fetta della mia esistenza.
E la mia stessa vita, appunto: tanti anni, tante cose scritte, tanto coinvolgimento, cose belle e brutte accadute, tanta fatica, tutta quella passione, l’amore.
E poi vedermi, come da fuori, in una veranda da qualche parte a condividere la tavola col proprietario razzista di un bar di via Cesarea, che vorrebbe che gli dessi ragione mentre mi dice che gli arabi gli fanno schifo a pelle.
Che diavolo ci facevo, io, là?
Non ho fatto i bagagli perché non volevo mettere in difficoltà SSG, né l’incolpevole padrone di casa.
Ho taciuto.
Ho aspettato pazientemente che finisse il weekend evitando altri contatti con l’abominevole razzista.
E poi sono stata comunque sgridata, ché SSG mi ha accusato di avere cambiato umore, da quel momento, e di essermi isolata, e che insomma, un po’ di senso dello spirito, che sarà mai qualche battuta infelice del suo amico e perché mai prendo così sul serio queste cose.
E mentre mi sgridava, SSG, mettendo nel suo discorso anche qualche commento sulla scarsa igiene degli arabi e su un mio presunto fondamentalismo islamico, mi sono resa conto che il mio giro turistico in questa Genova tanto perbene era finito, e che scendevo dal tram.
E’ stato bello, ricorderò quest’uomo con affetto, sono curiosa di sapere come sarà il prossimo.
Intanto mi godo la mia prima domenica di assoluta libertà da diversi mesi a questa parte, e mi sento un po’ come mi sono sentita sempre, come mi sento da quando sono nata: come una che ha fatto qualcosa di male, che non sa bene cosa sia né quando sia successo, ma che, sotto sotto, è contenta di averlo fatto.
Una ci prova, a diventare una brava bambina. Poi il karma la tradisce.



Ti voglio bene Lia.
E il mondo è pieno di ottusi.
Sarò anche un egocentrico, ma per me la prima regola è non tradire mai se stessi scendendo a compromessi per amor altrui. (sembra un telegramma ma e’ il sunto di quello che mi e’ venuto in testa)
Ho la sensazione che questa volta tu l’abbia lasciato davvero, per sempre e, permettimi, per una ragione validissima.
“Una ci prova, a diventare una brava bambina. Poi il karma la tradisce”
Tu mica lo sai quanto ti capisco, no no no. Ok, dai retta al karma che tanto le brave bambine non durano.
Un abbraccio
/graz
Guarda, circa il conformismo alla genovese, per coincidenza (ma io non credo nelle coincidenze, solo nella sincronicità degli eventi, l’ho già scritto altrove) proprio oggi che è domenica ho postato sul tumblr questo: (non so se il parser sega il link, comunque lo metto sennò guarda su Friendfeed)
http://enkidu.tumblr.com/post/119436814
Buna Dumenega :)
Visto, Gil. :))
tastamero al hayat
(spero di aver detto giusto)
purtroppo sei vittima della maleducazione e dello scarso rispetto per le idee e la sensibilità altrui, così comune in questo momento e che sembra così naturale come comportamento. in bocca al lupo.mg
Sei stata bravissima a tacere, ché probabilmente non vale neanche la pena sprecare il fiato con alcune persone. E’ più la fatica che il gusto. Peccato che lui non abbia apprezzato lo sforzo, ma anzi …
Certa mancanza di sensibilità continua ancora a stupirmi, alle soglie dei 40. Dovrei farmene una ragione.
Chapeaux
«…come mi sento da quando sono nata: come una che ha fatto qualcosa di male, che non sa bene cosa sia né quando sia successo, ma che, sotto sotto, è contenta di averlo fatto.
Una ci prova, a diventare una brava bambina. Poi il karma la tradisce.»
Parole sante, cara Lia. Per quanto possa valere: hai fatto bene. Un abbraccio.
Testa alta, sguardo avanti: ti aspetta l’India….scorda lacci e lacciuoli creati da persone che non ti meritano ( e che non ti si confanno )…Buona vacanza. ;-)
Ma come fa il tuo SSG ad essere amico di un TAMARRO simile?
Questa è una persona infrequentabile.
In un passato recente ho aiutato molti extracomunitari, provenienti da tutte le parti del mondo, li ho sempre conosciuti come persone gentili, spessissimo sfruttati in modo indegno dagli italiani. Li aiutavo quando dovevano espletare le pratiche per la Bossi-Fini. Talvolta avevano persino i contratti di locazione in nero, e quanto ho dovuto lottare con i proprietari degli immobili per fargli fare i contratti regolari (come pubblico ufficiale gli davo un termine brevissimo per risolvere la cosa, poi avrei provveduto a riempirli di multe salatissime oltre alla minaccia di confisca dell’immobile. Funzionava sempre).
Tante volte mi viene nostalgia di rioccuparmi di loro.
Ti voglio tanto bene Lia, non tutti noi italiani siamo così.
Con affetto Giulio
La nostra meravigliosa Lia, dolce e leggera come la panna montata e allo stesso tempo dura come le rose del deserto …in verità non sono durissime… quella durezza giusta per avere quella forma sinuosa che intriga.
Forse il tuo SSG giungerà al tuo cospetto su un tappeto volante, ricoprendoti di gemme e petali di rose e tu lo perdonerai… Se poi non ha capito; beh, meglio perderlo che trovarlo.
Vabhe ma anche te, SSG sembra una sigla sindacale sù..
e poi altrochè “casa di amici”: a villa certosa dovevi andare. E’ inutile che cerchi lo spessore se non frequenti i luoghi giusti :-D
Nah, non lo voglio più.
Non è cosa.
Strano che SSG non sia intervenuto a tacciare il tipo. Avrebbe salvato tutto ed inferto una lezione memorabile…..
E’ che, per quanto suoni strano, mi sa che ormai un lettore di ‘sto blog può prevedere le mie reazioni assai meglio di un fidanzato di soli sette mesi. :D
Grazie a tutti per il pat-pat.
Cara Lia, non prendertela: la madre dei coglioni è sempre incinta, e fa sempre parti (bi, tri, etc.)gemellari, aggiungo io.
Cordialità
Una volta si sentivano gli stessi discorsi ai danni dei napoletani; quando gli chiedevi “ma quanti ne conosci personalmente?”, l’interlocutore si rifugiava immediatamente nei luoghi comuni più beceri…
Capisco benissimo. A me capita sempre più spesso, ultimamente, con gli omofobi della razza peggiore, quelli che “per me i gay vanno benissimo purchè stiano lontani”, per capirci.
Ed io che sono lesbica ma senza averlo scritto in fronte, a quel punto a deglutire proprio non riesco più, perchè non riesci a farli ragionare, questi tizi che colgono la realtà “a pelle”, e una non ha sempre voglia di impugnare la lancia.
Quindi, come te, non mi resta altro che stringere la mano a chi era con me e pur conoscendomi non ha detto nulla e salutarlo, chè questa è la mia fermata.
Pat-pat, il prossimo è già in viaggio. :)
Ma era proprio indispensabile liquidare il SSG?
Cioè, io penso che, specie arrivati all’età del discernimento, mica si debba condividere proprio tutto, tutto, tutto con il partner.
Potresti sempre frequentarlo e godertelo per quello che è, per quello che è in grado di darti di positivo.
Il resto si può sempre avere altrove, no?
… oppure forse la storia degli arabi era una scusa, la goccia che ha fatto traboccare il vaso di una storia che non funzionava per ragioni più importanti, tipo come quelli che divorziano per il dentifricio spremuto male.
A TUTTI
Ciao Lia,
sono triste,
sto male.
Credevo che non mi importasse granche’, e invece……..
In questi giorni ho parlato un sacco, ho cercato di capire.
Non ci riesco del tutto, anzi per niente.
Ho parlato con V, e’ dispiaciuto e neanche lui sa cosa fare, rimangono comunque le brutte parole che ha detto…..e’ un superficiale farfallone che non sa quello che dice e lo dice anche male.
In quei momenti non avevo capito cosa stava succedendo, cosa in realta’ stavate dicendo, di cosa stavate parlando, ero troppo contento di essere lì con te, mi sembrava troppo grossa per essere vera, ho cercato di far finta di niente, non ci credevo….ho sbagliato.
Ho parlato con A, non mi e’ servito granche’, ha troppi problemi suoi per capire cosa mi succede.
Ho parlato con D, in barca, e mi e’ servito, ha capito, e’ una persona molto sensibile, acuta.
Benche’ siate su “sponde” opposte, mi ha fatto capire dove ho sbagliato, mi ha fatto capire il tuo malessere, l’importanza del fatto, mi ha fatto capire che piu’ degli amici contano i sentimenti.
Ma non so cosa fare.
Mi sono successe troppe cose quest’anno per sapere cosa fare.
Mi aggrappo alle persone che conosco, perche’ non ho piu’ la mia famiglia, ne cerco una, e non voglio perdere nessuno.
Mi hai aiutato molto, forse mi sono aggrappato a te e poi credevo di essere ormai a posto. Ho sbagliato nuovamente, ma non ho il tappeto volante e neanche gioielli e profumi, solo regalini e qualche risotto.
Non so piu’ neanche come mi chiamo, SSG?, SMP?, Ro?, Ciccì? Ou?
Non so piu’ neanche se sono di sinistra, di destra, razzista, islamofobo, imprenditore, ex sessantottino, ateo convinto e chissa’ cosaltro dopo 61 anni di vita passati a cercare di capire cosa ci faccio io qui su questa terra.
Una cosa so, che avevo di te accettato tutto –e credimi non e’ stato facile per me– e mi viene in mente tutto, le sigarette, le cene a casa tua, il blog, il cibo, il vino, il gatto, tua figlia, la Spagna, la mano sul collo, il cassis e i ricci, Avignone, Logrogno, tuo fratello, tuo padre, tua madre, Marzia, i tuoi tempi e ritmi, la tua voglia di camminare sui monti, la dieta, il minestrone, la lampada, il ripiano, l’Ikea, la farinata, la tua musica, il tuo passato, i tuoi amori, l’ammmore, i libri, l’avvocato, svegliarsi all’alba per accompagnarti a scuola in orario nonostante le tue resistenze, la grandine, la bagnacauda, Barcellona, le tapas, il traghetto, le cene spagnole, il tuo sorriso, il tuo sguardo, appena arrivata da Istambul, i tuoi ritardi, gli sms, i tuoi mi manchi, la mia voglia di scappare con te in Egitto o in Spagna, la mia voglia di essere con te soli in barca, la mia voglia di essere il tuo compagno e di volerti come compagna.
……….NO, per me non e’ stato un giro turistico nel centro storico, e questo non lo merito, come tu non meriti la mia incapacita’ di capire e il mio essere combattuto tra te e i miei amici………non e’ stata una passeggiata, sarebbe finita prima, invece sono gia’ passati sette mesi……
Ho sbagliato una volta, forse piu’ di una, ma miiiiiiii…!
Il resto e’ solo un tentativo di difendermi offendendoti.
Non voglio scendere, voglio continuare a viaggiare nel tuo fantastico mondo femminile, un po’ genovese, un po’ napoletano, un po’ arabo, un po’ spagnolo, in tram, a piedi, in bici, in auto, in barca, in traghetto……….
Sto male, non ho la tua forza, non ho tutta la tua esperienza in fatto di sentimenti, non sono capace di passare oltre e pensare alla prossima……..
Sono solo capace a chiederti scusa, perdonami, chissa’ se serve, chissa’ se ti serve.
roberto
Spezzo una lancia a favore di… ESSO, LUI, EGLI, o comunque si chiami.
Beh… per uno che odia esporre i sentimenti, niente male, niente male davvero. E non dico altro.
CIUMBIA!
Quoto vagatonda. Proprio niente male!
ODDIO … COME NELLE STORIE DELLE MILLE E UNA NOTTE… E’ ARRIVATO ROBERTO(finalmente so il suo nome vero) SU UN MERAVIGLIOSO TAPPETO VOLANTE… VEDO VOLARE PETALI DI ROSA PROFUMATI TUTTI INTORNO A TE LIA … E AI TUOI PIEDI GEMME DI TUTTI I TIPI… e mò?…
Lia, scusa io ti voglio proprio tanto bene; ma un pat pat a Roberto glielo voglio proprio dare.
X Roberto, 3 consigli:
a)cerca di frequentare persone più significative, che possano accrescere la tua ricchezza interiore.
b)i superficialotti non servono a niente e a nessuno.
c)Lia è una persona cara, da trattare con dolcezza. FRUSTALA!
L’errore di molti (favorevoli e contrari) e di mischiare etnia, nazionalità e religione. Vale a dire: parlare male degli arabi a causa dell’islam (o parlare bene dell’islam a causa degli arabi). Gli uomini sono praticamente tutti uguali dovunque nascano (e non esistono razze) certe culture e certe religioni sono più orrende di altre. Voglio dire: certa debolezza di Lia nei confronti dell’oscuratismo islamico (perchè magari gli tornano in mente gli anni passati in egitto) non è diversa dal disprezzo dell’amico verso il mondo arabo (perchè magari pensa all’oscurantismo islamico). Tutto qui…
Per me la conditio sine qua non per trovarmi un fidanzato era che non fosse omofobo. Impresa quasi impossibile, in Italia, ho passato diversi anni di singlitudine fra i commenti spaventati di mia mamma che ormai mi vedeva come un “caso”.
Ma grazie a Dio l’ho trovato, l’uomo non omofobo, anzi siamo anche andati al Gay Pride a Roma insieme con una coppia di SUOI amici gay!!! (Mentre i miei amici gay rimanevano a casa, mah, scelte) Adesso che aspettiamo un figlio, capisco che sarebbe uno dei pochi maschi italiani che non si sentirebbe messo in crisi se fra 20 anni ci dicesse di essere omosessuale.
Credi nel domani, Lia, non te ne pentirai mai.
per quel poco che la “conosco”, Lia sembra avere la convinzione che vivere la stessa esperienza possa trasmettere le stesse sensazioni.
io non credo sia così ma so come sia un’idea alquanto comune.
del resto, è quel che ha fatto: opponendo un “son i tuoi amici che han da piacere a me” a un – forse mai detto ma così voluto udire, così inteso, o dato per scontato, comunque vissuto – “su, ora, da brava bambina, fatti accettare dai miei amici”.
perché un’idea altrettanto comune è che un essere umano “sia” le sue amicizie mentre spesso è quasi il contrario.
in realtà ciò che si legge è come invece sia proprio lei a condividere una buona dose di assolutismo con quel “proprietario di bar di via Cesarea” e come entrambi se lo sian “riconosciuto a pelle” e senza concedersi alcuna attenuante. ^__*
e per trasferirgli la stessa esperienza, sentendosi giudicata ha ricambiato, sottoponendo a sua volta il suo “giudice” a questo “giudizio collettivo”.
A me dispiace che il signore genovese non abbia saputo imparare qualcosa da te. Mi spiace proprio per lui e per buona parte degli italiani.
“mi sono resa conto che il mio giro turistico in questa Genova tanto perbene era finito, e che scendevo dal tram.”
è terribile per un uomo che prova a stare al tuo passo e che sta imparando ad amarti (questo mi arriva dalle sue righe), leggere una cosa così. Da uno schermo di un pc, oltretutto.
Di fronte al mondo.
Sarà che sono uomo, che amare a tutto tondo è una cosa per noi quasi impossibile, sarà che penso che mai si debba smettere di stare in movimento, e tante altre mille piccole cose.
Insomma, leggendoti da tempo, e soprattutto in questa occasione, mi arriva forte questa cosa dell’integralismo.
Non verso qualcosa in particolare. Proprio come presa di posizione di donna, di donna compiuta, di donna che sa quello che vuole, di donna che adesso vuole il massimo.
Un po’ giudice, un po’ tanto.
Non so, quest’uomo lo sento vicino.
Umano, ed umile.
E mi piacerebbe sapere che tu adesso lo stia abbracciando. Ricacciando indietro tutte le sentenze di chi sa già come vanno le cose.
A questo punto TIFO per il POVERO ROBERTO…Se non altro perchè non ha un AVVOCATO.
Il pubblico femminile in queste situzioni si compatta, il pubblico maschile o si dilegua o pensa ad altre cose, spesso fuori luogo.
Queste donne!
Le Signore colgono determinate situazioni, a pretesto per “verificare” a loro modo, il rapporto col proprio compagno.
E Roberto che colpa ne ha di tutto questo?
Nulla a mio avviso.
Magari era distratto quando il suo amico diceva quelle cose, sempre che le abbia dette.
Del resto Roberto non può essere responsabile delle presunte o mal percepite dichiarazioni di altri.
A mio avviso E’ LIA CHE VUOLE SCARICARE ROBERTO PRENDENDO A PRETESTO QUELLE PRESUNTE DICHIARAZIONI, NON AVENDO NULLA A CUI ATTACCARSI, PER COLPEVOLIZZARLO E PER LASCIARLO.
Il povero Roberto si è sempre dimostrato GENTILE e DISPONIBILE nei suoi confronti in ogni occasione. Era con lei in Spagna dove poveretto, non conoscendo lo spagnolo, si è trovato a vivere in un contesto familiare non suo, per diversi giorni, che lo ha fatto sentire isolato ed emarginato, annoiandosi a morte.
P.S: A Robè de più non posso fa. Lia è nà tosta. Se non ho altre “prove” …
X LIA:
Ma un altro come questo Roberto, per quanto tu possa girare il mondo, CHE TI SOPPORTA (col tuo caratterino), dove lo trovi?
Se scendi dal Tram, forse non scendi dal Tram solo a Genova.
Pensaci bene, stai distruggendo una occasione vera.
Sono 24/26 anni che vivo con mia moglie e quante volte avrei voluto chiudere con lei, però sono andato avanti.
Certo che, arrivati a questo punto, forse potremmo smettere di farci gli affari loro pubblicamente, che dite?
Naaaa! Non sono per niente daccordo con Federica.
Se il buon Roberto ha avuto il coraggio di scrivere qui pubblicamente, bisogna prendere posizione e consigliare.
Dunque, anch’io come Giulioromano vado suppergiù per i 30 e più anni di partnerariato.
Sono convinta che, mentre a vent’anni ti puoi permettere di cazzeggiare con i sentimenti (grandi amori che finiscono poi in una bolla di sapone e senza eccessivi drammi), ad una fatidica “certa età”, o ti rassegni ad essere testardamente coerente con te stessa e sola, oppure ti rendi conto che non è poi così male rimanere in coppia, ma devi allora rassegnarti a scendere a compromessi.
Poi più evanti si va con l’età e più gli abbandoni fanno male, per cui a mio parere, o sopporti un pochino le inevitabili differenze, o “scendi dal tram”, ma non per prenderne un altro, ma per andartene a piedi da sola!
p.s.: il Roberto in questione non mi pare poi così terrificante, sinceramente parlando…
DISSENTO ferocemente con Maria sulle premesse, A) “a 20 anni ti puoi permettere di cazzeggiare sui sentimenti tanto non si fa male nessuno” (che razza di cazzata sarebbe scusa, una persona di 20 anni può rimanere ferita a morte dal primo amore e non riprovarci mai più, succede a tanti) e B) “a 50-60 anni e’ il tempo di mettere la testa a posto, e accettare compromessi” (quindi una persona di 50 anni vale di meno di una di 20, quindi non e’ piu’ il caso che domandi che ne so, il rispetto, o la dignita’)
PERO’ non avevo letto il messaggio di Roberto online che mi ha preceduto di poco, insomma Lia, hai di fronte una persona che ti vuole veramente bene e che e’ disposta a mettersi in gioco, io credo che tu sia gia’ tornata sui tuoi passi dopo un messaggio così, ma se per caso non l’avessi fatto, lascia perdere tutto e ricomincia daccapo con Roberto, penso sinceramente che ne valga davvero la pena, non capita a tutti di trovare qualcuno che ti vuole veramente bene.
Cara Lia,
ho cominciato a leggerti perche’ avevamo in comune il Cairo. Ho continuato perche’ mi piace come scrivi. Stavo per scriverti 5 minuti fa quando ho letto che saresti passata da Dubai. Io ci vivo, volevo dirti, se ti va fammi uno squillo quando arrivi.
Ma molto piu’ importante, per il momento, e’ fare il tifo per Roberto. Ecchecavolo.
Fa una corsa, resta un po’senza fiato, ma riacchiappa il tram. Tanto puoi sempre scendere. E mica sta scritto da qualche parte che nel tuo Karma ci sta la coerenza. Anzi, che palle ‘sta coerenza. Dai Lia, facci sognare, e’ da un po’ che da ste parti non si vedono happy ending.
Paola
Io avrei abbreviato l’elenco dei ricordi…mi sembra di leggere un vocabolario.
é pignolo?un po’ piagnone?ma almeno è lui o è una bufala?
Su ‘sto blog ne succedono di tutti i colori.
E’ che ti vogliamo tutti ACCASATA.. Tiè!
^__* eh no, Giulioromano! son gli uomini che si accasano, le donne “si sistemano”.
o almeno questo è ciò che ancora par pensi la maggior parte degli uomini.
oyoyoyoy… non è il tipo di post che commenterei, però,
però, alla fine si sta dicendo tutti la stessa cosa, e cioè che o si va dalla sarta a farselo fare su misura, o una sopporta fino a quando è disposta a sopportare.
Se sette mesi son troppi, son troppi e basta. Io “sopporto” da 10 anni, ché ogni giorno è un compromesso, fino a quando il compromesso è accettabile. Mi ci vedo pure bene a sopportare per tutta la vita, ché il patrono del mio paese è san Sebastiano e da quando andavo all’asilo ho in testa l’immagine di quest’uomo che tutto infilzato di frecce guarda al cielo e sembra non sentirle nemmeno.
Ma mica a tutti può piacere come modello.
…………
Gli uomini innamorati (non di se stessi) hanno il dono dell’umiltà ma pessimi tempi di reazione. A questo si deve il fatto che molti di loro telefonino alla donna offesa in un orario variabile tra le 2.00 e le 4.00 del mattino per offrirle due terzi del proprio sangue.
oddio, come ho potuto parlare così spudoratamente degli affari miei??? ti prego, cancellami!!!
Prima tanta SOLIDARIETA’ x Lia, poi TUTTI a favore di una RICONCILIAZIONE, ed alla fine nasce il partito di quelli (io compreso) che ti vogliono “ACCASATA/SISTEMATA”!!!
Pure dal Dubai ti vogliono ACCASATA!
A questo punto stai con le spalle al muro e PREPARA I CONFETTI!
Stupenda storia. Gia’ mi commuovo, snif… da pubblicare.
Lia, adesso pero’ te lo devi sposare, lo sai?
Saluti,
Nicola
Mrm: io obbedisco e ti ho cancellato, però era un bel commento e mi ha fatto molto piacere conoscerti.
Paola da Dubai: ciao, sì che mi fermo a Dubai. Poche ore però. Se ad Agosto ci sei (ma non arrostirai?) sentiamoci per email un po’ prima. La tua è quella che hai messo nel commento, no?
In generale: mi dichiaro sconfitta dai commentatori, anche perché mi scappa ‘bastanza da ridere. Quanto a SSG, la prossima volta lo banno. :D
Per Closethedoor: così feriti da non riprovarci più a vent’anni che io sappia erano solo le fiere zie zitelle di cinquant’anni fa, sedotte ed abbandonate da un fantomatico “ufficiale di marina”!
Noi di mezza età non è che ci accontentiamo, accettare compromessi non vuol dire “valere meno”, anzi…
Che cavolo, io avevo letto solo il Post, non i commenti!
Lia questo signore sì che ha imparato qualcosa..
Pensa bene a tutto, non alla convenienza, quanto alla serenità dei sentimenti tangibili che non è detto debba essere l’unico elemento, ma ci deve essere.