Due istruzioni per viaggiare in Messico. Secondo me.

Due istruzioni per il Messico, senza pretese di completezza e senza nemmeno voler passare per esperta del tema, ché decisamente non lo sono. Tra l’altro questo è un paese gigantesco: io ci sono stata quattro volte, mi pare, e questa volta mi sono fermata per due mesi e mezzo. Che bastano giusto a guardarsi un po’ attorno, anche perché intanto avevo da lavorare. Un po’ di dimestichezza comunque l’ho presa, e le due note che seguono sono banalotte ma potrebbero riuscire utili a qualcuno. Gradite aggiunte e/o correzioni. Dunque.

Il viaggio

L’aereo per il Messico costa parecchio, specie se vai a Città del Messico. Durante l’anno si possono trovare buone offerte, ovviamente, ma se ti tocca viaggiare in alta stagione forse conviene prendere un charter per Cancún ed eventualmente prendere un volo interno per spostarti. La compagnia Volaris ha ottimi prezzi e begli aerei nuovi. Io per un Puebla-Cancún (due ore di volo circa) ho speso sui 90 euro. In pullman non avrei speso molto meno e ci avrei messo 30 0re.

Un’altra possibilitò per volare dall’Europa è tenere d’occhio il sito di Pullmantur Air. Da Madrid, ogni tanto hanno voli di sola andata a 180 euro. Ricorda, comunque, che all’arrivo in Messico devi sempre avere un biglietto di uscita. Va bene anche se è un semplice biglietto di pullman per passare la frontiera col Guatemala, l’importante è avere qualcosa. Alcune compagnie non ti fanno neanche imbarcare se non ce l’hai, quindi attenzione.

 

mexico-mapa-640x360

Le spese

Il Messico è uno di quei posti dove spendi quello che vuoi (o sai) spendere: un capitale o pochissimo, dipende da te. Qualche esempio basato su come mi organizzo io: per gli alberghi, non ho mai speso più di 450 pesos a notte, che sono 26 euro. E’ il prezzo per cui puoi trovare cose carine, pulite e centrali un po’ ovunque. Qui i miei alberghi a Oaxaca, Puebla, Città del Messico, Playa del Carmen. Tutti sperimentati con soddisfazione, soprattutto sull’indispensabile versante pulizia. Se intendi fermarti a lungo, l’affitto di una stanza o di un appartamento ammobiliato è ovviamente molto più conveniente. A Oaxaca, il mio appartamento in pieno centro storico costava 5000 pesos al mese, ovvero 290 euro, utenze e wifi compresi.

Per quanto riguarda il cibo, parti da un principio: in Messico si mangia bene, sul serio. E frutta, verdura e carne sono normalmente di ottima qualità. Puoi spendere tre euro per un menù del giorno (o sei, alla Biznaga di Oaxaca, dove però il cibo è sopraffino), puoi spenderne 30 per cenare a base di specialità in ristoranti molto belli, poi spenderne 300 se sei pazzo e magni e bevi cose strane cosparse di polvere d’oro. Vedi tu. Lo stesso dicasi per la vita notturna, i locali etc. Posti belli per tutte le tasche, dalla taverna ai locali chic.

Ovviamente ti verrà voglia di comprare di tutto: artigianato, camiciole, huipiles, amache, cose d’argento, mezcal, spezie e polvere di verme dell’agave. Parti con la valigia poco piena: sono cose belle e buone e costano poco.

Sul fronte spese di trasporto interno, sappi che i trasporti urbani funzionano benissimo in tutti i posti dove sono stata, dalla metropolitana di Città del Messico agli autobus delle diverse città, e costano qualche centesimo. I taxi nelle città piccole hanno un prezzo fisso per la corsa, che si aggira sui 30/40 pesos. A Playa del Carmen, Tulum e posti simili sulla Riviera Maya, invece, i temibili taxisti tenderanno ad abusare di te e spesso dovrai soccombere. Combatti quel tanto per salvare almeno l’onore, comunque. Per i trasporti interurbani ci sono gli ottimi pullman di ADO, non economici ma belli ed efficienti, e poi ci sono i minibus, o taxi collettivi. In questo periodo, i biglietti di ADO comprati con almeno tre giorni di anticipo hanno sconti anche del 50%. Informati sulle promozioni, ce ne sono spesso.

Cose da portare

Dipende da dove vai e quando, ovviamente: parliamo di una specie di continente, non di Camogli. In linea di massima, comunque, pochissima roba. Se ti manca qualcosa te lo compri qua. Questo sì, portati una felpa. Specie se vai a Città del Messico o comunque nell’interno, dove può fare freschetto. Se vai in quel frigorifero che è il Chiapas, portatene due. E qualcosa per la pioggia. E un adattatore per le prese di corrente americane. E se sei presbite come la povera sottoscritta, portati un paio di occhiali da lettura di scorta, ché qui sono brutti e cari. E il minimo di farmacia necessaria, ché pure i farmaci so’ carissimi. Poi basta, non mi viene in mente altro.

Dove andare

Dappertutto. E potrei chiuderla qui. Poi, vabbe’: a me è piaciuta moltissimo la zona che comprende Città del Messico, Puebla e lo Stato di Oaxaca, costa del Pacifico compresa. E’ la mia preferita tra le zone che ho visitato. Poi c’è il Chiapas, splendido e interessantissimo, e le splendide cittadine in Yucatan e Campeche, e ci sono ovviamente i Caraibi della Riviera Maya, con gioie e dolori del turismo ma anche con spiagge che, vedi Tulum, sono tra le più belle che abbia visto in vita mia.

Forse il valore aggiunto di Oaxaca e dintorni sta nella gente. Enorme cortesia, ospitalità, socievolezza discreta. Un posto di rara dolcezza dove, se solo potessi, mi trasferirei senza pensarci un attimo. A Puebla sono rimasta poco, purtroppo, ma abbastanza per capire che merita una visita molto più approfondita: è più metropoli di Oaxaca, molto più grande e, quindi, di una bellezza più dispersiva, mentre Oaxaca è una specie di gioiellino tutto racchiuso nel suo  meraviglioso centro. Una città intrigante, vivacissima, molto orientata al buon vivere, alla buona cucina, all’offerta culturale, ma anche con sacche di miseria metropolitana che a Oaxaca non vedi. Complessa. Me ne sono andata a malincuore, sarei rimasta molto di più. E la capitale, ovviamente: non date retta a chi dice che Città del Messico è pericolosa, lo è quanto qualsiasi metropoli. Pare che fino a qualche anno fa lo fosse molto di più, e che adesso la situazione sia cambiata molto in meglio: a me, francamente, è sembrata vivibilissima, gigantesca, elettrizzante, meritevole non di una ma di mille visite. E traboccante di gentilezza messicana. Un po’ freddina dal punto di vista climatico, se proprio devo trovarle un difetto, ma è che io so’ freddolosa.

E poi c’è il Pacifico. E sul Pacifico ci sono spiagge bellissime. Se solo ci si potesse fare il bagno. A meno che tu non vada in giro con una tavola da surf, quindi, la tua domanda deve essere: si può fare il bagno là dove sto andando? Per dire, a Zipolite è un mezzo casino. A Mazunte invece si può, anche se questo non mi ha impedito di vedere un’amica scaraventata sulla sabbia da un’onda di troppo e costretta quindi al collarino ortopedico, e con tutti che le dicevano che come era stata fortunata a non rompersi niente. Bastardissimo, il Pacifico, con una corrente che ha una forza disumana. E frustrante: non è mica bello, stare su una spiaggia meravigliosa e non potere mettere in acqua niente più che mezzo polpaccio, se va bene. Si tratta di scovare i punti specifici, quindi, e non li troverai a base di tentativi. Li devi proprio cercare sulla guida, o chiedendo alla gente. Ché sennò finisce che ti fai male, sul serio. Guarda qua ‘ste povere turiste ad Acapulco, in cosa si sono ficcate per averci solo CAMMINATO nel momento sbagliato, sulla spiaggia:

Per fortuna c’è Mazunte, come dicevo, e a Mazunte c’è un angolo di spiaggia che si chiama il Rinconcito, e lì puoi nuotare qual papero nell’acqua e divertendoti molto di più che in mille mari dei Caraibi, ché le onde, quando sono a misura umana, so’ divertenti. Non ti annoi, in acqua. Proprio no. E fai un sacco di ginnastica senza volerlo, io dopo due giorni mi sentivo un leone. Mazunte è un altro posto dove potrei vivere. Dove vorrei proprio vivere, anzi. Mi farebbe anche meglio di Oaxaca, dove ci sono troppi locali e ristoranti perché io possa mantenermici in forma. A Mazunte diventerei un fiore, lo so per certo.

Insomma: se puoi vacci, in Messico. Non mi vengono in mente molte destinazioni migliori, in questo periodo. E’ un peccato che una certa sua fama di posto “pericoloso” possa scoraggiare dal visitarlo. Io, tolte tre settimane con un’amica, l’ho girato da sola più che tranquillamente e ricomincerei domani. Un paese della madonna, sul serio.

Pin It
Questo inserimento è stato pubblicato in América e il tag , , , . Metti un segnalibro su permalink. Sia i commenti che i trackback sono chiusi.

Comments Closed

4 Commenti

  1. mg
    Pubblicato il 24 settembre 2014 alle 07:45 | Permalink

    Il post del 22 settembre che fine ha fatto? Quello che parlava delle scarse affinità col mondo che ti circonda, per intenderci. Io l’ho trovato molto bello e fa comprendere tante cose di te.

    • Pubblicato il 25 settembre 2014 alle 02:15 | Permalink

      Rileggendolo mi è sembrato una sbrodolata noiosissima, e così l’ho eliminato. :)

      • mg
        Pubblicato il 25 settembre 2014 alle 08:14 | Permalink

        Per niente, invece. :).

  2. Pubblicato il 26 settembre 2014 alle 23:27 | Permalink

    Da brividi il filmato, ma alla fine quante persone sono annegate?

    Sto ascoltando radio Taino, molto carina la musica cubana:

    mms://media.enet.cu/radiotaino

  • Email

    haramlik at gmail.com
  • Pagine

  • Commenti recenti

  • Categorie

  • Archivi

  • Tag